Volpi (Pharus): “Il tech non teme il coronavirus”
"Difficile prevedere l'impatto sugli utili nel breve termine, ma il settore ha fondamentali solidi. La correzione può rappresentare una buying opportunity"
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Nell’era del social distancing, le aziende del cloud possono avvicinarci. Ne è convinto Chris Gannatti, head of research Europe di WisdomTree, che sottolinea proprio come la velocità e la portata dello tsunami coronavirus sono state tali da trasformare radicalmente le nostre vite da un giorno all’altro. “Tuttavia, lo smart working non è così disruptive come poteva essere 20 o addirittura 10 anni fa – osserva -. Le aziende tecnologiche, e in particolare quelle che si concentrano sul cloud computing, forniscono servizi e capacità utilizzabili da qualsiasi luogo”.
Insomma, per l’esperto a seconda di quanto dureranno le quarantene nei diversi Paesi, è possibile che questo frangente possa indurre sempre più aziende a passare dal regno fisico a quello virtuale. E sono soprattutto quattro i campioni tecnologici di cloud computing che potrebbero fornire servizi utili durante la pandemia.
Gannatti parte da RingCentral. Mentre Zoom Video Communications è stato il grande motore dei mercati azionari, RingCentral può essere un attore altrettanto potente in questo settore. “Offre una gamma di strumenti di comunicazione basati sul cloud, proprio il tipo di servizi apprezzati in un ambiente di lavoro smart – spiega -. Per l’intero 2019, le vendite di RingCentral sono aumentate del 34% fino ad un livello di 902 milioni di dollari. Se ci saranno nuovi abbonamenti nel primo trimestre del 2020, sarà possibile che questi nuovi clienti possano vedere dei benefici nel lungo termine”.
La secondo azienda è Veeva Systems, produttrice di varie applicazioni per l’industria delle scienze naturali e delle biotecnologie, così come per i produttori di farmaci e per gli ospedali. Nella situazione attuale l’offerta dell’azienda fornisce valore su due fronti, a detta dell’esperto: “Offre una serie di prodotti che aiutano a rispondere alle esigenze di conformità attraverso il processo di sperimentazione di farmaci/vaccini e software che possono aiutare gli ospedali a tenere traccia di quali farmaci e forniture sono disponibili per i pazienti”.
Non poteva mancare nell’elenco Alibaba Cloud, che offre credito di 1.000 dollari per l’acquisto di servizi cloud alle organizzazioni che sono state colpite dall’epidemia. “Alibaba DAMO Academy, un’unità di ricerca globale sull’IA, ha anche sviluppato un sistema in grado di accelerare la diagnosi e l’analisi del virus Covid-19 – evidenzia Gannatti -. Alibaba Cloud ha poi anche reso disponibile gratuitamente la sua piattaforma informatica di cloud computing basata sull’IA per gli istituti di ricerca globali per accelerare il sequenziamento dei geni virali, lo screening delle proteine e altre ricerche nel trattamento o per la prevenzione del virus”.
Infine ServiceNow, che sta costruendo applicazioni per aiutare i principali stakeholder della comunità nella loro risposta alla pandemia di Covid-19. “Queste aiutano nell’allocazione delle risorse, nello status e nella sicurezza dei dipendenti e persino nel tracciamento delle attività e dei contatti di chiunque abbia la conferma di essere stato infettato dal virus. Le applicazioni sono state rilasciate gratuitamente ai clienti fino alla fine di settembre 2020”, precisa l’esperto.
Secondo Gannatti, è anche interessante confrontare le prestazioni delle aziende puramente cloud rispetto alle aziende che rientrano più in generale all’interno dello spazio tecnologico. “Il BVP Nasdaq Nasdaq Emerging Cloud Index rappresenta un gruppo di aziende focalizzate sulla gestione di modelli di business cloud su abbonamento, mentre il Nasdaq 100 Index è emblematico del ‘Settore Tecnologico’ che è stato leader di mercato globale più elevato per la maggior parte dell’ultimo decennio”, fa notare.
Ebbene, a detta dell’esperto, mentre l’ambiente generale ha avuto rendimenti difficili, ci sono punti luminosi sia nel Tech che nel Cloud. “Si vede chiaramente che le aziende (Zoom, Everbridge, Docusign, per citarne alcune) che facilitano la comunicazione nell’epoca del social distancing stiano andando bene – conclude -. Dal punto di vista tecnologico, ci sono aziende (Regeneron, Gilead, per citarne alcune) che possono essere associate agli sforzi per realizzare vaccini o curare le persone dalla malattia di Covid-19. La volatilità a breve termine può persistere, ma ci sono aziende che ci aiuteranno a svoltare l’angolo”.
