Bartolomei, head of Global MarketsTHEAM Quant Fund Sales di Bnp Paribas, crede sia troppo presto per fare previsioni macro. E, con un fondo dedicato, punta su un mix di approcci come soluzione anti-incertezza. Dalle valute al carry, i segreti di un prodotto che ha resistito anche al 2022
Roberto Bartolomei, head of Global Markets THEAM Quant Fund Sales di Bnp Paribas
Anche se gli ultimi dati sull’inflazione hanno mandato più di un segnale positivo sulla prospettiva di un taglio dei tassi prima di giugno, l’incertezza ancora elevata rende prematuro formulare previsioni troppo ottimistiche per il futuro dei mercati. Ragiomento valido anche anche sul fronte della crescita, con l’ipotesi recessione ancora in campo e la possibilità che una contrazione dell’economia si verifichi dapprima negli Stati Uniti per poi estendersi anche agli altri Paesi sviluppati. Ne è convinto Roberto Bartolomei, head of Global Markets THEAM Quant Fund Sales di Bnp Paribas, che predica l’importanza di assumere una posizione difensiva in vista del nuovo anno. Ed è proprio nell’ottica di disinnescare tutti questi rischi che il manager propone strumenti dall’alto tasso di diversificazione a clienti istituzionali come gestori patrimoniali o compagnie assicurative ma anche a family office e banche private. Il fondo THEAM Quant – Cross Asset High Focus Fund rientra nel novero e, con il suo miliardo di AuM ad appena due anni dal lancio, testimonia forse più di tutti il successo del suo posizionamento.
Non solo diversificazione: il fondo è pensato per sviluppare un approccio definito come “difensivo”. Perché pensa che ce ne sia bisogno e qual è riscontro ottenuto dagli investitori?
Come dimostrano i dati di raccolta, sono stati gli investitori stessi a richiederlo perché desiderano disporre di un paracadute anche quando costruiscono posizioni rischiose. Parliamo infatti di un fondo multiasset pensato per risultare efficace in caso di volatilità e per prevenire un rischio di decorrelazione che, allo stato attuale, non è limitato al solo mercato azionario ma coinvolge tutte le asset class. La declinazione naturale per cui è stato sviluppato è, non a caso, quella di un portafoglio diversificato e siamo convinti che si tratti della scelta migliore.
Com’è stato costruito il prodotto e quale approccio adotta?
Si tratta di un prodotto totalmente sistematico, con liquidità e net asset value (nav) giornalieri ma che punta anche a ridurre il più possibile i costi di gestione per competere con i rivali più convenienti sul mercato: dai fondi alternativi agli exchange traded funds. Il processo di costruzione ci ha visti partire da un universo di 65 diverse strategie, escludere quelle con un elevato profilo direzionale di mercato e considerare la proporzione tra track record ‘live’ e ‘proforma’. Il risultato è stato quello di ottenere un approccio basato su sei strategie quantitative e che riesca a minimizzare il rischio associato a scenari di mercato estremi oltre a offrire rendimenti stabili nelle varie fasi del ciclo economico. Questo anche grazie alla selezione di componenti che si classificano meglio per il loro comportamento atteso durante i principali ribassi e all’applicazione di filtri quali-quantitativi per puntare a un portafoglio complementare
In cosa consistono e come sono mixate le strategie?
Il veicolo mixa sapientemente le sei strategie ottenute in esito al processo di selezione, che erano già a disposizione della casa, allo scopo di ‘intercettare’ tre diversi fattori di performance: relative value, momentum e carry. La prima è denominata ‘FX valute’ e punta a costruire posizioni corte sulle divise dei Paesi G20 per cogliere le deviazioni dalle loro stime di fair value a breve termine. La seconda, indicata come ‘dyamic risk mitigation’, replica il delta di call lunghe sul VIX e di put potenziate sullo S&P 500. La cosiddetta ‘equity volatility carry’ sviluppa un approccio long/short di arbitraggio sulla struttura a termine dei futures VIX mentre il suo corrispettivo per le materia prime, cosiddetta ‘commodity carry’, abbina un’esposizione corta ai futures del mese anteriore e una lunga a un massimo di tre contratti ottimali in termini di costi. Completano la ricetta ‘commodity trend’ e ‘money market trend’: la prima si basa su un long/short a undici materie prime per cogliere il trend atteso sulla base di un segnale di momentum giornaliero, la seconda si contraddistingue per un long/short ai primi quattro future trimestrali sui depositi interbancari in dollari ed euro. I pesi di ciascuno approccio sono fissi, con una leva finanziaria di 5X che viene utilizzata per calibrare la volatilità al 15% annuo in media, ma è previsto un meccanismo di ribilanciamento mensile per evitare la riduzione della leva stessa nel momento in cui questa dovesse salire perché le strategie ottengono risultati molto positivi.
Quali sono state le più recenti performance del fondo?
THEAM Quant – Cross Asset High Focus Fund ha generato un rendimento 35,02% dalla data del lancio, il 5 novembre 2021, al 31 ottobre 2023 e del 25% l’anno scorso, lo stesso periodo in cui il calo generalizzato dei mercati aveva mandato in negativo la maggior parte degli altri prodotti finanziari. La sua natura di fondo sistematico ci ha infatti consentito di detenere delle posizioni attive in una parentesi in cui qualsiasi altro gestore discrezionale avrebbe operato scelte diverse.
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