Masse più che raddoppiate in dieci anni. Quasi il 62% è investito in soluzioni del risparmio gestito. Crescono clienti e giovani professionisti. Doris: “L’AI renderà il settore più efficiente”
Massimo Doris, presidente Assoreti
Un patrimonio di 1.007 miliardi. È il primato messo a segno nel 2025 dalle banche-reti associate ad Assoreti, che festeggiano un raddoppio rispetto ai 434 miliardi del 2015 (+132%) e che archiviano l’anno con la raccolta record di 60,8 miliardi. Ad annunciarlo è stato il presidente dell’associazione, Massimo Doris, che ha evidenziato anche la crescita dei clienti e dei giovani professionisti. Quanto al 2026, lo scenario al momento appare grigio: “Tutto dipenderà dalla durata della crisi” scatenata dal conflitto iraniano, ha spiegato il manager, che invece guarda alla rivoluzione dell’intelligenza artificiale come a un’opportunità.
Negli ultimi dieci anni il patrimonio sotto consulenza è cresciuto in media dell’8,4% all’anno, con un ritmo cinque volte superiore rispetto a quello stimato per gli altri operatori. Questo, spiega l’associazione, ha portato le banche-reti ad aumentare la propria incidenza di oltre dieci punti percentuali sul 2015 e arrivare a rappresentare il 24,8% delle attività finanziarie delle famiglie italiane. Una crescita che si riflette anche nella professione come nuova opportunità di lavoro per i giovani under 35, che nel 2025 hanno raggiunto il 57,5% dei nuovi iscritti. In aumento sono anche i clienti: circa 5,4 milioni di risparmiatori hanno scelto il servizio di consulenza personalizzato, ossia 1,7 milioni in più rispetto al 2015 (+46,9%). Secondo le ultime rilevazioni, circa il 72% di loro dispone di meno di 100mila euro ma la quota più consistente del patrimonio (circa 63%) appartiene alla fascia con oltre 500mila euro.
Risparmi gestito in testa
Quanto all’impiego di queste risorse, il 61,9% è investito in soluzioni del risparmio gestito, i titoli pesano per il 24,6% e la liquidità si ferma al 13,5%, un terzo della quota detenuta presso altri intermediari. Il ruolo della consulenza finanziaria non si esaurisce nel sostegno delle famiglie italiane, sottolinea Assoreti, ma è anche il volano di crescita dell’industria del risparmio gestito, tanto che quasi il 90% degli investimenti in fondi aperti in Italia è stato generato negli ultimi dieci anni dall’attività delle banche-reti.
Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti
“Il nostro è un settore solido e professionale, che si evolve costantemente per rispondere alla crescente domanda dei risparmiatori e offrire servizi sempre più attenti alle esigenze delle famiglie”, ha commentato Doris.Per il segretario generale di Assoreti, Marco Tofanelli, la consulenza finanziaria è “un’infrastruttura di crescita e uno stabilizzatore sociale”, perché “collega i bisogni individuali e familiari agli obiettivi economici e sociali del Paese”. “Forte della fiducia, trasforma il risparmio in investimenti produttivi che sostengono lo sviluppo e la solidità del sistema, anche nei momenti di maggiore tensione”, ha evidenziato.
Proprio riguardo alle tensioni, Doris ha sottolineato l’incertezza sui numeri del 2026. “Gennaio è andato bene, i presupposti sono buoni e se i mercati vanno in modo normale potremmo ripeterci, ma se per qualsiasi motivo dovessero girare, è impossibile fare i numeri del 2025”, ha chiarito. “Abbiamo visto cosa sta accadendo, certo se nel giro di una settimana si risolve tutto, si può pensare di ripetere quei numeri. Ovviamente se la guerra va avanti e i mercati perdono un 30%, non si faranno 60 miliardi: questo è poco, ma sicuro”, ha aggiunto.
L’AI? Come Internet
Quanto all’altra incognita per il settore, l’intelligenza artificiale, Doris è invece molto meno preoccupato. “Chi non dovesse investirci nei prossimi anni andrà in grossa difficoltà o scomparirà”, ha avvertito. “Io la vedo come evoluzione costante, ogni tanto c’è qualche gradino. Come negli anni Duemila, con l’arrivo di Internet che doveva far saltare il mercato e in parte l’ha fatto, ma non come si pensava. Tanto è vero che le banche tradizionali non sono scomparse”, ha precisato. Per il manager l’AI migliorerà l’efficienza degli istituti e dei consulenti. Quanto ai margini delle società del comparto, forse si registrerà “un calo, ma sarà lieve”. Da una parte infatti saliranno gli investimenti in questa tecnologia, ma al tempo stesso “tutto dovrebbe diventare più efficiente come costi e servizio, in modo da sopportare il calo dei margini in atto”.
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