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Rapporto Ocse: assicurazioni in testa (70%), terzi gli operatori finanziari (31%). I gestori accelerano la sperimentazione. Tra i vantaggi, il miglioramento dell’efficienza operativa e gli incrementi di produttività
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella finanza italiana continua ad avanzare. Attualmente l’AI viene infatti usata dal 70% delle assicurazioni e dal 59% delle banche, che se ne servono soprattutto per ottimizzare i processi interni e per le funzioni di supporto, analisi dei dati e creazione di testi. A rivelarlo è un’indagine realizzata dall’Ocse con l’obiettivo di supportare la Banca d’Italia e le altre autorità a individuare e affrontare le implicazioni di policy e di vigilanza nei mercati finanziari.
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Il 31% degli operatori finanziari integra l’AI
Lo studio ha raccolto 450 questionari, corrispondenti a un tasso di risposta del 49%, nei settori bancario, del risparmio gestito, assicurativo, dei fondi pensione e di altri comparti finanziari. Ne emerge che complessivamente il 39% degli operatori integra questi strumenti nei propri processi quotidiani. In testa ci sono appunto le assicurazioni e gli istituti di credito, mentre la quota di adozione dell’AI da parte degli operatori dei mercati finanziari si ferma al 31%. I casi d’uso maggiormente indicati sono l’ottimizzazione dei processi interni e funzioni di supporto che interessano tutti i settori. Tra le finalità più importanti, spiccano invece l’analisi dei dati e la generazione e la sintesi di contenuti testuali, mentre gli altri riguardano l’antiriciclaggio, il contrasto al finanziamento del terrorismo, l’individuazione e la prevenzione delle frodi, nonché l’assistenza alla clientela (chatbot).
Aumenta la sperimentazione tra gli operator finanziari
Per quanto riguarda gli operator finanziari, il 60% di chi utilizza l’intelligenza artificiale lo fa per ottimizzare i processi interni, la generazione di contenuti testuali e la traduzione. La maggior parte dei casi d’uso di GPA rimane comunque nella fase di sviluppo e sperimentazione, mostrando quindi un’intensa attività esplorativa. Nonostante tassi di adozione relativamente più bassi, gli intervistati stanno infatti compiendo progressi nella sperimentazione e si aspettano di ampliarne l’utilizzo nelle aree principali connesse con i mercati. I gestori di portafogli hanno segnalato quasi mille casi d’uso dell’AI in fase di sperimentazione o produzione, dato inferiore solo a quello relativo alle banche.
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I vantaggi
Per la maggior parte degli intervistati, i vantaggi di queste tecnologie abbracciano diversi settori, compresa l’attività nei mercati finanziari. Tre quarti delle aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale hanno segnalato miglioramenti nell’efficienza operativa, mentre quasi due terzi segnalano incrementi di produttività e molti hanno citato l’ottimizzazione dei rispettivi processi interni, il miglioramento di quelli decisionali e nuove informazioni analitiche. Pochi, invece, i passi avanti in ambiti come l’efficienza dei processi di riconciliazione delle transazioni o la gestione del rischio di regolamento.
Gli ostacoli
Tutti gli intervistati segnalano “l’incertezza normativa”, anche riguardo l’AI Cat della UE e “il possibile disallineamento tra le regole”, come i vincoli regolatori per una più ampia diffusione dell’intelligenza artificiale nel settore. E ad esserne maggiormente colpite sono le imprese più piccole, a causa delle risorse limitate. Emergono timori anche per la conformità alle norme sulla protezione dei dati, a quelle sulla proprietà intellettuale, alle regolamentazioni sul rischio legato a terze parti e alla resilienza operativa. A questi vanno poi aggiunti i vincoli normativi legati a fattori organizzativi, alle competenze e alla cultura aziendale, a problematiche relative ai dati, ai costi elevati e ai potenziali impatti negativi dei risultati generati dall’AI. Un quarto degli intervistati incontra difficoltà anche nell’attrarre e trattenere personale con competenze specifiche, mentre altri ostacoli includono la mancanza di casi d’uso rilevanti e una limitata comprensione dell’IA da parte del management senior. Anche l’accuratezza e la coerenza dei dati rappresentano un problema per quasi un terzo delle aziende, mentre un quarto segnala difficoltà nell’accesso ai dati e vincoli di costo. Molte imprese affrontano infine criticità legate ai rischi operativi e di business, alla dipendenza da terze parti, alla limitata trasparenza dei modelli forniti da terzi e al rischio di responsabilità legale o di danni ai clienti.
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La dipendenza da fornitori esteri
Tra gli operatori italiani che impiegano l’intelligenza artificiale, segnala infatti l’Ocse, vi è attualmente una forte dipendenza dai servizi di AI forniti da terzi, con una notevole concentrazione tra i quattro principali fornitori. Quasi il 75% degli intervistati usa servizi cloud di terze parti, mentre il 39% si avvale di modelli di GPAI implementati da terzi, riflettendo una forte preferenza per le soluzioni supportate dai fornitori. Allo stesso tempo, il 39% delle imprese afferma di non utilizzare componenti gratuite o open source, principalmente a causa di timori per la sicurezza e di un limitato controllo sulla gestione dei dati.
Governance e protezione
Dall’indagine emerge poi che le imprese finanziarie stanno adottando approcci eterogenei alla governance dell’AI: molte prevedono un sistema a più livelli che combina molteplici strumenti e meccanismi di gestione dei rischi. Complessivamente, il 16% ha introdotto assetti specifici, mentre altri hanno adeguato quelli esistenti per gestire i rischi. La metà utilizza la supervisione umana (human-in-the-loop) come principale presidio, rilevando che la maggior parte delle applicazioni ha livelli di autonomia limitati o nulli. La responsabilità dei risultati dell’AI è più spesso attribuita agli utenti dell’area di business, seguiti dalla direzione esecutiva. Poco meno di tre quarti degli intervistati assegnano la responsabilità a una sola funzione. Infine, viene segnalato, quasi la metà non ha ancora adottato alcuna misura di protezione contro le minacce informatiche specifiche che riguardano l’intelligenza artificiale.
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