La presidente al Parlamento UE: “Fiducia su inflazione ed economia stagnante: ne terremo conto nella prossima riunione”. I mercati vedono la sforbiciata: occhi sul CPI di settembre
Christine Lagarde, presidente della BCE
Mentre si moltiplicano gli analisti che scommettono su un nuovo taglio dei tassi targato BCE anche al termine del meeting del 17 ottobre, e non più solo a dicembre, una minima apertura in questo senso è arrivata dalla stessa presidente Christine Lagarde. Nel suo intervento in audizione davanti alla commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo, la numero uno dell’Eurotower ha infatti spiegato che l’inflazione “potrebbe aumentare temporaneamente nel quarto trimestre di quest’anno poiché i precedenti bruschi cali dell’energia scompariranno dai tassi annuali”. Tuttavia, gli ultimi sviluppi hanno rafforzato la fiducia in un ritorno al target “in modo tempestivo”: “Ne terremo conto nella nostra prossima riunione di politica monetaria di ottobre”, ha scandito.
Gli occhi sono quindi puntati sulla stima preliminare del carovita di settembre nell’Eurozona, in uscita martedì, dopo che sia l’Italia sia la Germania hanno mostrato un deciso rallentamento. Roma ha infatti registrato un calo dello 0,2% su base mensile e un aumento dello 0,7% in termini annui, dal +1,1% del mese precedente, segnando il minimo da inizio anno. A Berlino l’indice dei prezzi è invece rimasto invariato rispetto ad agosto ed è cresciuto dell’1,6% nel confronto sui dodici mesi, dal precedente +1,9%, mettendo a segno il valore più basso da febbraio 2021. Per l’intero blocco, gli analisti stimano dunque una discesa sotto dell’obiettivo del 2% per la prima volta da metà 2021. Tutti numeri che rafforzano la convinzione delle colombe dell’Eurotower, secondo cui è necessaria subito una nuova sforbiciata. Soprattutto alla luce del fatto che i dati dell’Area continuano a mostrare un quadro grigio.Quadro confermato dalla stessa Lagarde nel corso dell’audizione: “L’attività economica è rimasta sostanzialmente stagnante”, ha spiegato. Aggiungendo che “il settore dei servizi sta tenendo mentre la manifattura e le costruzioni rimangono deboli”. “Il livello di alcuni indicatori di indagine suggerisce che la ripresa sta affrontando venti contrari”, ha dunque avvertito, pur precisando che l’attesa è di un progressivo rafforzamento nel tempo grazie a redditi reali che “dovrebbero consentire alle famiglie di consumare di più”. Quanto al costo del denaro, la presidente della BCE non ha comunque preso impegni e si è limitata a ripetere il noto leitmotiv: “Continueremo a seguire un approccio dipendente dai dati per determinare il livello e la durata appropriati della restrizione. Non ci stiamo impegnando in anticipo su un percorso di tasso particolare”.
Piano Draghi, capital markets union e fusioni bancarie
Mario Draghi, ex presidente della BCE
Lagarde ha colto poi l’occasione anche per affermare nuovamente il suo sostegno al Piano Draghi. “Il mondo sta cambiando rapidamente e l’Europa sta restando indietro”, ha avvertito. “La diagnosi e la soluzione sono chiare: l’UE deve unirsi e affrontare le sfide strutturali per aumentare la propria competitività”, ha quindi chiarito, spiegando che servirà “far progredire l’unione dei mercati dei capitali” e che “saranno necessari anche sforzi significativi per rafforzare la resilienza dell’attività dell’Europa e decarbonizzare l’economia”. “Ciò richiederà investimenti sostanziali nei prossimi anni”, ha evidenziato, “che devono provenire sia da fonti private che pubbliche”, ha evidenziato. Infine, pur chiarendo di non riferirsi ad alcun caso specifico, interrogata sulla vicenda Unicredit-Commerzbank, la numero uno della BCE ha mandato un chiaro messaggio al mondo del credito e a quello politico: “Le fusioni bancarie transfrontaliere sono auspicabili, comportano benefici, non sono senza rischi potenziali e tuttavia hanno senso per dar vita a entità in grado di competere con USA e Cina”, ha affermato.
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