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Luca Trotta è solo da qualche mese (nello specifico da fine ottobre 2024) responsabile della consulenza finanziaria di Credem ma ha già le idee chiare sul compito da raggiungere con la sua squadra. Anzi, ha già definito tre obiettivi strategici: migliorare tutti i processi ed i supporti a disposizione dei consulenti; valorizzare il modello di servizio offerto per tutte le tipologie di clienti privati o aziende; far crescere la rete, non solo in termini numerici. “Vogliamo riuscire a creare le migliori condizioni affinché i nostri financial wellbanker possano lavorare ed esprimersi al meglio. Questa è una base oserei dire ‘culturale’ irrinunciabile per definire il nostro posizionamento di mercato”, spiega. “Per quanto riguarda il reclutamento e la crescita della rete, non vogliamo orientarci solo ai numeri. Siamo pronti ad accogliere professionalità importanti che abbiano l’ambizione di sfruttare le potenzialità del nostro modello di servizio per fornire risposte di qualità rispetto alle esigenze ed ai progetti dei clienti”, continua.
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La rete, d’altronde, negli ultimi anni è cresciuta parecchio. E continuerà a farlo. Al momento Trotta coordina 540 consulenti ma, come spiega lo stesso manager, “ci attendiamo una forte accelerazione nel prossimo triennio, sostenuti anche dai necessari investimenti che il nostro Gruppo continuerà a garantire”. Un occhio di riguardo va anche ai giovani professionisti. “Sul ricambio generazionale stiamo lavorando già da tempo con un progetto dedicato che abbiamo chiamato ‘What’s New’. Abbiamo inserito in rete decine di giovani selezionati che svolgono un percorso formativo dedicato per poi essere avviati alla professione con l’aiuto di un tutor. Prevediamo nei prossimi anni ulteriori investimenti su questa attività nella convinzione che i giovani di talento che stiamo inserendo rappresentano la continuità ed il futuro della nostra rete”, afferma il responsabile.
Con un mercato volatile come quello che stiamo vivendo, di consulenti preparati e giovani i clienti hanno poi bisogno, soprattutto per affrontare i rischi attuali che sembrano ogni giorno rafforzarsi. Trotta conferma. Gli investitori chiedono strategie per proteggere i loro capitali in un contesto di maggiore volatilità e quindi anche strategie di diversificazione solide. “Altro tema in forte crescita nel percepito dell’utenza riguarda la necessità di pianificare un futuro finanziario sicuro. Su queste tematiche i nostri financial wellbanker sono pronti a condividere esigenze, progetti e a individuare le soluzioni finanziarie e patrimoniali migliori. Continuiamo anche a lavorare per valorizzare ulteriormente l’attività di consulenza attraverso innovazioni tecnologiche e di prodotto”.
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Di certo, guardano ai numeri, il bilancio generale ripaga però l’impegno profuso. A fine 2024 la consulenza finanziaria di Credem, coordinata dal manager, contava su 10 miliardi di euro di stock di raccolta e 564 milioni di euro di raccolta netta. “Il 2024 è stato un anno importante”, commenta. “Siamo cresciuti del 6,5% sulla raccolta complessiva e del 4,5% come numero di consulenti. Molto confortante anche l’andamento di questi primi tre mesi, dove registriamo un significativo incremento negli afflussi e in particolare sulla componente gestita. Siamo in linea con i nostri obiettivi e continueremo a lavorare con grande determinazione per condividere e sostenere i progetti e le ambizioni dei nostri clienti privati ed aziende”.
Ai singoli progetti e obiettivi di Credem si aggiunge sempre un cappello comune che riguarda le sfide generali del mondo della consulenza. Sfide che restano ben presenti. “Saranno molteplici”, dice subito Trotta. “Alcune già evidenti altre in ipotesi”, continua. “Gli aspetti normativi continueranno ad evolversi nella direzione di una sempre maggiore trasparenza nella fornitura di servizi finanziari e di investimento. Di conseguenza gli operatori finanziari dovranno essere pronti a recepire ed implementare le varie novità. L’innovazione digitale non si fermerà ed in questo senso la sfida, almeno per quanto ci riguarda, è quella di sfruttare il digitale per potenziare la relazione e l’attività di consulenza”. La tecnologia, insomma, non è vista come minaccia. Anzi: “Siamo pronti a cogliere e sfruttare tutte le opportunità che ci consentiranno di migliorare ulteriormente nella generazione di valore e benessere per i nostri clienti”, sottolinea il manager. Che conclude: “Non mancheranno anche le sfide relative all’andamento dei mercati. Ma qui i nostri sforzi sono orientati a mantenere alto il livello della consulenza e della relazione per dare forza e stabilità agli obiettivi di investimento”.
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