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Capgemini: da qui al 2050 cambieranno consumi, mobilità, uso della tecnologia. E il settore dovrà adottare un approccio più preventivo e modulare
Entro il 2025 il ramo danni avrà un’altra faccia. Parola del Capgemini Research Institute, secondo cui l’invecchiamento della popolazione mondiale è destinato a trasformare il settore assicurativo P&C. Il cambiamento nel rapporto tra anziani e persone in età lavorativa influenzerà infatti non solo le abitudini di consumo ma anche la mobilità e l’uso della tecnologia, con effetti significativi sulle compagnie sia private che commerciali. Uno scenario che impone all’industria delle polizze di adottare approcci più preventivi e modulari, basati sul monitoraggio in tempo reale dei rischi e modelli di underwriting sempre più tecnologici.
Lo studio
La previsione dettagliata è contenuta nel documento intitolato ‘World property and casualty insurance report’, che ha sondato il parere di oltre 5mila clienti in tredici Paesi e interpellato 274 dirigenti di compagnie assicurative in quindici mercati (Italia compresa). I numeri emersi dalla survey parlano chiaro: l’invecchiamento demografico è una tendenza determinante nella previsione di una crescita annua del 4,4% per i rami commerciali globali e del 3,3% per i rami privati. In Italia, in particolare, ci si attende un cagr del 3,6% per i primi e dell’1,3% per i secondi.
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Una popolazione che invecchia cambia i consumi
Gli esperti Capgemini sottolineano che nei prossimi decenni si conteranno sempre meno adulti attivi a sostegno degli anziani. Entro il 2050, si prevede infatti che il tasso globale di dipendenza demografica salirà al 26% dal 16% del 2024: ciò significa che ci saranno 26 senior ogni 100 lavoratori. E se si esclude il continente africano, la cui popolazione è mediamente più giovane, il tasso arriverà al 31% dal 18% attuale. Una transizione che avrà conseguenze significative sul comportamento dei consumatori e sulla struttura dell’economia. Con l’aumento dell’età media, cioè, le abitudini di spesa si sposteranno sempre più verso le esperienze a scapito dei beni durevoli. Non è un caso se il 45% degli intervistati prevede di aumentare la spesa in viaggi, beni di lusso e ristrutturazioni domestiche mentre il 70% non intende acquistare una nuova casa o ampliare quella attuale.
Le ripercussioni sul ramo danni
Tutto questo, unito alla crescente urbanizzazione e all’automazione tecnologica, avrà un forte impatto sul modo in cui le compagnie serviranno i clienti. Ad esempio, dato che gli anziani guideranno meno e faranno maggiore uso dei servizi di trasporto condiviso, il report mette in luce come le polizze auto si orienteranno verso coperture commerciali e di mobilità condivisa. Ma ad adattarsi dovranno essere anche le assicurazioni per la casa, offrendo soluzioni preventive e adatte a famiglie multigenerazionali o a spazi abitativi più piccoli. In ambito lavorativo, le linee commerciali dovranno considerare l’automazione spinta da cambiamenti demografici e nuovi profili di rischio. “Le società del settore devono cominciare sin d’ora ad analizzare i propri portafogli per comprendere la sensibilità ai trend emergenti e valutare che esposizione ci sarà in un mercato maturo e in transizione”, ha detto l’insurance director per l’Italia di Capgemini Matteo Bonati. Per l’esperto, questo le aiuterà a sviluppare modelli di servizio più resilienti e orientati al futuro anche grazie alla adozione dell’intelligenza artificiale. “Sarà fondamentale mantenere il focus sui cambiamenti dei comportamenti dei clienti per avere un vantaggio competitivo ed evitare una concorrenza basata solo sul prezzo”, ha concluso.
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Rischi interconnessi e maggiore esposizione alle perdite
Altra sfida da affrontare è poi quella legata alle conseguenze del climate change, soprattutto in relazione a una forza lavoro che sta invecchiando. Secondo Oxford Economics, che ha condotto un’analisi per la società di consulenza, il 98,5% della popolazione mondiale sarà esposta al rischio siccità e l’80% a quello di piogge estreme. Una condizione che, unita alla concentrazione urbana, spinge gli esperti a immaginare l’insorgere di rischi interconnessi con elevato potenziale di perdita.
Dati e AI per vincere la sfida
Centrale nelle nuove strategie diventerà l’utilizzo di dati predittivi e intelligenza in tempo reale nei processi di underwriting. Ma il report evidenzia che, sebbene l’88% delle compagnie ne riconosca l’importanza cruciale per il futuro, solo il 17% dispone oggi delle capacità adeguate. Per prepararsi e adattarsi a questi cambiamenti demografici, gli esperti suggeriscono quindi l’adozione di nuove strategie da parte delle società del ramo danni. Non solo: cruciali saranno anche la capacità di adattarsi al cambiamento nei comportamenti dei clienti, rivedendo la presenza geografica e creando modelli di servizio sensibili all’età, e la trasformazione del modello operativo, modernizzando le architetture dati e sfruttando l’AI e l’automazione. Infine, in merito alla governance del rischio, sarà importante utilizzare strumenti predittivi anche nella gestione dinamica dei portafogli. “Tutto questo richiede un’evoluzione continua”, conclude il report, “i dirigenti del settore devono agire nel medio termine, mentre i consigli di amministrazione dovranno affrontare sfide strategiche di lungo periodo.
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