Banche, così l’Agentic AI cambierà l’industria finanziaria (e la consulenza)
Banca del Fucino: quattro gli ambiti più coinvolti, dal servizio personalizzato di advisory alla prevenzione delle frodi. Ma la supervisione umana resta cruciale
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Assogestioni accende i riflettori sull’intelligenza artificiale applicata al mondo del risparmio gestito. È stato infatti pubblicato oggi il White Paper dal titolo ‘AI nell’Asset Management: dalla visione all’azione’, una guida operativa e strategica pensata per accompagnare il settore nell’adozione consapevole e responsabile dell’IA. Il documento è frutto di un lavoro congiunto con Bain & Company, sotto il coordinamento del Comitato Digital Finance dell’Associazione.
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Secondo le evidenze, il settore dei servizi finanziari è infatti tra quelli più esposti all’impatto della Generative AI: come osservato da Iacopo Mancini e Daniele Funaro, partner di Bain & Company, il 60% delle aziende del comparto considera oggi questa tecnologia tra le proprie tre priorità strategiche per i prossimi due anni. Parallelamente, cresce anche l’impegno economico: in Italia, solo nel 2024, il settore ha mobilitato 1,2 miliardi di euro in investimenti dedicati al tema. Nonostante il dinamismo del mercato e l’alto numero di soluzioni già sviluppate, emerge un divario significativo tra l’interesse per la tecnologia e la sua reale integrazione nei processi aziendali. Solo un operatore su tre, infatti, ha già definito un piano strutturato di intervento sull’AI, evidenziando la necessità di colmare questo gap.

Poiché l’obiettivo dell’iniziativa è fornire all’industria un quadro chiaro e strutturato per integrare le potenzialità dell’intelligenza artificiale lungo tutta la catena del valore, mantenendo al tempo stesso la piena conformità ai requisiti normativi che regolano il settore, il documento analizza anche il contesto tecnologico e normativo attuale. Molta attenzione viene dedicata, in particolare, alle principali normative europee: dall’AI Act al regolamento DORA, dal GDPR sul trattamento dei dati personali alle direttive UCITS e AIFMD. All’interno del paper vengono inoltre delineati modelli di governance, organizzativi e di partnership necessari per un’implementazione efficace di questa innovazione all’interno delle imprese di settore. “Con questo paper offriamo un punto di riferimento concreto per affrontare la trasformazione digitale in corso”, ha detto il Vicepresidente di Assogestioni e Presidente del Comitato Digital Giovanni Sandri, che ha aggiunto: “L’IA rappresenta una leva strategica per innovare il risparmio gestito e rafforzare la competitività dell’industria nel suo insieme”.
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Una parte rilevante del White Paper è inoltre dedicata alla mappatura di enabler e casi d’uso concreti già osservabili nel settore, arricchita dai risultati di una survey interna le cui prime anticipazioni erano state presentate nel corso dell’ultima edizione del Salone del Risparmio. “Vogliamo offrire alle società di gestione uno strumento pratico per orientarsi nella complessità dell’intelligenza artificiale”, ha spiegato Roberta D’Apice, direttore Affari Legali e Regolamentari di Assogestioni nonchè curatrice del documento. “D’altro canto”, ha aggiunto, “intendiamo anche stimolare un confronto istituzionale su un modello regolamentare europeo integrato, efficace e sostenibile.”

“Questo lavoro rappresenta un tassello essenziale del nostro impegno per una finanza europea sempre più integrata, innovativa e orientata alla crescita”, ha sintetizzato il direttore generale di Assogestioni Fabio Galli, che ha sottolineato come l’adozione dell’intelligenza artificiale da parte de gli asset manager non sia più una semplice opzione: “È una responsabilità verso gli investitori, il mercato e le generazioni future”, ha dichiarato.
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