Banche, così l’Agentic AI cambierà l’industria finanziaria (e la consulenza)
Banca del Fucino: quattro gli ambiti più coinvolti, dal servizio personalizzato di advisory alla prevenzione delle frodi. Ma la supervisione umana resta cruciale
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L’intelligenza artificiale, la riduzione dei tempi di regolamento delle transazioni e la crescente complessità normative: sono tre le sfide che stanno ridefinendo il volto della finanza globale. E proprio da queste trasformazioni che è partita la Fall Conference 2025 di Assiom Forex, tenutasi il 22 ottobre a Milano e intitolata ‛Governare le innovazioni tecnologiche e regolamentari’. Un evento dal quale è apparsa chiara la linea dell’industria su come rilanciare la competitività dei mercati dei capitali europei: solo un uso critico e consapevole dell’innovazione garantisce mercati stabili ed efficienti.
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Uno dei focus principali della conferenza è stato il percorso europeo verso l’adozione del ciclo di regolamento T+1, previsto per l’11 ottobre 2027. A illustrarne i passaggi chiave sono stati Giovanni Sabatini, chair dell’EU T+1 Industry Committee, e Paola-Maria Deantoni, Public Affairs officer di SGSS. Se oggi il regolamento delle transazioni avviene in due giorni lavorativi (T+2), la nuova procedura permetterà infatti di dimezzare il tempo: un cambiamento che promette benefici tangibili, come la riduzione del rischio di controparte e un uso più efficiente della liquidità, ma che porta con sé anche sfide significative, soprattutto per un’Europa frammentata in 27 giurisdizioni e 31 depositari centrali (CSD). “Le soluzioni operative sono già definite nel documento pubblicato a luglio”, hanno ricordato i relatori, spiegandp che il settore si sta muovendo compatto nell’intento di arrivare puntuale alla scadenza e migliorando sia l’integrazione sia l’efficienza dei mercati europei.”
Ma la frontiera tecnologica più complessa è forse quella legata all’algotrading. Come ha ricordato Emilio Barucci, professore di Finanza Quantitativa al Politecnico di Milano, “l’80% delle transazioni di mercato è oggi eseguito da algoritmi”. Un dato che testimonia l’evoluzione dell’infrastruttura finanziaria ma apre anche a interrogativi sulla trasparenza e sui rischi di manipolazione dei mercati. “È un momento decisivo,” ha affermato l’accademico, prima di aggiungere: “Il punto di svolta è il legame tra finanza e tecnologia, che sta diventando sempre più prepotente, e le banche italiane devono capire quale ruolo vogliono giocare nei capital markets del futuro”.
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L’altra grande protagonista della conferenza è stata l’intelligenza artificiale, ormai parte integrante delle decisioni finanziarie. Tuttavia, la potenza di questa tencologia porta con sé nuovi pericoli quando usata in modo superficiale. Nel panel dedicato, Riccardo Bernini, head of Financial Engineering & AI di List, ha messo in guardia contro un uso meccanico e non contestualizzato dei modelli generativi: “L’IA può produrre risposte plausibili ma del tutto fuorvianti, ecco perché il pensiero umano e lo spirito critico continueranno a fare la differenza.” Bernini ha citato un esempio emblematico: un prompt su criptovalute costruito su una teoria del complotto ha generato da un modello una risposta coerente ma totalmente priva di fondamento. “Un caso che dimostra quanto sia importante mantenere un approccio scientifico”, ha detto, “verificando il contesto e la qualità dei dati prima di accettare qualsiasi risultato”.

La conclusione condivisa dai relatori è chiara: l’intelligenza artificiale può essere una risorsa solo se governata dal pensiero critico. Servono competenze trasversali, una metodologia rigorosa e la capacità di interpretare i dati con intelligenza umana. L’AI, in altre parole, non sostituisce l’esperienza: la amplifica. Ma solo a patto che chi la utilizza mantenga il controllo del processo decisionale. Con un settore finanziario sempre più intrecciato con la tecnologia e la regolamentazione, ha chiosato il vicepresidente di Assiom Forex Pier Mario Satta, è trasformare la complessità in un vantaggio competitivo utile ad avere mercati più efficienti e integrati.
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