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Secondo una ricerca BlackRock-extraETF, i piani di accumulo in exchange traded funds triplicheranno nel giro di cinque anni. Ma già oggi sono sui massimi storici per volumi e numero di operazioni. Donne e giovani al centro della crescita, Italia tra i mercati più dinamici
I piani di accumulo in ETF stanno diventando uno dei principali motori dell’adozione degli ETF tra gli investitori retail europei. L’ultima ricerca commissionata da BlackRock e condotta da extraETF stima infatti che le esecuzioni mensili passeranno da 15,1 milioni nel 2025 a 53,7 milioni nel 2030, con un’accelerazione sostenuta dalla domanda di investitori più giovani e delle donne ma anche dall’innovazione dei provider digitali e da un contesto regolamentare in evoluzione. Un trend che promette di rimodellare l’industria del risparmio gestito nel Vecchio Continente.
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Un 2025 da record
Il punto di partenza per le previsioni formulate dalla due società non può che consistere nei risultati del 2025. L’anno si è infatti chiuso con investimenti per 22,7 miliardi di euro attraverso piani di accumulo in ETF da parte degli europei, registrando il massimo storico per il numero di operazioni mensili: 15,1 milioni, in aumento di quasi il 40% rispetto al 2024. Non un caso, secondo il report, in quanto importi minimi più bassi ma anche automazione dei versamenti e semplicità operativa stanno ampliando la platea di risparmiatori che utilizzano i PAC come strumento di costruzione del patrimonio nel lungo periodo. La nuova crescita, in particolare, sarà alimentata dall’ampliamento dell’offerta da parte di banche e provider digitali paneuropei e da iniziative di policy come i portafogli pensionistici agevolati previsti in Germania.
Nel 2030 volumi triplicati e asset verso 1.000 miliardi
Le nuove stime rivedono al rialzo le prospettive di lungo periodo: entro il 2030, le esecuzioni mensili dei PAC in ETF nell’Europa continentale dovrebbero infatti toccare quota 53,7 milioni, per un volume annuo di risparmio stimato in circa 73 miliardi di euro. Gli asset in soluzioni passive sulle piattaforme digitali sono invece attesi avvicinarsi a quota 1.000 miliardi, sostenuti ance da investimenti una tantum e performance di mercato. “I piani di accumulo in ETF stanno trasformando il modo di investire”, osserva l’head of Italy Wholesale di BlackRock Gian Marco Castellani, secondo cui questi strumenti stanno abbattendo le barriere e rendendo più semplice iniziare a costruire ricchezza nel lungo periodo. “La tendenza è chiara”, ha quindi concluso il manager, “entro il 2030 l’attività mensile dei PAC sarà più che triplicata”. Gli ha fatto eco Markus Jordan, ceo extraETF, che ha dichiarato: “Con 15,1 milioni di operazioni mensili, i PAC in ETF si stanno evolvendo da tendenza nazionale ad abitudine di investimento paneuropea e stanno diventando un motore centrale della crescita degli investimenti retail nel Continente”.
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Digitale, micro-investimenti e nuovi target
Nel 2025 l’importo medio mensile versato nei PAC in ETF si è attestato a 125 euro, secondo quanto ricostruito dal report, una cifra in calo rispetto ai 136 euro dell’anno precedente. La flessione del ticket medio riflette l’effetto di strumenti come trading frazionato e programmi di micro-investimento o anche arrotondamento delle spese e cashback, tutti fattori che hanno abbassato le barriere d’ingresso. Il risultato è stato un aumento del numero di versamenti e del capitale complessivamente investito. Si tratta peraltro, viene sottolineato, di un trend coerente con le evidenze dello studio ‘People and Money’ di BlackRock: quasi un europeo su due tra i 18 e i 34 anni dichiara infatti interesse ad avviare piano di accumulo tramite exchange traded funds entro due anni, segnalando una domanda strutturale tra i più giovani.
Le scelte di portafoglio: core globali e temi tecnologici
Per quanto riguarda le scelte di portafoglio, lo studio evidenzia come nel 2025 gli investimenti tramite PAC si siano concentrati su esposizioni core ampie e diversificate: dallo MSCI World allo MSCI ACWI fino allo MSCI Emerging Markets. Ad affiancarle la presenza di indici legati a trend strutturali, in particolare tecnologia e intelligenza artificiale: Nasdaq 100, Big Data Index e S&P 500 Information Technology sono alcuni esempi. Completano il quadro esposizioni tattiche al mercato monetario e ai metalli preziosi, segno di una ricerca di equilibrio tra crescita e gestione della volatilità in un periodo di grandi rialzi per soprattutto per l’oro.
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ETF sempre più diffusi in Europa, Italia tra i mercati più dinamici
Il trend evidenziato dalla ricerca si inserisce in un più ampio contesto che vede il momentum degli ETF continuare a rafforzarsi nei principali mercati europei: Paesi Bassi, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito registrano infatti una crescita significativa dell’adozione di questi strumenti. Nel Vecchio Continente in senso lato, quasi 38 milioni di persone detengono replicanti in portafoglio, pari al 10% della popolazione adulta e al 25% del totale degli investitori (+69% rispetto al 2022). L’Italia emerge in particolare come una delle geografie a più rapida crescita nella parte continentale per i PAC, sostenuta dall’ingresso di nuovi investitori giovani così come dall’ampliamento dell’offerta dei provider e da un cambio strutturale delle preferenze verso un approccio regolare e disciplinato agli investimenti.
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