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Dal Congresso Assiom Forex 2026, il governatore della Banca D’Italia pone l’accento su un clima di ottimismo sui mercati che “contrasta con l’incertezza dello scenario globale”. Dalle filiere produttive e commerciali alla finanza, il richiamo è di non cedere alle logiche di breve periodo: “nessuno può prosperare isolandosi”
Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, nel primo discorso del 2026, tenuto come da tradizione nel contesto del Congresso Assiom Forex, si concentra sull’acuirsi della frammentazione internazionale e sull’apparente insensibilità del mercato alle incertezze dello scenario globale.
Eccesso di ottimismo?
“La scorsa primavera, l’annuncio dei dazi statunitensi ha innescato forti tensioni a livello globale”, che però si sono “rivelate di breve durata con una volatilità che è tornata su livelli contenuti sia nei mercati azionari sia in quelli obbligazionari”, segnala il governatore, facendo notare “un clima di ottimismo che contrasta con l’elevata incertezza sullo scenario globali”.
Due segnali su tutti mostrano come non sia possibile “dare per scontata” la tenuta dei mercati. Il primo è la crescita dei rendimenti sui titoli di stato con scadenze più lunghe, dinamica ravvisabile in particolare sui Treasury americani. Il secondo è la corsa ai beni rifugio, su tutti l’oro.
Un grande punto di domanda è posto, inoltre, anche sulle prospettive dell’intelligenza artificiale e sulla capacità di sostenere la crescita globale, come avvenuto nel 2025.
“Le prospettive restano da circondate da significative incertezze”, afferma Panetta sul tema. “I guadagni di produttività associati all’intelligenza artificiale non sono ancora pienamente quantificabili, né è chiaro come si distribuiscano nell’economia. Inoltre, a fronte di investimenti cospicui nel breve periodo, i ricavi sono in larga parte rinviati nel tempo. Infine, un’intensificazione della concorrenza potrebbe comprimere margini e mettere in discussione il vantaggio competitivo di imprese oggi dominanti”, aggiunge.
Secondo il governatore, non è quindi possibile “dare per scontata la resilienza dei mercati” e risulta necessaria una valutazione più prudente dei rischi.
Non cedere alla frammentazione
“L’attuale fase richiede realismo e capacità di adattamento”, spiega Panetta. “In presenza di tensioni geopolitiche persistenti, occorre rafforzare i canali di cooperazione esistenti e ricorrere ad accordi bilaterali e plurilaterali per contenere i rischi e preservare la continuità degli scambi”.
In definitiva, il monito è quello di “non cedere alla frammentazione” di fronte ad un quadro che nel 2025 ha portato le tensioni e l’incertezza ai massimi storici. “Oggi il mondo è strettamente interdipendente: nessun paese può prosperare isolandosi”, fa notare Panetta. “Tutti”, prosegue, “incluse le economie di maggiore peso sistemico, hanno interesse a rinnovare quel quadro di regole, adattandolo alle nuove realtà. Riuscirci richiede rispetto reciproco, visione politica e capacità di guardare oltre il breve periodo”.
Per l’Europa questo significa accelerare sulla strada dell’integrazione dell’Unione per rilanciare lo sviluppo e guadagnare peso sullo scacchiere internazionale. “Questa esigenza”, osserva il governatore, “si confronta con due ostacoli principali”.
Il primo riguarda l’inadeguatezza dei meccanismi decisionali dell’Unione. “Potenziare la capacità di decidere e agire è la condizione fondamentale per conseguire risultati concreti: completare l’integrazione del mercato interno, trasformare l’eccellenza della ricerca in innovazione diffusa e maggiore produttività, ridurre in modo duraturo la dipendenza dall’estero e il costo dell’energia, costruire una capacità di difesa comune”.
Un ulteriore ostacolo, “non meno rilevante” fa notare Panetta, riguarda “la difficoltà di mobilitare risorse finanziarie proporzionate agli obiettivi”. “Un autentico mercato dei capitali è essenziale per valorizzare l’ingente risparmio disponibile, oggi largamente impiegato al di fuori dell’Unione, e per attrarre capitali internazionali verso gli investimenti strategici e il rafforzamento della competitività europea”, conclude il Governatore, rilanciando sull’importanza di un titolo sovrano europeo che “consentirebbe di finanziare su scala adeguata i beni pubblici europei e, al tempo stesso, offrirebbe agli investitori un’attività sicura e liquida di riferimento, rafforzando l’integrazione finanziaria dell’Unione”.
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