5 min
Nonostante le turbolenze, i gruppi europei hanno mantenuto una buona capitalizzazione. Nel 2026 occhio a crescita economica, ritiro della cooperazione globale, dollaro debole e AI
Nessun allarme, ma attenzione ai rischi. Al termine di un anno turbolento, assicurazioni e fondi pensione aziendali europei incassano la promozione dell’EIOPA, l’Authority UE del settore. “Nonostante il fragile contesto economico”, si legge infatti nel Rapporto sulla stabilità finanziaria di dicembre, gli operatori vigilati hanno “mantenuto resilienza e una buona capitalizzazione”. Non è però il momento di abbassare la guardia, dal momento che una crescita debole, le forti incertezze sul futuro della collaborazione internazionale, l’indebolimento del dollaro e il boom dell’AI rappresentano serie incognite.
📰 Leggi anche “Banche e assicurazioni puntano sugli agenti AI“
Valutazioni ottimistiche sia sui dazi sia sull’AI
Gli analisti dell’EIOPA sottolineano come per tutto il 2025 il contesto macro sia stato influenzato dalla prospettiva di un ritiro dalla cooperazione internazionale, dalle incertezze commerciali e dalle tensioni geopolitiche, oltre che dalle preoccupazioni per gli elevati livelli di debito. “L’inflazione si aggira intorno all’obiettivo del 2% e la politica monetaria si è stabilizzata, tuttavia gli elevati costi di finanziamento continuano a esercitare pressioni sulle finanze pubbliche”, avvertono. A loro parere, sebbene i mercati finanziari siano rimasti resilienti, le valutazioni appaiono ottimistiche sia sull’impatto dei dazi sia sulla misura in cui il boom dell’intelligenza artificiale aumenterà la produttività. In particolare, sebbene l’accordo commerciale USA-UE abbia ridotto l’incertezza, l’imposizione di tariffe elevate ha comunque fatto aumentare le tensioni e ostacolato ulteriormente una crescita già lenta. “In questo contesto, la preoccupazione principale non è il livello finale dei dazi, che è storicamente elevato, ma le loro implicazioni macro e di economia reale”. La frammentazione che ne deriva, infatti, “potrebbe ulteriormente frenare le prospettive di espansione, innescare un ritiro dalla cooperazione internazionale e minacciare la resilienza globale”.
Resilienza e buona capitalizzazione
Per l’Authority, assicuratori e fondi pensione aziendali europei hanno comunque mantenuto resilienza e una buona capitalizzazione. Il requisito patrimoniale di solvibilità (SCR) medo per le compagnie vita si attesta infatti al 235%, per quelle danni arriva al 214% e per le miste al 218%. Il coefficiente di finanziamento aggregato dei fondi pensione è addirittura migliorato e ora supera il 120%. Tuttavia, mettono in guardia gli esperti, sviluppi negativi nell’attuale contesto potrebbero innescare una rivalutazione dei premi al rischio, “evidenziando la necessità di un monitoraggio continuo e di una gestione prudente del rischio”.ù
📰 Leggi anche “Piazza Affari, banche e assicurazioni trainano gli utili“
Aumenta l’esposizione al credito privato
Oltre a questi sviluppi, il rapporto analizza anche alcune cinque aree da monitorare attentamente. A partire dai mercati del credito privato che, negli ultimi anni, sono cresciuti notevolmente. Questi asset, analizza l’EIOPA, offrono in genere un premio di illiquidità e vantaggi in termini di diversificazione del portafoglio. Ciò li rende particolarmente interessanti per gli investitori a lungo termine come le compagnie vita e i fondi pensione. A fine 2024, l’esposizione al credito privato delle assicurazioni europee ammontava a 514 miliardi di euro (pari al 5,1% del totale delle attività), mentre quella dei fondi pensione si attestava a 128 miliardi (4,4%). In particolare, mutui e prestiti rappresentavano circa due terzi delle allocazioni, seguiti da obbligazioni societarie non quotate o non negoziate e titoli collateralizzati soggetti a rischio di credito. L’Authority precisa che tali esposizioni variano notevolmente tra Paesi, insieme a concentrazioni settoriali e geografiche “che possono compensare i guadagni di diversificazione e amplificare le perdite in una fase di recessione”. E rimarca come il credito privato sia anche caratterizzato da “un rischio di credito e di liquidità più elevato, da incertezza valutativa e da leva finanziaria nascosta, che, se non gestiti correttamente, possono avere un impatto significativo sulle imprese esposte”. Il monitoraggio continuo delle esposizioni, inclusi i parametri di concentrazione, rimane quindi “essenziale per mitigare l’accumulo di potenziali rischi sistemici”.
Occhio al dollaro
Altro tema rilevante è il deprezzamento del biglietto verde. L’analisi dell’EIOPA indica che compagnie e fondi detenevano collettivamente circa 1,8 trilioni di euro di attività in dollari statunitensi alla fine dello scorso anno. Sebbene le esposizioni siano considerevoli, si legge, “è importante notare che assicurazioni e fondi pensione aziendali condividono il rischio di mercato con gli assicurati e i beneficiari nel caso di portafogli unit-linked e a contribuzione definita”. Per gestire il rischio di cambio sui propri investimenti, i fondi utilizzano in genere derivati, beneficiando anche della copertura implicita quando il biglietto verde e i mercati azionari USA si muovono in direzioni opposte. Gli assicuratori, invece, si trovano ad affrontare una serie di sfide più complesse, poiché un indebolimento della valuta a stelle e strisce può influire non solo sui loro investimenti, ma anche sulle loro passività e sulla redditività. Per mitigare questi rischi, le compagnie si affidano a strategie di copertura, al matching attività-passività specifico per valuta, alla riassicurazione e alla condivisione del rischio con gli assicurati. Nel complesso, secondo l’Authority, i risultati sottolineano “l’importanza di un monitoraggio continuo delle pratiche di copertura e della gestione del rischio di cambio”.
📰 Leggi anche “Il lento tramonto del dollaro americano“
Cautela sulle esposizioni internazionali
Terzo alert riguarda le esposizioni internazionali che, se possono offrire vantaggi in termini di diversificazione e rendimenti migliori, possono anche aumentare i rischi di mercato, valutari e di controparte, nonché le vulnerabilità di sottoscrizione. I dati mostrano che gli assicuratori dello spazio economico europeo (SEE) allocano circa il 13% (1,24 trilioni di euro) dei loro investimenti diretti a strumenti emessi al di fuori del SEE. Quasi la metà (46%) è legata agli Stati Uniti, seguiti dal Regno Unito (22%). Considerando le attività cedute, quasi il 28% dei rischi viene trasferito al di fuori del SEE, con Londra che si occupa del 42,1% di questi trasferimenti, seguito dalle Bermuda (26,5%) e dalla Svizzera (22,1%), tutti mercati importanti nel settore riassicurativo globale. Questi collegamenti, secondo l’EIOPA, richiedono un attento monitoraggio, date le crescenti tensioni geoeconomiche e i cambiamenti strutturali nel settore vita, come la riassicurazione ad alta intensità di asset e il trasferimento dei rischi a un numero limitato di giurisdizioni.
Rischi informatici in aumento
Intanto, anche i rischi informatici stanno diventando sempre più una preoccupazione per la stabilità macrofinanziaria. Nell’attuale economia digitale altamente interconnessa, rappresentano infatti “una minaccia strutturale persistente”. Le interdipendenze tecnologiche che attraversano settori e confini, spiega l’Authority, creano vulnerabilità sia agli incidenti dolosi che a quelli accidentali, con il potenziale di generare ingenti perdite economiche e assicurative, anche a seguito di un singolo evento. “Queste vulnerabilità sottolineano la necessità di una più stretta cooperazione, di una migliore raccolta dati e di una modellazione più avanzata dei rischi di accumulo”, è la raccomandazione.
📰 Leggi anche “Banche e AI, cinque imperativi per un futuro senza rischi“
Le controindicazioni dell’AI
Infine, l’impatto dell’AI. Sebbene la maggior parte delle applicazioni attuali rimanga operativa, per l’Autorità i futuri casi d’uso nella sottoscrizione, negli investimenti e nella gestione del rischio potrebbero amplificare le vulnerabilità sistemiche esistenti. I canali chiave, viene precisato, includono “comportamenti correlati guidati dall’uso di modelli simili, ‘effetto gregge’ nelle strategie di investimento, maggiori dipendenze da terze parti, pressioni alla demutualizzazione derivanti da una segmentazione del rischio sempre più granulare e rischi legati allo sviluppo di mercati assicurativi che coprono direttamente i fallimenti legati all’intelligenza artificiale”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.