Dennis Baas, head of Sustainability Strategists della casa di gestione, spiega l’importanza e il ruolo crescente delle attività di engagement e proxy voting nella strategia ESG della società: “Coinvolgimento in aumento, anche grazie alla formazione interna e a strumenti tecnologici proprietari”
Dennis Baas, head of Sustainability Strategists di AllianzGI
Allianz Global Investors conferma il suo approccio alla sostenibilità puntando con decisione sull’active stewardship. L’impegno si concretizza in un’attività sistematica di engagement e nell’esercizio dei diritti di voto, due leve complementari al processo di investimento. “Per noi asset manager attivi”, afferma Dennis Baas, head of Sustainability Strategists di Allianz GI, “stewardship significa esercitare con responsabilità il dovere fiduciario. L’obiettivo è influenzare i comportamenti aziendali per favorire la creazione di valore di lungo periodo”.
Nel 2024, il numero di interazioni attive con le società in portafoglio è cresciuto in modo significativo, superando i 600 engagement su 460 aziende in 39 mercati. “Dietro questo aumento”, spiega Baas “c’è una combinazione di fattori: da un lato, abbiamo formato un numero crescente di gestori e analisti, anche sul fronte del reddito fisso; dall’altro, abbiamo potenziato la nostra piattaforma tecnologica interna, il Sustainability Insights Engine, che aggrega tutte le attività di engagement, rendendole accessibili all’intero team di investimento e facilitando la pianificazione e il reporting”.
Dal dialogo all’escalation: come funziona l’engagement
AllianzGI struttura il proprio approccio all’engagement su diversi livelli, che possono evolvere in funzione della risposta della controparte. “Si parte da un confronto, spesso reiterato nel tempo. Se non si riscontrano progressi concreti, interveniamo con misure più incisive: dal voto contrario in assemblea fino al pre-annuncio pubblico delle intenzioni di voto, passando per iniziative di engagement collaborativo e co-filing di risoluzioni con altri investitori istituzionali”.
Un caso esemplare è quello di McDonald’s: “Due anni fa abbiamo co-firmato una risoluzione con un altro asset manager e un asset owner per chiedere alla società di definire obiettivi quantitativi con scadenze precise al fine di ridurre il consumo di acqua lungo tutta la catena del valore. Dopo vari round di confronto, McDonald’s si è impegnata concretamente ad accogliere le nostre richieste, portandoci a ritirare la risoluzione. Nel settembre 2025 ha pubblicato sul proprio sito il ‘Value Chain Water Risk Assessment Summary’. È un risultato importante per gli azionisti e un esempio concreto di cambiamento positivo generato da un engagement mirato”.
Un altro esempio riguarda Adidas, oggetto di un pre-annuncio di voto contrario alla rielezione del presidente del consiglio di amministrazione. “Abbiamo sollevato dubbi su un possibile eccesso di cariche (overboarding) e sulla mancanza di un adeguato piano di successione. Il nostro intervento, ripreso anche dalla stampa, ha avuto eco tra altri investitori istituzionali. La società ha poi annunciato l’intenzione di accelerare il processo di successione”.
Rischi geopolitici e resilienza
L’approccio di Allianz GI alla sostenibilità si fonda su tre pilastri tematici: climate change, planetary boundaries (biodiversità, acqua, economia circolare) e inclusive capitalism, con particolare attenzione alla governance e alle implicazioni sociali della transizione. “In un contesto geopolitico complesso”, sottolinea Baas, “gli investimenti sostenibili sono sotto pressione. In alcuni mercati, come gli Stati Uniti, il tema ESG sta anche subendo forti pressioni politiche. In Europa l’interesse rimane, soprattutto da parte degli investitori istituzionali che si sono dati policy ESG e spesso obiettivi di decarbonizzazione. Sembra che si stia passando dal dibattito all’implementazione”.
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