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Per l’agenzia di rating, le compagnie non risentiranno del conflitto in Medio Oriente. E l’esposizione al private credit non desta preoccupazione. In Italia la corsa delle unit-linked continuerà
Il settore assicurativo europeo continua a godere di buona salute. La maggior parte delle compagnie chiuderà infatti il 2026 con una redditività discreta, pur in un contesto di crescita contenuta. A dirlo è S&P Global Ratings, secondo cui i rendimenti degli investimenti stanno migliorando, seppure restino lontani da livelli particolarmente elevati a causa della lenta sostituzione delle obbligazioni a basso rendimento acquistate prima del 2022.
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Tendenze divergenti tra i mercati
“Le società valutate sono ben posizionate per affrontare potenziali sfide come l’inflazione e il rischio di volatilità dei mercati finanziari”, assicura il credit analyst dell’agenzia, Voker Kudszus, che attribuisce tale risultato “all’attenzione alla redditività tecnica, a una prudente allocazione degli attivi e a un consistente surplus di capitale”. Il quadro che emerge dall’European Insurance 2026 Mid-Year Outlook di S&P non è tuttavia uniforme in tutta la regione. Le pressioni sul comparto delle polizze commerciali partite dal Regno Unito si stanno infatti estendendo nel resto del continente. Inoltre, l’assenza di grandi catastrofi naturali nella prima metà dell’anno rischia di alimentare un calo dei prezzi riassicurativi. Sul fronte vita, poi, la crescita resta trainata da Francia, Italia e Spagna, mentre negli altri Paesi prevale una tendenza più stabile e laterale.
Immuni alla guerra
Quanto al conflitto in Medio Oriente, per l’agenzia di rating l’impatto diretto sul settore sarà scarso o nullo, vista la limitata esposizione delle assicurazioni a beni fisici e prezzi del petrolio. Anche i mercati dei capitali sembrano essere rimasti finora poco condizionati dalla guerra, e l’accesso delle compagnie al funding resta favorevole, garantendo flessibilità finanziaria e capacità di finanziamento. “Molti hanno registrato una solida performance operativa nel primo semestre e prevediamo che questa tendenza continui: margini vita stabili, redditività tecnica del danni a livelli robusti e tariffe di riassicurazione in calo, ma con margini comunque solidi”, sottolinea Kudszus. Inoltre, per gli analisti USA, gli assicuratori multiramo e i riassicuratori globali di maggiori dimensioni mostrerebbero risultati operativi superiori alle medie di mercato, con performance relativamente immuni alle tensioni geopolitiche e all’incertezza economica.
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L’esposizione al private credit
L’agenzia ha poi anche analizzato un campione di importanti compagnie multiramo e riassicuratori globali con sede in Europa, rilevando che gli investimenti nel credito privato pesano per l’11% dei portafogli. Un dato sopra la media del continente che però, secondo l’agenzia, non è da considerare necessariamente più rischioso, dal momento che si tratta in gran parte di esposizioni di tipo ipotecario.
Italia, la corsa delle unit-linked continua
Guardando all’Italia, S&P prevede che le unit-linked continueranno a crescere più delle tradizionali polizze vita di risparmio. E che i premi vita aumenteranno di circa il 5% nel 2026. Il rendimento delle attività dovrebbe salire di circa lo 0,5%, sostenuto dal miglioramento dei rendimenti degli investimenti, dallo spostamento verso i prodotti unit-linked e dall’inversione dei flussi netti già osservata nel 2025: il saldo tra premi e uscite (riscatti, scadenze, pagamenti) è stato positivo per 9,9 miliardi di euro, contro un dato negativo di 3,5 miliardi nel 2024, segno che il settore ha assorbito l’ondata di riscatti innescata dal rialzo dei tassi nel 2022. Tuttavia, il margine di manovra delle compagnie vita italiane sui tassi di rendimento riconosciuti ai contraenti resta limitato, mentre le basse penali per i riscatti anticipati contribuiscono a tassi di disdetta più elevati rispetto a Francia e Germania.
Sul fronte danni, la crescita del comparto non auto e le nuove normative stano rafforzando il mercato tricolore: entro il 2027 le linee non auto dovrebbero arrivare a pesare quasi il 59% del totale premi del comparto, spinte da danni, salute e responsabilità civile, anche per effetto dell’introduzione dell’obbligo assicurativo per le imprese contro le catastrofi naturali. Intanto, il segmento auto beneficia della stabilizzazione dei sinistri per lesioni gravi. Nel complesso, S&P prevede per il 2026 una crescita dei premi danni del 6% e un combined ratio netto al 94%.
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