Borse europee, stock picking e decorrelazione per cavalcare lo sprint
10 gennaio 2018
di Eugenio Montesano
4 min
Secondo Citygroup il 2018 sarà ricordato come l’anno dello sprint dei listini europei. Ma in quali settori e società sono investiti i tre migliori fondi Azionario Europa che battono il benchmark a dodici mesi?
Prosegue la fase rialzista del nuovo anno per le Borse europee, che continuano a guadagnare terreno e a macinare rialzi. Tanto che gli analisti di Citigroup prevedono in una nota un rally del 18% per i rendimenti dell’azionario europeo nel 2018, con il target price dello Stoxx Europe 600 che dovrebbe attestarsi sui 460 punti entro la fine di dicembre. Se dovesse accadere, sarebbe la migliore performance su base annua dal 2009.
“L’Europa è in forte ripresa e l’eurozona, in particolare, sta attraversando una fase di boom”, spiegano gli strategist Robert Buckland e Jonathan Stubbs, secondo cui il consenso degli economisti starebbe sottovalutando la portata della ripresa economica dell’area euro. Una ripresa che, secondo gli esperti, aiuterà gli utili delle aziende a crescere del 15% quest’anno, consentendo alle società europee esportatrici di compensare gli eventuali effetti negativi di un rafforzamento della moneta unica.
Del resto, come osservato in settimana da Alberto Gallo di Algebris e Tom Elliott di deVere, gli attuali tassi di interesse lasciano poche alternative all’investimento azionario. Ma con Wall Street che dopo il +20% del 2017 appare molto cara e gli emergenti che l’anno scorso hanno riportato rendimenti stellari (28%) mai come in questo periodo risulta fertile il terreno per la stock selection. Soprattutto in Europa, che avendo chiuso il 2017 con un più modesto 12% ha – almeno potenzialmente – più spazio per ulteriori apprezzamenti.
Alla luce di queste tendenze, passiamo dunque in rassegna il posizionamento del portafoglio dei tre migliori fondi per total return a un anno, compresi nella categoria Azionari Europa Large Cap Blend del database Morningstar. L’indice rispetto al quale Morningstar misura le performance dei fondi appartenenti a questa categoria è l’MSCI Europe NR EUR, la cui performance a dodici mesi è pari a 12,6%.
Metodologia: I dati sulla composizione del portafoglio sono estrapolati dagli ultimi factsheet dei fondi disponibili (aggiornati al 30 novembre 2017). Le performance sono espresse in euro e relative al periodo indicato, aggiornate aggiornate ogni giorno feriale dopo la chiusura delle contrattazioni e prima delle 23. I rendimenti del fondo sono calcolati Nav su Nav con dividendi reinvestiti. I fondi non domiciliati in Italia sono al lordo dell’imposta sul capital gain.
Rendimento a dodici mesi (9/1/2017 – 9/1/2018): 21,4%
Gestori: John William Olsen (lead); Michael Oliveros (vice)
Gestori: James Sym; James Rutland
John William Olsen
Il fondo da 300 milioni di sterline (339 milioni di euro) ha un lungo track record (è stato lanciato nel 1989), è concentrato e possiede solitamente azioni in meno di 35 società (al momento sono 30). I gestori investono in azioni di società sottovalutate ma con business model sostenibili, per unire la crescita offerta da società di qualità con il potenziale slancio ai prezzi azionari derivante dalla risoluzione delle problematiche a breve termine.
Michael Oliveros
Il fondo è investito in azioni di società di qualunque settore e dimensione, ma al momento predilige (31% del portafoglio) quelle ad altissima capitalizzazione (superiore a 50 miliardi di euro). Il primo Paese per esposizione è la Germania (22,6%, in sovrappeso rispetto all’indice MSCI Europe, in cui pesa per il 15,4%), seguito dal Regno Unito (22% vs 27,4% del benchmark) e dalla Danimarca (11,6% vs 2,9%). Il focus sulla terra d’origine del lead manager John William Olsen è uno dei veri fattore di differenziazione del fondo rispetto alla media dei comparti azionari europei.
A livello settoriale, il principale sovrappeso è nel settore dei consumi discrezionali, primo per esposizione (16,7% vs 10,5%). Seguono il settore industriale (14,4% vs 13,2%) e il settore finanziario, verso cui è in sensibile sottopeso (13,9% rispetto al 21,1% dell’indice).
Rendimento a dodici mesi (9/1/2017 – 9/1/2018): 22,1%
Gestori: James Sym; James Rutland
James Sym
Il fondo European Alpha Focus di Schroders è stato lanciato nel marzo 2011 e al momento conta asset in gestione per 60 milioni di euro ripartiti su 35 posizioni. Si tratta di un portafoglio molto concentrato, in cui le prime cinque partecipazioni assorbono il 26,6% degli asset in gestione (Aum) del fondo. Le prime tre partecipazioni sono la società di telecomunicazioni danese Koninklijke KPN (6,8%), il colosso farmaceutico Bayer (5,1%) e la banca olandese ABN AMRO (4,9%).
A livello settoriale il fondo si discosta sensibilmente dall’indice: il principale sovrappeso è nel settore finanziario, primo per esposizione (35,9% vs 21,1%). Seguono il settore informatico (12,4% vs 4,9%) e il settore delle telecomunicazioni (10,8% vs 3,8% dell’indice). Il quarto e il quinto settore per esposizione rappresentano due sottopesi del fondo, che ne differenziano ulteriormente l’allocazione rispetto a quella del benchmark. Si tratta del settore healthcare (9,3% vs 12,3%) e di quello dei beni di consumo discrezionali (7,3% vs 10,5%).
La ripartizione geografica è focalizzata sui Paesi Bassi, verso cui il fondo è esposto per il 19,4% (in forte sovrappeso rispetto al 5,7% dell’indice). Il secondo mercato è quello tedesco (18,6% vs 15,4%). Seguono il sovrappeso in Spagna (12,4% vs 5,2%) e il sottopeso verso la Bourse de Paris (9,2% vs 16,6%).
Rendimento a dodici mesi (9/1/2017 – 9/1/2018): 26,1%
Gestori: Ivan Bouillot
Ivan Bouillot
Lanciato nel dicembre 2016, questo fondo azionario europeo all-cap ha un patrimonio in gestione di 155,5 milioni di euro. Il portafoglio è composto da un paniere di 84 società scelte sulla base di uno stock-picking molto preciso, quello del family business. Per entrare nell’universo di investimento si richiede il controllo da parte di discendenti o diretti rappresentanti della famiglia fondatrice di almeno il 25% dei diritti di voto in cda e/o la presenza di amministratori delegati o presidenti che appartengano alla famiglia.
Le prime partecipazioni del fondo sono dunque Datalogic, società italiana produttrice di lettori di codici a barre, sensori e sistemi di visione e marcatura laser nei settori della grande distribuzione, manifatturiero, trasporti e logistica e sanità (2,5%); Ströer SE (2,3%), società pubblicitaria outdoor che è market leader in Germania, Turchia e Polonia; Fluidra, società di Sabadell (Barcellona) specializzata nel trattamento e nell’uso sostenibile dell’acqua usata per le piscine (2,3%). In top ten figurano anche altre società italiane: Fabbrica Italiana Lapis ed Affini (Fila, al 2,2%) e Technogym (1,9%).
La ripartizione geografica del fondo vede il gestore Ivan Bouillot preferire la Francia, che pesa per un quarto degli Aum (rispetto al 16% dell’indice MSCI Europe). Segue l’Italia (22%) in fortissimo sovrappeso rispetto al benchmark (4%). E la Germania (15% vs 16%). A livello settoriale il fondo ha una marcata predilezione per i titoli legati al settore industriale (33%). Gli altri settori principali sono quello dei beni voluttuari (23%), dei beni primari (18%) e sanitario (9%). Il 7% circa del fondo è lasciato disimpegnato in cash.
Un approccio cross asset di lungo termine con pochi ribilanciamenti nel corso dell’anno, mirati a rimanere sulla cresta dell’onda dei mercati, soprattutto azionari. Intervista a Tom Elliott, International Investment Strategist di deVere Group.
Diminuire l’esposizione al credito a vantaggio dell’azionario. Bene emergenti, Giappone e petrolio. Alberto Gallo, gestore del fondo obbligazionario long/short Macro Credit, svela la sua apertura di inizio anno sulla scacchiera dei mercati.
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