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Cresce la quota di asset reali – private equity e infrastrutture – nel portafoglio della Cassa previdenziale dei Dottori Commercialisti. Lo spiega a FocusRisparmio il presidente Stefano Distilli
La previdenza dei commercialisti si pagherà facendo maggior ricorso a investimenti mirati in economia reale, attraverso private equity, private debt e infrastrutture. Lo spiega il documento di budget elaborato e poi revisionato dal Cda della Cassa Dottori Commercialisti (Cdc) in vista dell’approvazione dei risultati di bilancio 2020, la scorsa settimana, che si chiude con un avanzo di oltre 476 milioni e un patrimonio complessivo di 9,3 miliardi.
“La nostra Cassa è impegnata già da vari anni in questo tipo di investimenti, con un portafoglio strutturato”, spiega a FocusRisparmio Stefano Distilli, presidente della Cassa.
“Il piano investimenti della Cassa prevede una riduzione delle strategie alternative liquide, principalmente strategie flessibili multi-asset tradizionali, e un ulteriore incremento dell’esposizione in strumenti alternativi – aggiunge – con il duplice obiettivo: rafforzare ulteriormente le difese del portafoglio tramite esposizione a safe assets e di intercettare trend finanziari-socio-economici di lungo termine, spesso poco correlati con le asset class tradizionali, utili anche ad accedere a fonti di rendimento alternative e come forma di protezione implicita rispetto al rischio di inflazione”.
L’asset allocation della Cassa Commercialisti
Fonte: documento di budget della Cassa di previdenza dei Dottori Commercialisti
Per quanto riguarda l’azionario vengono confermati gli obiettivi dell’anno passato: la Cassa manterrà questa componente all’interno del range 14-20%, come da indicazione dell’advisor strategico.
Nell’obbligazionario l’obiettivo tendenziale per il 2021 della Cassa è contenuto nella fascia di variabilità 28-40%, un range che si pone al di sotto rispetto all’asset allocation strategica elaborata dall’advisor strategico – data dalla somma delle tre componenti LDI Asset, bond societari investment grade e high yield, che insieme superano il 40% del portafoglio benchmark.
“Nell’attuale contesto di mercato seguiamo le indicazioni del nostro advisor strategico che continua a raccomandare un sottopeso, in particolare nella componente Ldi asset (liability driven investment), per l’anno 2021. Qualora le condizioni sul mercato dovessero cambiare, tuttavia, potranno essere valutate – in linea con la strategia già adottata negli ultimi anni – allocazioni tattiche nelle componenti Ldi asset che presentino delle opportunità di ingresso interessanti”, sottolinea Distilli.
La voce Ldi asset fa riferimento alla porzione di portafoglio investita con l’obiettivo di puntare alla copertura delle passività future – spiegano dalla Cassa – e include le seguenti sub asset class: obbligazionario governativo (sia componente nominale che indicizzata all’inflazione) e obbligazionario flessibile. La componente monetaria viene considerata ed evidenziata, invece, in modo separato.
Nell’ambito degli investimenti alternativi la componente che viene privilegiata è il private equity – che la Cassa aumenta passando da una quota sull’intero portafoglio del 5,7% (30 giugno 2020) al 7,55 indicato nel benchmark strategico.
“Materie prime, private equity e infrastrutture saranno tutte asset class interessate da investimenti incrementali e rappresentano allo stesso modo un driver per il 2021”, spiega il presidente che conferma: “In termini di impegni il target del 7,5% per la componente private equity è stato già raggiunto quindi ora l’obiettivo è quello di allineare a quel valore anche l’esposizione effettiva investita il cui esito dipenderà principalmente dalla velocità nell’impiegare i capitali da parte dei gestori selezionati mentre il nostro compito sarà quello di continuare a investire tenendo conto dei cicli di investimento e disinvestimento delle diverse strategie”.
Investimenti e piano di impiego della liquidità
La cassa fa sapere che il piano di impiego proposto nel budget 2021 prevede la realizzazione di un piano di investimenti mobiliari e immobiliari per 1,2 miliardi, in parte finanziati da disinvestimenti per circa 874,9 milioni – prevalentemente afferenti a dismissioni di gestioni patrimoniali in delega e Oicr chiusi.
Il documento conclude con un’analisi del rischio del portafoglio della Cassa: il Var (Value at risk), calcolato con livello di confidenza del 95%, è pari a 8,4%. La metodologia di calcolo impiegata è quella del Var parametrico con distribuzione normale dei rendimenti: un Var al 95% indica una probabilità del 5% di conseguire una perdita sul portafoglio pari o maggiore a 8,4% su un orizzonte temporale di un anno.
Sulla base dell’allocazione del portafoglio proposta per il 2021 – chiude il documento – vi è il 67,1% di probabilità di conseguire un rendimento medio annuo lordo nullo o positivo sull’orizzonte temporale indicato e il 58,9% di probabilità di raggiungere l’1,50%.
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