4 min
Dal Bollettino di Francoforte emerge un’Europa a due velocità: Spagna, Francia e Olanda maglia rosa. “I governi vadano avanti sulle riforme strutturali”. Inflazione vicina al target, nessun impegno sui tassi
Mentre i rischi al ribasso per la crescita mondiale si sono attenuati, l’economia dell’Eurozona si conferma anemica e a due velocità. Con Paesi come Germania e Italia fermi al palo e altri, come Spagna e Francia, più vitali. La diagnosi arriva dalla Banca Centrale Europea che, nel suo ultimo Bollettino economico, invita i governi dell’Area a varare con urgenza le riforme strutturali, le sole in grado di dare impulso a produttività e competitività. Ribadisce inoltre l’importanza di portare subito a compimento l’Unione bancaria, quella dei risparmi e l’euro digitale.
📰 Leggi anche “UE, Bankitalia: subito Unione bancaria e Mercato unico“
Crescita moderata nel quarto trimestre
Nel quarto trimestre del 2025, scrivono gli analisti di Francoforte, il PIL in termini reali di Eurolandia è atteso espandersi a un ritmo modesto, “in un contesto di andamenti settoriali divergenti”. Ne è prova l’aumento dell’indice PMI composito preliminare in ottobre “coerente con una dinamica moderatamente positiva” del manifatturiero e un rafforzamento ulteriore dei servizi, che stanno trainando l’economia. Tuttavia pesa il calo delle aspettative delle imprese sui dodici mesi, “particolarmente marcato” per il terziario e modesto per l’industria. “Ci si attende che l’elevata incertezza, l’aumento dei dazi effettivi, il rafforzamento dell’euro e la maggiore concorrenza a livello mondiale frenino la crescita nel quarto trimestre”, viene sottolineato.
Italia e Germania ferme
Nel terzo trimestre, spiega la BCE, la crescita dell’Area si è attestata allo 0,2%, continuando a essere caratterizzata da notevoli differenze tra le maggiori economie. La Spagna ha infatti registrato un’espansione dello 0,6%, la Francia dello 0,5% e i Paesi Bassi dello 0,4%, mentre in Italia e Germania il PIL è rimasto invariato. Tutto questo in un contesto di debolezza dell’export e del settore manifatturiero e di una crescita trainata dai servizi. “Sebbene la scomposizione della spesa non sia ancora disponibile, gli indicatori di breve periodo e i dati nazionali segnalano un contributo positivo della domanda interna, mentre le esportazioni nette sono state più contenute”, si legge nel bollettino.
📰 Leggi anche “SIU, Letta: rischiamo di diventare una colonia di Wall Street“
Cruciali Unione bancaria, Unione dei risparmi ed euro digitale
Fatta la diagnosi, quindi, gli economisti della banca centrale suggeriscono la cura. E questa passa da riforme strutturali, Unione bancaria, Unione dei risparmi ed euro digitale. Il documento rimarca infatti “l’urgente necessità di rafforzare l’Area e la sua economia nell’attuale contesto geopolitico”. In questo senso, viene precisato, le politiche di bilancio e strutturali dovrebbero stimolare la produttività, la competitività e la capacità di tenuta dell’economia. In particolare, secondo l’Eurotower, “è fondamentale dare pronta attuazione al piano per la competitività della Commissione europea”. Con i governi che dovrebbero dare priorità alle riforme strutturali e agli investimenti strategici in grado di favorire la crescita, assicurando al tempo stesso la sostenibilità delle finanze pubbliche. Francoforte definisce poi “d’importanza cruciale” promuovere ulteriormente l’integrazione dei mercati dei capitali, portando a compimento l’Unione dei risparmi e degli investimenti e l’Unione bancaria “secondo una tabella di marcia ambiziosa”. Oltre a questo, sempre centrale è anche “adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’introduzione dell’euro digitale”.
Nessun impegno sui tassi
Quanto alla politica monetaria, nel Bollettino si ribadisce che le prossime decisioni sui tassi d’interesse verranno prese seguendo “un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”. La BCE, viene ripetuto, “non intende vincolarsi a un particolare percorso”: le scelte del Consiglio direttivo saranno infatti basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, “nonché della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria”.
📰 Leggi anche “BCE, tassi invariati: per i gestori Lagarde resterà ferma“
Inflazione verso il target
Intanto, i prezzi sui dodici mesi sono aumentati al 2,2% a settembre 2025, dal 2% di agosto, principalmente per effetto della minore diminuzione dei beni energetici rispetto al passato. E gli indicatori di fondo restano coerenti con l’obiettivo del 2%. Inoltre, secondo gli economisti dell’istituto, se da un lato si assiste alla ripresa degli utili delle imprese, dall’altro il costo del lavoro dovrebbe moderarsi ulteriormente a seguito dell’aumento della produttività e di un rallentamento nella crescita delle retribuzioni. “Le misure delle aspettative di inflazione a più lungo termine continuano ad attestarsi prevalentemente intorno al 2%, sostenendo la stabilizzazione dell’inflazione intorno all’obiettivo”, conclude il documento.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.