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Vanguard: superati i 2.600 miliardi di dollari, con una crescita del 5,3%. L’Europa chiude a +10%, spinta dal settore finanziario. Bene anche industria e tech, soffrono Emergenti ed energia
Quinto record consecutivo per i dividendi globali, che archiviano il 2025 superando quota 2.300 miliardi di dollari, con un incremento del 5,3% sul 2024. È quanto rileva il Vanguard Global Payout Pulse, stilato dal colosso dell’asset management, secondo cui dopo un terzo trimestre deludente le remunerazioni agli azionisti sono tornate a correre, con Europa e Giappone campioni di crescita e il settore finanziato a far da traino. E le prospettive per l’anno in corso sono di un ulteriore aumento.
Payout, una certezza in un contesto incerto
Nell’ultimo trimestre dell’anno i dividendi distribuiti sono aumentati del 7,7% su base annua, raggiungendo i 673 miliardi di dollari, dopo che nel periodo luglio-settembre avevano registrato un calo dello 0,2% a causa del cambiamento nella cadenza di distribuzione da parte delle mega-banche cinesi. “Il nuovo record del 2025 è degno di nota, soprattutto vista la continua volatilità dei mercati determinata dalle numerose incertezze geopolitiche e dalla crescente influenza dell’AI”, sottolinea Viktor Nossek, investment & product strategic intelligence di Vanguard Europe, secondo cui è evidente la costante volontà delle società di condividere i propri utili con gli azionisti. Non solo. Per l’esperto, i dati confermano anche il ruolo stabilizzante di questa componente nel portafoglio degli investitori privati e istituzionali. “Chi ha elaborato la propria strategia di investimento con un elevato payout ratio, negli ultimi cinque anni ha registrato un ritorno aggiuntivo di oltre il 30% derivante dalla sola distribuzione dei dividendi”, evidenzia.
Europa +10%. Finanzia e industria in testa, sale l’apporto del tech
A contribuire al record del 2025 sono stati soprattutto i mercati sviluppati, con un aumento di 94 miliardi di dollari, pari all’83% dell’incremento globale (113 miliardi). L’Europa, escluso il Regno Unito, è cresciuta del 10%, il Giappone dell’11%, il Nord America del 5% e la regione del Pacifico del 4%. A livello settoriale, una forte spinta al nuovo record è arrivata soprattutto dal settore finanziario, con distribuzioni salite del 14% a 75 miliardi, e da quello industriale, in aumento del 13% a 29 miliardi. Inoltre, con un allungo del 15%, anche il comparto tecnologico sta acquisendo sempre maggiore importanza per le strategie basate sui dividendi.
Cina in corsa, rallentano gli Emergenti
Discorso a parte merita la Cina che ha avuto un ruolo speciale sotto due aspetti. Da un lato, infatti, ha contribuito a una significativa volatilità delle distribuzioni a vantaggio del primo trimestre (attraverso i già citati cambiamenti nella cadenza dei pagamenti), dall’altro si è distinta anche per una crescita significativa. A dispetto delle sfide economiche legate al protrarsi della crisi dell’immobiliare, al calo dei consumi e alle tendenze deflazionistiche, Pechino ha infatti contribuito in modo significativo al record globale distribuendo 317 miliardi di dollari (+7% su base annua). Gli altri Emergenti hanno invece segnato un rallentamento e chiuso con un calo dell’1%. A pesare sono state soprattutto le società del settore energetico. Queste, che in passato erano tra i maggiori pagatori al mondo, hanno infatti drasticamente ridotto le distribuzioni, facendo registrare un calo di 59 miliardi di dollari (-18%), di cui 53 miliardi di dollari attribuibili alle sole società dei Paesi in via si sviluppo.
Nel 2026 c’è spazio per crescere ancora
Quanto al futuro, secondo Vanguard nel 2026 i dividendi potrebbero ricevere un ulteriore impulso. L’aumento dei prezzi dei metalli preziosi e industriali sta infatti rafforzando i flussi di cassa nei settori industriale e dei materiali di base, due aree tradizionalmente caratterizzate da ritorni elevati. Allo stesso tempo, il crescente scetticismo dovuto alle valutazioni dei titoli AI e Magnificent 7 sta aumentando l’attrattiva per i titoli value ad alto dividendo. “In un contesto in cui gli investitori si concentrano sempre più su distribuzioni stabili e rischi di valutazione inferiori, le società con bilanci solidi e payout ratio sostenibili potrebbero espandere ulteriormente le proprie politiche di dividendi”, sottolinea Nossek. Ribadendo che le strategie diversificate ad alto dividendo potrebbero quindi svolgere un ruolo importante nei prossimi dodici mesi, “sia come stabilizzatore del portafoglio complessivo sia come fonte di reddito da dividendi affidabile”.
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