Riduzione di tempi e costi ma anche problemi di trasparenza e sicurezza. Dalla conferenza Assogestioni “Il futuro è digital”, un punto sulle Dlt nel mercato dei fondi alla seconda giornata del Salone 2023
Riduzione di tempi e costi operativi a vantaggio del cliente ma anche problemi di trasparenza e di cybersicurezza. Quello tra blockchain e asset management costituisce un binomio ricco di opportunità e carico di sfide. Specie sul piano normativo e di vigilanza. È quanto emerso dalla conferenza intitolata “Il futuro è digital. Tecnologie decentralizzate e risparmio gestito”, che si è svolta durante la seconda giornata del Salone del Risparmio 2023. Una tavola rotonda in cui Assogestioni, insieme a esponenti delle istituzioni e delle autorità di vigilanza, ha fatto il punto sullo sviluppo delle tecnologie a registro distribuito (Dlt) nell’industria a partire dal suo innovativo White Paper “Oltre le cryptovalute”.
Giovanni Sandri, presidente del Comitato Digital Finance di Assogestionie e country head BlackRock Italia
A spiegare l’importanza e le finalità del documento è stato Giovanni Sandri, presidente del Comitato Digital Finance dell’associazione e country head BlackRock Italia. “Il ruolo sempre più centrale assunto dalla tecnologia nel nostro settore impone di monitorarne attentamente l’impatto e mantenere un approccio proattivo al dibattito pubblico. Da qui nasce il White Paper, un testo condiviso che prende in esame la Dlt quale fattore in grado di cambiare il panorama delle asset class, semplificare le relazioni tra operatori ed efficientare le operazioni interne”. Una dichiarazione d’intenti condivisa da Roberta D’Apice, Direttore Affari Legali e Regolamentari di Assogestioni. “Consapevoli della necessità di un approccio sistemico, abbiamo lavorato al documento in modo inclusivo coinvolgendo tutti i player della filiera”, ha detto, precisando come il focus del lavoro siano stati due casi d’uso: la tokenizzazione di quote di fondi e l’investimento in digital asset.
Opportunità e rischi
A fare una sintesi delle opportunità che potrebbero scaturire dalla diffusione della blockchain per l’industria dei fondi è stato Mauro Panebianco, partner di PwC Italia nonchè Asset Wealth Management leader. E non a caso, visto che la società di consulenza in cui opera ha fornito, insieme al Politecnico di Milano, il supporto tecnico e scientifico all’iniziativa di Assogestioni. “L’industria potrà trarre beneficio da questa tecnologia sia indirettamente, investendo in società che la sviluppano o la sfruttano per il loro modello di business, sia indirettamente, acquistando e scambiando digital asset”, ha detto. Per poi aggiungere: “La tokenizzazione delle quote dei fondi sarà invece uno strumento di democratizzazione dell’investimento perché darà la possibilità ai clienti retail di accedere ad asset class illiquide che oggi sono loro precluse, dai fondi alternativi a quelli di private equity o private debt”.
Un concetto ribadito da Marco Giorgino, professore ordinario di Financial Markets and Istitutions proprio al PoliMi, che ha fornito un ulteriore spunto di riflessione. “Abbiamo censito 440 progetti internazionali basati su blockchain, di cui il 35% di tipo finanziario. Ma in questo alveo non tutti gli spazi appaiono esplorati allo stesso modo: mentre il mondo dei token è stato ampiamente approfondito, ad esempio, la filiera del credito e delle relative è ancora piuttosto indietro sulla tabella di marcia”. Da qui, la sua riflessione finale: “Siamo a uno snodo importante del processo di trasformazione ed è responsabilità di tutti gli operatori esercitare il proprio ruolo. La sfida è costruire una relaziona virtuosa con la tecnologia non per comprarla o per subirla ma per governarla di modo che sia sempre a vantaggio del cliente”.
Su rischi e criticità si è invece soffermata in primis Maria Antonietta Scopelliti, direttore generale di Consob. “Il concetto di security token non è perfettamente armonizzato a livello internazionale e, anche se il regime Pilot ha esteso la definizione della Mifid per includere token emessi su registri digitalizzati, noi come Autorità stiamo chiedendo maggiore uniformità”, ha detto Scopelliti. Edoardo Maestri, group head of Operational Excellence di Generali, le ha fatto eco sottolineando come sussistano anche importanti rischi di attacchi cyber mentre permangono diverse barriere all’adozione: “Dalla necessità di scegliere la tecnologica e di definire uno standard all’integrazione di nuove tecnologie con sistemi legacy, passando per le implicazioni sul sistema dei pagamenti sulla compliance e sulla privacy”.
Il ruolo delle istituzioni tra neutralità e prese di posizione
Che trovare un punto di equilibrio tra rischi e opportunità sia necessario è emerso chiaramente dal dibattito. Ma, poiché tale obiettivo non può prescindere dalla regolazione e dalla vigilanza, la discussione ha inevitabilmente toccato anche il ruolo delle Authorities. A tal proposito, Scopelliti ha definito la neutralità tecnologicaun mito. “Se è vero che occorre distinguere tra tecnologie ‘buone’ e ‘cattive’, il regolatore non può evitare di trovarsi a esprimere una valutazione di merito”, sono state le sue parole. Seguite da una riflessione sull’approccio Ue: “Cercare di applicare le regole tradizionali alle informazioni digitali non è facile”. Un punto su cui è arrivata la sponda di Massimo Doria, deputy director general for Currency Circulation and Retail Payments della Banca d’Italia. “La tecnologia non porta solo a nuovi prodotti o servizi ma può cambiare le relazioni tra le parti, la gestione di queste relazioni e le stesse regole del gioco. Ecco perché non dobbiamo correre il rischio di usare strumenti di regolazione tradizionali per gestire fenomeni nuovi”, ha detto. “Anche per questo”, ha aggiunto, “le banche centrali provano ad affrontare il paradigma facendo sistema a livello nazionale e internazionale”.
Gli orizzonti normativi e le novità
Stefano Cappiello, dirigente generale – direttore della Direzione V Regolamentazione e Vigilanza del Sistema Finanziario del Mef
A fare da sfondo al dialogo, la cornice normativa. Elemento su cui ha fatto il punto Stefano Cappiello, dirigente generale – direttore della Direzione V Regolamentazione e Vigilanza del Sistema Finanziario del Mef. Tre, a suo avviso, i tavoli di lavoro nazionali più importanti da seguire: il quadro regolamentare di principi a livello del Financial Stability Board, con un primo rapporto su tassonomia e regolamentazione dei cripto asset e stable coins; l’utilizzo della leva digitale sui pagamenti transfrontalieri; la definizione di un quadro coordinato di presidio dei rischi cibernetici. In ambito europeo spiccano, invece, il regolamento Dora sulla resilienza operativa e il regolamento Mica sulla classificazione dei criptoasset e sulla creazione di un quadro giuridico per abilitare un mercato di queste classi di attivo. “Negli ultimi anni tanti sono state tante le iniziative legislative per rendere più attraente il sistema finanziario attraverso il digitale. Ieri si è svolta l’ultima tappa con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL fintech. Mi preme sottolineare un approccio di sistema che vuole valorizzare la transizione sostenibile dell’economia reale e la transizione digitale dell’economia finanziaria”, ha detto Cappiello.
Il progetto PoliMi-Assogestioni selezionato da Milanohub
Nelle ore successive alla conferenza, Dlt e Asset Management: opportunità e sfide per l’industria’, un progetto presentato dal Politecnico insieme ad Assogestioni e Pwc, è stato ufficialmente selezionato tra i vincitori del programma Call for Proposal 2022 del Centro per l’innovazione della Banca d’Italia – Eurosistema Milanohub.
“Il progetto è finalizzato ad approfondire le principali tematiche emerse nell’ambito dei tavoli di lavoro istituiti dal Comitato Digital Finance per analizzare i potenziali impatti dell’introduzione della Dlt con riferimento, da un lato, all’emissione, registrazione e circolazione in forma digitale di quote o azioni di Oicr e, dall’altro, all’investimento degli Oicr in digital Asset”, fa sapere l’associazione. Che aggiunge: “Si tratta di profili di carattere normativo e interpretativo funzionali a elaborare standard qualitativi di sistema da condividere anche nelle competenti sedi europee, così da supportare gli operatori che intendano sperimentare le soluzioni oggetto di studio”. In sostanza, l’obiettivo è consentire all’industria italiana del risparmio gestito di porsi all’avanguardia in relazione alle best practice rispetto all’utilizzo di tecnologie a registro distribuito.
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