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La tre giorni di confronto ha visto a Milano delegati provenienti da tutto il mondo per un confronto sulle pratiche di governo societario e sul loro impatto sulle opportunità di crescita per società e investitori
Dal 21 al 23 ottobre Milano ha ospitato la ICGN 30th Anniversary Conference – Europe, evento organizzato dall’International Corporate Governance Network in collaborazione con Assogestioni. Un appuntamento di rilievo internazionale, che ha riunito esperti, rappresentanti delle istituzioni e investitori istituzionali da tutto il mondo per discutere dei temi più attuali legati alla governance aziendale. La sede dell’evento è stata l’Università Bocconi, che ha accolto una fitta agenda di incontri e panel focalizzati su engagement, stewardship e sulla centralità delle buone pratiche di governo societario per lo sviluppo sostenibile dei mercati dei capitali.
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La governance come leva per la competitività
Il titolo della conferenza – “G is the key” – ha sottolineato il ruolo centrale della governance nell’ambito dei fattori ESG. Tra i temi affrontati, grande attenzione è stata riservata all’evoluzione delle regole per la quotazione delle imprese e alle implicazioni delle scelte di governance sull’accesso ai capitali, la tutela degli azionisti di minoranza e la competitività delle aziende. “Sostenere una governance societaria trasparente e responsabile è uno dei pilastri della nostra missione, che ha l’obiettivo di rafforzare la fiducia degli investitori e, in ultima istanza, canalizzare i capitali verso l’economia reale”, ha dichiarato Maria Luisa Gota, Presidente di Assogestioni.
La riforma del TUF e la nuova flessibilità
In apertura dei lavori, il Direttore Generale di Assogestioni Fabio Galli ha richiamato l’attenzione sulla riforma del Testo Unico della Finanza (TUF), inserendola nel contesto del dibattito europeo sulla competitività dei mercati: “La riforma della governance societaria, recentemente proposta dal legislatore italiano, introduce un approccio più flessibile e moderno per le società che intendono quotarsi in Borsa”, ha affermato.
Come spiegato da Galli, l’impianto prevede che alcune misure di tutela – amministratori indipendenti, quorum qualificati, voto plurimo, disciplina sulle operazioni con parti correlate – diventino opzionali. “Assogestioni ha sempre sostenuto con chiarezza un principio: le società che desiderano adottare un modello specifico di governance devono dichiararlo in piena trasparenza al momento dell’IPO”. Il concetto chiave, secondo l’Associazione, è l’equilibrio tra libertà imprenditoriale e chiarezza verso il mercato.
Galli ha inoltre ricordato come il prezzo di queste scelte sia stabilito direttamente dal mercato, aggiungendo che maggiore flessibilità implica maggiori oneri informativi e analitici per gli investitori: “Siamo di fronte a un importante esperimento sull’equilibrio tra la flessibilità imprenditoriale dei fondatori e degli azionisti di controllo da un lato, e il dovere fiduciario esercitato dai gestori di portafoglio e dai responsabili della corporate governance dall’altro”.
L’approccio normativo del Governo
A portare il punto di vista delle istituzioni italiane è stato Federico Freni, Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha aperto il proprio intervento sottolineando l’importanza di un confronto internazionale di alto profilo come quello offerto dalla ICGN: “Un onore e un piacere avere la possibilità di presentare a un pubblico così qualificato il lavoro che il governo italiano sta portando avanti per sostenere lo sviluppo del mercato finanziario e per fare dell’Italia un Paese fertile per gli investimenti”.
Nel suo discorso, Freni ha evidenziato il valore della buona regolamentazione come fattore abilitante: “Gli investimenti si sostengono costruendo insieme regole chiare e flessibili. Soprattutto buone regole. Una buona regolamentazione è infatti essenziale per aiutare il mercato a crescere, liberando tutte le energie positive e al tempo stesso fornendo le tutele adeguate per la protezione delle minoranze e dei clienti retail”.
La riforma del TUF viene quindi letta come uno strumento per facilitare l’accesso al mercato dei capitali, in particolare da parte delle PMI, non come un aggravio burocratico: “Davanti a loro c’è un’opportunità, non un onere amministrativo”, ha affermato Freni. “Occorre pertanto favorire un clima di cooperazione e fiducia tra il pubblico, le banche, gli intermediari finanziari e le imprese. Sono tutti protagonisti di un disegno comune che guarda a un solo obiettivo: la crescita del Paese. Oggi.”
Un’industria chiamata alla responsabilità
A più riprese, nel corso dei lavori, è stato ribadito il ruolo attivo degli investitori istituzionali nella promozione della trasparenza e del miglioramento continuo delle pratiche di governance. Proprio per questo, il confronto tra operatori di mercato, autorità regolatorie e mondo accademico si è focalizzato sull’evoluzione del concetto di stewardship e sull’effettiva efficacia dell’engagement con le società partecipate.
In un contesto in cui la qualità della governance diventa criterio competitivo per attrarre capitale, la sfida è quella di costruire un’infrastruttura regolatoria che sia al tempo stesso moderna, efficace e sostenibile. La ICGN Conference ha rappresentato, da questo punto di vista, un’occasione per ribadire l’impegno condiviso verso l’adozione di standard elevati e per porre le basi di un modello di sviluppo fondato su trasparenza, fiducia e visione di lungo periodo.
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