5 min
Secondo Swiss Re, i flussi del settore aumenteranno del 3% annuo nel 2025 e 2026. E manterranno tale ritmo fino al 2035. I motori? Salari, tassi, invecchiamento ed Emergenti
Il settore Vita si prepara a far toccare nuovi record alla raccolta globale delle compagnie assicurative. Nel 2025 e 2026 i flussi verso questo ramo dovrebbero infatti aumentare del 3% annuo, il doppio della media dell’ultimo decennio. E tale ritmo dovrebbe confermarsi anche in futuro: se quest’anno la raccolta premi globale si attesterà a 3.100 miliardi di dollari, la previsione per il 2035 è che si arrivi a quota 4.800 miliardi, con un balzo del 54% in dieci anni. A dirlo è l’ultimo rapporto Sigma di Swiss Re, dal titolo ‘Growth in the shadow of (geo-)politics‘.
📰 Leggi anche “Assicurazioni, 8 miliardi di utile nel 2023. Riparte il Vita”
I motori? Salari, tassi, invecchiamento ed Emergenti
Per gli esperti del colosso della riassicurazione, a sostenere la domanda sono in particolare l’aumento dei salari reali, i tassi di interesse ancora elevati in mercati chiave come gli Stati Uniti, l’invecchiamento della popolazione e la crescita della classe media nei mercati emergenti. “I baby boomer stanno entrando in età da pensione proprio mentre tassi d’interesse più elevati rafforzano il mercato del risparmio assicurativo e questa è una convergenza favorevole”, spiega Paul Murray, ceo Life & Health Reinsurance di Swiss Re. Che sottolinea come il settore si stia attrezzando per soddisfare la domanda di reddito stabile e privo di preoccupazioni che arriva dai pensionati.
Ne deriva che i consumatori di tutto il mondo stanno approfittando dei tassi di interesse ancora elevati per acquistare prodotti finanziari legati al risparmio. Una tendenza che emerge più forte negli Stati Uniti, dove le vendite di rendite individuali dovrebbero raggiungere un nuovo record di oltre 400 miliardi di dollari nel 2024, ben al di sopra della media di 234 miliardi di dollari degli ultimi dieci anni. Stesso discorso per il Regno Unito, dove la domanda di rendite a tasso fisso dovrebbe rimanere elevata quest’anno, prima di rallentare nel 2025 e 2026. In Cina, invece, la prevista riduzione dei tassi d’interesse ha accelerato le vendite nel breve termine, ma si prevede comunque che una forte richiesta per questi prodotti persisterà nel medio e lungo periodo.
📰 Leggi anche “Assicurazioni, Accenture: con l’AI aumenta la produttività“
La corsa delle polizze index-linked
A causa della riduzione dei tassi di interesse, il report prevede che i consumatori dei mercati avanzati si orienteranno sempre più verso polizze index-linked. In Europa, e specialmente in Italia e Francia, la vendita di questi prodotti è in forte aumento, ma dal prossimo anno la tendenza dovrebbe estendersi agli Stati Uniti. Inoltre, nel Vecchio Continente si registra una solida domanda di assicurazioni per invalidità e assistenza a lungo termine.
Premi in crescita anche per il non-Vita
Per quanto riguardo il settore non-Vita, anche a causa del riprezzamento dei rischi dovuto all’aumento dei sinistri, Swiss Re prevede una crescita dei premi globali del 4,3% nel 2024, e poi del 2,7% nel 2025 e 2026 (la media degli ultimi 5 anni è stata del 3,1%). Ulteriori miglioramenti nei risultati degli investimenti grazie a tassi d’interesse ancora elevati dovrebbero sostenere la redditività complessiva degli assicuratori del ramo Danni. La stima è che il rendimento del capitale proprio (ROE) nei sei maggiori mercati assicurativi del ramo danni sarà del 10% sia nel 2025 che 2026, così da superare il costo del capitale.
📰 Leggi anche “Bancassurance, primo semestre con il turbo“
La crescita economica continuerà, ma pesano i rischi geopolitici
Quanto all’economia globale, secondo il colosso della riassicurazione svizzera la crescita dovrebbe proseguire in modo solido. Il PIL globale è visto infatti attestarsi al 2,8% nel 2025 e al 2,7% nel 2026, in lieve calo rispetto all’espansione media del 3,1% del decennio prepandemia. Non mancano però significative divergenze regionali, con i rischi che appaiono orientati verso scenari più sfavorevoli a causa dell’acuirsi delle tensioni geopolitiche e dell’incertezza delle politiche commerciali. “Vediamo rischi di inflazione più elevati e probabilità di tagli dei tassi d’interesse inferiori a quanto ipotizzato in precedenza, in particolare negli USA, visto l’esito delle elezioni e il perdurare di un’economia forte”, afferma Jérôme Jean Haegeli, capo economista di Swiss Re. Per l’esperto, i tassi d’interesse elevati potrebbero dare ulteriore impulso ai mercati assicurativi primari, soprattutto nel ramo Vita, ma un contesto economico generale più fragile e uno scenario geopolitico volatile aumentano i rischi di scenari avversi. “Un monitoraggio tempestivo e proattivo sarà fondamentale per il settore assicurativo”, avverte.
Percorsi divergenti per USA, Europa e Cina
Più nel dettaglio, il report chiarisce che l’esito delle elezioni statunitensi potrebbe determinare maggiori divergenze in termini di crescita, inflazione e prospettive dei tassi d’interesse nei prossimi due anni. Per gli USA, l’eccezionalità della crescita dovrebbe continuare. Il PIL è visto crescere rispettivamente del 2,8% nel 2024, del 2,2% nel 2025 e del 2,1% nel 2026, con fondamentali ancora sani: la ricchezza netta è infatti vicina ai massimi storici, con un aumento di circa 50.000 miliardi di dollari rispetto al 2019, mentre le recenti revisioni del prodotto interno lordo mostrano un risparmio maggiore di quanto precedentemente considerato.
📰 Leggi anche “Assicurazioni, 2023 anno da record“
Di contro, le economie europee rischiano di essere colpite in modo sproporzionato dalle crescenti tensioni commerciali globali e dalla conseguente incertezza. Si prevede che il Vecchio Continente sottoperformi rispetto agli Stati Uniti e al proprio trend pre-pandemico. Swiss Re stima per l’Eurozona una crescita dello 0,7% nel 2024, dello 0,9% nel 2025 e dell’1,1% nel 2026, ma con possibili revisioni al ribasso. Infine, poiché si prevede che l’economia cinese subisca un rallentamento strutturale nei prossimi anni, il report stima che la crescita del PIL reale di Pechino si riduca al 4,6% nel 2025 e al 4,1% nel 2026. Per gli esperti svizzeri, le recenti misure di allentamento monetario e di stimolo fiscale annunciate in autunno dovrebbero contribuire a sostenere il sentimento delle imprese nel breve termine, ma è improbabile che risolvano i problemi strutturali di più lungo periodo.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.