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Osservatorio ECM di Irtop Consulting: ricavi a +12%. Fondamentali solidi, ma cala il numero di Ipo. Arca e Algebris tra gli investitori più attivi. Lambiase: “La SIU, il rafforzamento della previdenza complementare e la riforma del Tuf e dei Pir aprono una nuova fase”
Ben 205 quotate per una capitalizzazione complessiva di 11,1 miliardi di euro. Euronext Growth Milan (EGM) si conferma il mercato di riferimento per le pmi italiane ad alto potenziale di crescita. Nonostante il rallentamento delle quotazioni, che ha interessato l’intera Piazza Affari, i numeri dal 2009 certificano il successo dell’indice: 350 le società accolte, che hanno attirato complessivamente 6,2 miliardi di euro attraverso le Ipo. Da gennaio al 10 luglio scorso, i debutti sono stati quattro, per un totale di 36,6 milioni di euro, mentre nello stesso periodo l’indice FTSE Italia Growth ha segnato una performance dell’8% e l’FTSE Italia Small Cap dell’1%. È quanto emerge dalla XIII edizione dell’Osservatorio ECM Euronext Growth Milan di Irtop Consulting. Ora, secondo il ceo della società, Anna Lambiase, si apre una nuova fase per il mercato dei capitali tricolore, “con un potenziale impatto rilevante volto a mobilitare il risparmio delle famiglie verso l’economia reale”. Merito, spiega, degli “interventi legislativi in corso sulla SIU, la riforma del TUF e dei PIR e il rafforzamento della previdenza complementare”.
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Fondamentali solidi, rallenta il numero di Ipo
Il 2026 ha segnato un deciso rallentamento delle nuove quotazioni in Europa e in Italia a causa di un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, volatilità e incertezza economica. Nonostante ciò, assicura Lambiase, i fondamentali delle quotate restano solidi. I ricavi aggregati hanno infatti raggiunto quota 10,8 miliardi di euro nel 2025, in crescita del 12% su base annua, con un incremento medio del fatturato del 21%. La società media su EGM vanta ricavi per 59,5 milioni di euro, un Ebitda di 7 milioni e un margine del 12%, con una posizione finanziaria netta positiva per 8,7 milioni. Cresce anche l’occupazione: le imprese del listino impiegano complessivamente 28.596 dipendenti, il 10% in più rispetto al 2024. Sul fronte della remunerazione agli azionisti, 53 società (il 26% del totale) hanno distribuito dividendi per complessivi 142,8 milioni di euro, con un dividend yield medio del 3,1%. In testa si piazza il settore industrial services, con una remunerazione totale pari a 31,5 milioni di euro, seguito da commercial services e finance, con 15,7 milioni. In termini di multipli, l’ex Aim Italia mostra un p/e 2026 di 13,2 volte, a sconto del 34% rispetto alla media storica 2017-2025.
Pmi innovative, startup e intelligenza artificiale
Le pmi innovative rappresentano ormai il 30% del mercato, con 61 società quotate, una capitalizzazione di quasi 2 miliardi di euro e ricavi 2025 in crescita del 40%. Il segmento continua inoltre ad attrarre le startup: 78 le società che hanno scelto di quotarsi entro il quinto anno di vita, di cui 41 startup in senso stretto. Discorso a parte per l’intelligenza artificiale: sono 28 le società attive nel comparto, pari al 14% del mercato, per una capitalizzazione aggregata di 1,2 miliardi di euro. L’AI Index, costruito su queste imprese e ponderato per la capitalizzazione, ha registrato una performance del 17% nel 2025, contro il 9% del FTSE Italia Growth, confermando il trend anche nei primi mesi del 2026.
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Istituzionali: 799 milioni investiti, la Francia guida gli stranieri
Quanto agli investitori, nell’azionariato di EGM sono presenti 125 istituzionali, di cui 28 italiani e 97 esteri, per un investimento complessivo di 799 milioni di euro. Di questi, 439 milioni (55%) sono detenuti da investitori domestici e 360 milioni (45%) da quelli stranieri. Tra gli operatori più attivi figurano Bper Banca, tramite Arca Fondi SGR, con 79 milioni di euro e 76 società partecipate, Algebris Investments (70 milioni e 50 società), First Capital (56 e 14) e Alkemia SGR (55 e 6). L’Italia mostra però una riduzione del numero di istituzionali, da 41 a 28, dovuta all’uscita di soggetti con poche e piccole posizioni. Cresce infatti il valore dell’investimento complessivo, che passa da 432 a 439 milioni di euro. Gli investitori esteri aumentano invece sia per numero di case di investimento che per valore investito. In testa c’è la Francia, con 26 case pari al 20,8% del totale (tra cui Raymond James Financial, Credit Agricole e Philippe Hottinguer). Seguono la Germania (16 case, tra cui Allianz, HC Capital, Discover Capital) e la Svizzera (12, tra cui Pharus, Cartesio, LFG+Zest e Banca del Sempione)
Le previsioni per il 2026 e le leve di sviluppo
Per il 2026 Irtop Consulting stima il raggiungimento di 215 quotate e una capitalizzazione di 12,3 miliardi di euro, sostenuta dalle nuove Ipo e dalla crescita dell’indice di riferimento, con una raccolta attesa di circa 121 milioni concentrata nei settori healthcare, AI, servizi e industrial. Per Lambiase, a favorire lo sviluppo del mercato potranno contribuire diversi fattori, a partire dalla Savings & Investment Union promossa dalla Commissione europea, che punta a mobilitare parte della ricchezza finanziaria inattiva delle famiglie del Vecchio Continente verso l’economia reale. “Convogliare anche una quota limitata di queste risorse verso le pmi quotate rappresenta un’opportunità strategica per l’Italia e per Egm: in questa direzione si inseriscono anche i Savings and Investment Accounts, pensati per favorire gli investimenti di lungo periodo”, rimarca. Un ulteriore fattore di sviluppo riguarda poi il ruolo della previdenza complementare e degli istituzionali di lungo periodo. “La disciplina entrata in vigore il 1° luglio”, prosegue, “è destinata ad accrescere progressivamente le masse gestite, ampliando il potenziale di investimento nell’economia reale”. In tale contesto, secondo Lambiase, “un maggiore coinvolgimento di fondi pensione e assicurazioni nel finanziamento delle pmi quotate, attraverso mandati dedicati e strategie di lungo periodo, consentirebbe di avvicinare l’Italia ai modelli europei più avanzati,”. Infine, altre leve di sviluppo sono rappresentate dal rafforzamento dei Pir e la recente riforma del Tuf. Guardando al resto d’Europa, infatti, il mercato tricolore resta ancora distante per dimensioni dai principali peer, nonostante si riveli più vivace in termini quantitativi: a fine maggio, l’Aim London contava 609 emittenti per 79 miliardi di capitalizzazione ed Euronext Growth Paris 286 società per oltre 17 miliardi, mentre Egm si ferma a 206 società per circa 10,4 miliardi. Tale divario, conclude l’Osservatorio, rappresenta quindi il margine di crescita potenziale del listino milanese nei prossimi anni.
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