Reti, la nuova sfida sono le banche commerciali
Secondo uno studio di Excellence Consulting, gli istituti stanno riscoprendo il valore del modello della consulenza fuori sede. Già 15mila gli intermediari che operano al di fuori di Assoreti
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Dalla consulenza personalizzata alla prevenzione delle frodi, passando per l’accesso al credito. La ‘terza ondata’ dell’informatizzazione bancaria è ufficialmente partita e sono queste le aree che ne usciranno maggiormente rivoluzionate. Dopo la digitalizzazione dei processi core degli anni Novanta e l’esplosione dei canali mobile e cloud dell’ultimo decennio, ora tocca infatti all’AI agentica trasformare il modo di fare banca. Come e con quali risvolti lo spiega bene uno studio di Fucino Digital, la rubrica di Banca del Fucino dedicata all’innovazione tecnologica e digitale curata da una firma doc: Gianluca Duretto, docente all’Università degli Studi Internazionali di Roma.
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Il punto è che l’Agentic AI è progettata non solo per rispondere a un input, ma per pianificare e agire autonomamente al fine di raggiungere obiettivi complessi. Rispetto alla vecchia automazione dei software tradizionali, quindi, questi nuovi modelli gestiscono flussi di lavoro composti da più finalità connesse. E all’uomo spetta il fondamentale ruolo di supervisore del processo nei momenti cruciali. “Proprio il tema della supervisione assume un peso centrale nell’utilizzo di questi sistemi all’interno delle banche”, sottolinea Duretto, che ricorda come in Europa lo scenario regolamentare sia guidato dall’EU Artificial Intelligence Act. A partire da agosto 2026 diventeranno infatti vincolanti norme severe, che classificano molte applicazioni bancarie come sistemi ad alto rischio: sarà obbligatorio registrare ogni decisione automatica presa dagli agenti AI, garantire protocolli di sicurezza rigorosi e inserire meccanismi di tutela che permettano il controllo delle persone anche in un processo altamente automatizzato. La mano dell’uomo, insomma, deve essere sempre in grado di intervenire se necessario.
Importanti sono poi anche gli effetti sui conti delle banche. Un rapporto di Boston Consulting Group e OpenAI stima che l’impatto economico dell’Agentic AI sarà molto significativo: l’adozione sistematica di agenti autonomi potrebbe far crescere la redditività del 30% e ridurne i costi operativi in una forbice tra il 30% e il 40% entro il 2030. Inoltre, secondo una ricerca di NeuronsLab, l’adozione di queste tecnologie potrebbe migliorare l’Ebitda dell’istituto medio del 5,4% annuo.
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Ma i vantaggi per le banche non si fermano qui. E sono strettamente connessi a quelli per i clienti. Secondo Duretto, coinvolgeranno in particolare quattro aeree. La prima è quella della prevenzione delle frodi: gli agenti AI si adattano infatti in tempo reale alle nuove tattiche criminali e saranno presto in grado di gestire in modo automatico i falsi positivi, riducendo del 50% il tempo speso per ogni singola investigazione e fornendo alla clientela una sicurezza rafforzata. Altro impatto decisivo si registrerà nell’ambito sicurezza, controlli e procedure Know Your Customer. Le procedure di verifica a distanza dell’identità per l’accesso ai conti e quelle relative agli accertamenti per il rischio di riciclaggio di denaro vedono infatti i tempi di completamento crollare addirittura del 90%, con una significativa riduzione dei costi. Radicale sarà poi il cambiamento che si avrà nell’ambito della consulenza finanziaria. Si parla infatti di sistemi che monitorano i portafogli finanziari dei clienti 24 ore su 24, sette giorni su sette, e che riducono del 40-50% i tempi di ricerca, rendendo la consulenza di alto profilo accessibile a una fascia molto più ampia di clientela. Infine, l’accesso al credito: gli agenti AI analizzano autonomamente bilanci, estratti conto e business plan in qualsiasi formato, riducendo i tempi di risposta al cliente in caso di richiesta.
Naturalmente la strada non è priva di ostacoli. E al primo posto ci sono la resistenza culturale al cambiamento, la carenza di talenti specializzati e la presenza di dati isolati nei vecchi sistemi aziendali. Senza dimenticare le difficoltà di adattamento ad un quadro regolatorio in rapida evoluzione. Tuttavia, Duretto rimarca come la banca del futuro non sarà semplicemente quella con l’applicazione per smartphone più accattivante o con un utilizzo spinto dell’AI agentic: sarà quella, conclude, “capace di trovare il giusto equilibrio tra l’autonomia dei sistemi e il controllo umano, mettendo sempre la sicurezza e le esigenze del cliente al centro”.
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