Il mercato del lavoro USA resta solido: a maggio 172mila nuovi posti, il doppio delle attese. Disoccupazione stabile. Per i gestori, il 17 giugno Warsh non toccherà i tassi, ma un rialzo a dicembre è sempre più probabile
La prima riunione della Federal Reserve a guida Kevin Warsh si preannuncia meno complicata del previsto. Il merito è dell’economia americana, che continua a viaggiare spedita, e del mercato del lavoro, che anche a maggio si è confermato solido. Secondo i mercati, quindi, il 16 e 17 giugno la banca centrale americana potrà concentrarsi sull’inflazione, attesa in aumento per gli effetti della guerra in Medio Oriente, concedendosi di aspettare ancora e mantenere i tassi di interesse invariati. Tuttavia, per gli analisti aumentano le possibilità di un rialzo del costo del denaro entro fine anno: al momento i trader scontano una stretta di 25 punti base, con il Cme FedWatch che prevede una probabilità del 96% che l’annuncio arrivi al termine del meeting di dicembre.
A maggio, gli occupati nel settore non agricolo sono aumentati di 172mila unità, ben oltre la stima di 85mila. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,3%, in linea con le attese, e la partecipazione della forza lavoro è stata pari al 61,8%, come il mese precedente. I salari orari medi, attentamente monitorati dalla Fed, sono invece cresciuti di 12 centesimi, lo 0,32% a 37,53 dollari, per un rialzo del 3,45% annuale, mentre la settimana media lavorativa è rimasta ferma a 34,3 ore. Inoltre, il Bureau of Labor Statistics del Dipartimento del Lavoro USA ha rivisto al rialzo il dato dei nuovi occupati di aprile, a 179mila dal preliminare di 115 mila.
Dati soldi con qualche ombra
Filippo Diodovich, senior market strategist di ING Italia
Secondo Filippo Diodovich, senior market strategist di IG Italia, il dato headline conferma una dinamica occupazionale più solida del previsto: “L’economia americana continua a creare posti di lavoro a un ritmo superiore alle attese, riducendo notevolmente i timori di un rapido deterioramento del mercato del lavoro”, osserva. Tuttavia, l’esperto fa notare come non manchino alcuni elementi meno brillanti: l’occupazione nelle attività finanziarie è scesa di 22mila unità ed è in calo di 107mila posti rispetto al picco recente di maggio 2025; il settore trasporti e magazzinaggio è rimasto sostanzialmente invariato, ma resta in flessione di 92mila unità rispetto al picco di febbraio 2025. “Si tratta di dettagli importanti, perché mostrano un mercato del lavoro ancora positivo nel complesso, ma non omogeneo tra i diversi comparti”, sottolinea.
Per la Fed, secondo Diodovich, il dato complessivo riduce le possibilità di un taglio e aumenta lievemente le chance di un rialzo del costo del denaro nel medio-lungo periodo. “Una creazione di 172mila posti di lavoro, accompagnata da forti revisioni positive dei mesi precedenti e da una disoccupazione stabile al 4,3%, rende più difficile sostenere che l’economia americana stia entrando in una fase di brusco rallentamento”, spiega. Aggiungendo che, allo stesso tempo, i salari al 3,4% annuo e le ore lavorate stabili indicano come le pressioni dal costo del lavoro restino contenute rispetto alle fasi più calde del ciclo.
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