Capital Group: nel terzo trimestre i pagamenti agli azionisti sono cresciuti del 6,2% a 518 miliardi di dollari. USA in testa, bene Europa e Italia, male la Cina. In testa il settore finanziario
Ennesimo record trimestrale per i dividendi globali. Come avviene ormai ininterrottamente da quattro anni, anche il periodo luglio-settembre viene archiviato dalle grandi società di tutto il mondo con un massimo storico: 518,7 miliardi di dollari, con una crescita del 6,2% su base annua. È quanto emerge dall’ultimo Dividend Watch del Capital Group Global Equity Study di Capital Group, secondo cui a far da traino è stato in particolare il comparto finanziario, anche se il segno più riguarda quasi tutti i settori e le aree geografiche, Italia compresa. Un trend che permette di stimare una chiusura d’anno oltre la soglia dei duemila miliardi di dollari.
Quasi una società su nove ha incrementato le remunerazioni
Christophe Braun, investment director di Capital Group
Secondo lo studio, la crescita dei dividendi core a livello globale si è attestata al 6,1% al netto di fattori straordinari, tassi di cambio e fattori di calendario. Delle 1.600 società analizzate, le più grandi al mondo per capitalizzazione di mercato, quasi nove su dieci (l’88%) hanno visto aumentare o hanno mantenuto stabili le remunerazioni agli azionisti, con una crescita media pari al 5,7%. “Le aziende che pagano e aumentano costantemente i propri dividendi mostrano in genere profitti solidi, flussi di cassa sani e una gestione disciplinata”, sottolinea Christophe Braun, equity investment director di Capital Group. Secondo l’esperto i pagamenti ai soci possono rappresentare “un punto di riferimento in periodi di incertezza e, monitorando l’andamento dei flussi di cassa, si può acquisire una visione più approfondita dei risultati e della resilienza di una società”.
Usa sempre in testa. Polonia e Spagna spingono l’Europa
A livello geografico, negli Stati Uniti sono stati registrati pagamenti record pari a 179,3 miliardi di dollari, nonostante un leggero rallentamento della crescita dei dividendi core al 5,7%. Il dato del terzo trimestre prolunga un lungo periodo di espansione: negli ultimi 15 anni, infatti, i dividendi a stelle e strisce hanno registrato solo due trimestri consecutivi di calo, entrambi durante la pandemia (il terzo trimestre 2020 e il primo del 2021). L’Europa ha messo a segno una crescita a doppia cifra (+10,2% su base core) grazie soprattutto a Polonia e Spagna. Questi due Paesi hanno infatti contribuito per metà al risultato della regione. Francia e Paesi Bassi hanno invece continuato a restare in coda. Da inizio anno, i dividendi del Vecchio Continente sono saliti del 6,1% su base core, in linea con la media globale.
Significativo il contributo alla crescita europea anche da parte dell’Italia. Nel nostro Paese solo due società di servizi pubblici presenti nell’indice di Capita Group hanno remunerato i propri soci nel terzo trimestre: Eni ed Enel. La crescita core è aumentata del 13,2%, riflettendo la tendenza generale di quest’anno dei dividendi tricolori. Inoltre, l’apprezzamento dell’euro rispetto al biglietto verde ha spinto il tasso nominale ancora più in alto, portando i pagamenti a un record nel terzo trimestre di 4 miliardi di dollari. Nei primi nove mesi del 2025, l’aumento mediano è stato dell’11,7%, sebbene il totale dei 28,1 miliardi di dollari pagati sia stato inferiore dell’1,5% su base annua a causa del forte impatto del taglio di Stellantis avvenuto a inizio anno.
Vola Hong Kong, male la Cina
Quanto agli altri mercati, il Giappone ha mantenuto la sua rapida crescita anche nel terzo trimestre (+13,0%, core), ma i pattern stagionali hanno fatto sì che non fosse un importante motore di espansione a livello globale. Da segnalare l’ottimo risultato di Hong Kong, dove i pagamenti sono aumentati di quasi un sesto (+15,4%) nella stagione di picco dei versamenti agli azionisti e dove non sono stati registrati tagli tra le società oggetto della ricerca. Male invece la Cina: per il Dragone non c’è stata crescita su base core, con oltre un terzo delle aziende che ha ridotto le distribuzioni. Modesta anche la performance del Regno Unito, con una crescita dei dividendi core in calo dello 0,9%. Bene i mercati emergenti, che hanno messo a segno un rapido aumento (+11,2%, core), in particolare India, Arabia Saudita, Sudafrica e Messico. La maglia nera va infine all’Australia che ha registrato un’altra diminuzione nel terzo trimestre (-7,4% core) determinata dai tagli nei settori minerario ed energetico e che per questo si posiziona all’ultimo posto nella classifica globale dei principali mercati da inizio anno.
Dal punto di vista settoriale, quasi la metà dell’incremento globale nel terzo trimestre è arrivato dal settore finanziario, che ha registrato una crescita dei dividendi core dell’11%, esattamente il doppio rispetto al resto dei settori messi insieme (5,5%). Le compagnie assicurative hanno segnato l’espansione più rapida, con dividendi pari a 18 miliardi di dollari, in aumento del 18,6% su base core. Le banche hanno invece visto salire le remunerazioni dell’8,0% e il settore finanziario generale del 16,1%. Tra gennaio e settembre, questi tre settori sono stati i primi per contributo in dollari USA all’aumento dei pagamenti globali, con un incremento pari a 44 miliardi. Bene anche il settore dei software e quello dei trasporti mentre sono rimasti indietro l’estrattivo, la chimica e, anche se in misura minore, il comparto energetico.
Un 2025 oltre quota duemila miliardi
Guardando al futuro, per l’intero 2025 le prospettive restano positive. Secondo il report, le banche europee rimangono un punto di forza e il Giappone dovrebbe dare un contributo decisamente maggiore rispetto a quello del terzo trimestre. Si prevede poi che che la regione del Pacifico continuerà a registrare una buona tenuta, mentre, sul versante negativo, India e Brasile potrebbero subire alcuni tagli. L’attesa e che dicembre si chiuda toccando il record di 2.080 miliardi, con un allungo del 6,4% rispetto al 2024 (5,8% core). Secondo Braun, per gli investitori la diversificazione a livello globale offre vantaggi concreti:.“Può garantire l’accesso a fonti durature di crescita dei dividendi, come gli Stati Uniti, dove la stabilità e la resilienza sono supportate dalla diversificazione del mercato azionario e dal robusto slancio degli utili”, spiega. E permette anche di eccedere “alle tendenze settoriali globali, come l’attuale forza del settore finanziario, o alle aree che stanno vivendo periodi di crescita significativa, come l’Europa”.
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