Secondo l’analisi di Bdo Italia, i debutti sono stati 33 contro i 28 dello scorso anno. La capitalizzazione scende da 10,5 a 8,1 miliardi a causa dei translisting
Il 2023 si chiude con il segno più per Euronext Growth Milan. Il difficile contesto economico e geopolitico non ha infatti fermato i debutti sul listino delle pmi ad alto potenziale di crescita, che lo scorso anno hanno toccato quota 33 e sono risultati in aumento dai 28 del 2022. A tirare le somme è Bdo Italia, secondo cui il segmento contava a dicembre 203 società e una capitalizzazione totale pari a 8,1 miliardi di euro. Un dato in calo rispetto ai 10,5 miliardi di dodici mesi prima soprattutto a causa dei translisting verso il mercato delle grandi imprese, che hanno pesato per quasi 7 miliardi.
A tirare la volta all’Egm è stata perlopiù la seconda metà dell’anno, che ha registrato il debutto di ben 21 matricole. Ma il 2023 ha visto anche l’esecuzione della prima operazione di just listing, una procedure dedicata alle società che preferiscono posticipare l’offerta e aumentare la propria visibilità presso gli investitori nell’attesa di condizioni di mercato migliori. Il capitale raccolto dalle nuove quotate in sede di Ipo si è attestato a 205 milioni di euro, in calo dai 902,7 dell’anno precedente. Dato che, sottolinea il report, conferma la vivacità del mercato ma anche la forza frenante esercitata dalla carenza di liquidità. La raccolta media è stata di circa 6 milioni di euro mentre il flottante medio delle quotazioni si è attestato al 21,1%, per una capitalizzazione di mercato di 1.050 milioni all’atto della quotazione.
Lombarda la metà dei debutti. Protagonista l’industria
A livello geografico, la Lombardia si conferma protagonista: lo scorso anno ben 14 Ipo sulle 33 totali sono arrivate da questa regione, per una raccolta complessiva di 85,7 milioni di euro. Segue a distanza il Lazio, che vanta cinque operazioni. A livello di comparti, l’industria si rivela protagonista grazie al 25% della capitalizzazione complessiva di mercato. Il secondo posto è occupato invece da consumer discretionary, che raggiunge il 23% del totale (dal 14% del 2022), mentre i translisting fanno calare il peso della tecnologia dal 30% al 17%. Il risultato, fanno notare gli analisti di Bdo Italia, è che la ripartizione tra settori del listino appare ancora più eterogenea rispetto al passato.
Esg, il 30% pubblica un’informativa di sostenibilità
Infine, è in costante aumento l’attenzione per le valutazioni Esg. Nonostante non esista alcun obbligo alla rendicontazione non finanziaria, ben 64 delle 203 quotate pubblicano un’informativa di sostenibilità. Questo 31,5% del totale è composto soprattutto da realtà industriali e tecnologiche, rispettivamente con una quota del 28% e del 27%, anche se i consumi discrezionali valgono il 19%.
Manuel Coppola, partner Audit & Assurance Bdo Italia
“L’apprezzamento dei tassi d’interesse, insieme alla maturazione dei benefici fiscali dei Pir, ha contribuito al deflusso dei capitali,” sottolinea Manuel Coppola, partner Audit & Assurance Bdo Italia. Per l’esperto, l’offerta di liquidità è in crescita, ma rimane ancora limitata rispetto agli anni pre-Covid, causando un rallentamento nei classici processi di listing. “Nonostante ciò, resta vivido l’interesse degli imprenditori e la pipeline di operazioni in partenza o in attesa della giusta finestra di collocamento si presenta particolarmente ricca”, assicura.
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