BCE, pausa scontata. Per i gestori Lagarde non ripeterà gli errori del 2022
Analisti divisi su un possibile rialzo dei tassi nel corso dell’anno, che il mercato ha già iniziato a prezzare. Decisiva sarà la durata della crisi nello Stretto di Hormuz
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La grande volatilità che ha caratterizzato il 2024 non ha impedito ai fondi comuni di cogliere le molte opportunità che i mercati finanziari hanno comunque offerto nel corso dei dodici mesi. Gli investitori hanno infatti cercato di bilanciare rischio e rendimento, con particolare attenzione ai mercati emergenti e ai settori tematici. Ottenendo risultati interessanti. A tirare le somme dell’anno appena concluso è l’Annuario sul risparmio gestito di Fida, da cui emergono le solide performance dell’azionario USA e del tech, oltre all’incredibile risultato della Turchia.
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I fondi azionari turchi hanno infatti brillato come nessuno, mettendo a segno un allungo del 36%, accompagnato però da una volatilità marcata, con una deviazione standard del 30% e un drawdown massimo del 25%. Un risultato che riflette la complessità della situazione interna del Paese, con politiche economiche non convenzionali adottate dal presidente Erdogan, tra cui la riduzione dei tassi nonostante l’inflazione galoppante. “Queste scelte hanno attratto capitali speculativi alla ricerca di rendimenti elevati, ma hanno anche esacerbato l’incertezza per gli investitori di lungo termine”, viene spiegato nel report.
Al contrario, i fondi azionari statunitensi hanno mostrato una performance solida e più stabile, con l’indice degli Stati Uniti Large e Mid Growth che ha ottenuto un ritorno del 33%, supportato dalla resilienza del settore tecnologico. La Federal Reserve, pur avendo rallentato il ritmo degli aumenti dei tassi, ha mantenuto una politica monetaria restrittiva per gran parte dell’anno, influenzando positivamente il tech, con giganti come Nvidia e Microsoft che hanno beneficiato della crescente domanda di intelligenza artificiale. Questo contesto ha anche contribuito a contenere la volatilità, con una deviazione standard del 15% e un drawdown massimo dell’11%.
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Ottimo risultato anche per gli indici azionari giapponesi, quando coperti al dollaro USA, che hanno registrato un aumento del 27%, spinti dalla strategia della Bank of Japan di mantenere tassi ultra-bassi e sostenere la crescita. Discorso diverso per alcuni mercati emergenti come il Brasile che hanno invece dovuto affrontare difficoltà significative. I fondi azionari brasiliani hanno registrato una flessione di oltre 27 punti percentuali, la peggiore tra le categorie osservate, riflettendo l’incertezza politica legata alle politiche economiche del presidente Lula, alle tensioni sul fronte fiscale e alla debolezza del real. L’inflazione persistente e la stretta monetaria della banca centrale brasiliana hanno poi ulteriormente pesato sulla performance.
A livello tematico, i comparti dedicati alla robotica e all’intelligenza artificiale hanno attratto significativi flussi di capitale, con rendimenti del 30%. “L’adozione sempre più ampia di soluzioni AI in ambiti industriali e commerciali ha sostenuto il settore, con applicazioni concrete che spaziano dall’automazione delle fabbriche ai modelli generativi di intelligenza artificiale”, viene chiarito dagli esperti Fida, secondo cui questo trend è stato amplificato dalle politiche di incentivo alla digitalizzazione promosse su entrambe le sponde dell’Atlantico. Parallelamente, i fondi immobiliari hanno invece mostrato un trend negativo, influenzati dall’aumento dei tassi d’interesse che ha pesato sul costo del debito e sulla valutazione degli asset immobiliari. La maggior parte dei comparti ha chiuso infatti in territorio negativo.
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I fondi obbligazionari denominati in dollari USA hanno beneficiato di una relativa stabilità dei tassi d’interesse, con i corporate bond a stelle e strisce che hanno registrato un rendimento del 14%. La solidità dell’economia statunitense, con una crescita del PIL superiore alle attese, ha infatti sostenuto la domanda di obbligazioni societarie, mentre le emissioni sovrane hanno continuato a rappresentare un rifugio sicuro per gli investitori in cerca di stabilità.
Infine, nel panorama degli Exchange-Traded Fund, il 2024 ha fatto registrare un’ampia varietà di risultati. Gli ETF tematici legati al settore tecnologico, rappresentati dall’indice FEI Azionari Settoriali Informatica & Tecnologia (USA), hanno guadagnato in media il 35%, mentre quelli focalizzati su criteri ESG, esemplificati dall’indice FEI Azionari Tematici – ESG (USA), hanno registrato un rendimento del 28%, riflettendo il crescente interesse per strategie sostenibili. Risultati misti, invece per gli strumenti sulle materie prime. I prodotti focalizzati sull’oro hanno guadagnato in media il 30%, sostenuti dalla domanda di rifugio in un contesto di inflazione persistente, mentre con il palladio hanno registrato un -14%, rispecchiando una domanda in calo nel settore automotive.
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Passando ai prodotti, il podio 2024 dei fondi azionari coincide perfettamente con quello generale. In testa si piazza il Fin. Ech. Space B Cap EUR di La Financiere de l’Echiquier con un allungo del 69,35%. Il secondo posto va all’Alger American Asset Growth A EUR di La Française Am, con un +55,85%, mentre chiude il podio l’MSIF Global Insight A (USD) EUR, che registra un +52,13%. Sul fronte obbligazionario, la medaglia d’oro è dell’Amundi F. Emerging Markets ST Bond E2 Dis EUR (+25,54%), cui seguono due prodotti della stassa casa: l’UBS (Lux) Bd Sicav China High Yield P Cap $ (+23,62%) e l’UBS (Lux) Bd Sicav Asian High Yield P Dis $ (+23,42%). Per gli absolute return, le prime tre posizioni sono invece occupate dallo Schroder GAIA Contour Tech Equity A Cap $ (+51,07%), dall’Augmenta Digital Asset Momentum D Cap $ di Framont & Partners Management (+33,81%) e dal FAM Series Global Disruptive Opp. L Cap EUR di Fineco Am (+29,33%).
Per gli analisti Fida il 2024 ha evidenziato ancora una volta l’importanza della gestione attiva e della diversificazione. “Mentre i mercati emergenti continuano a offrire opportunità di crescita, il rischio rimane elevato, richiedendo un approccio selettivo e ben ponderato”, spiegano. Sottolineando che allo stesso tempo, i mercati sviluppati, guidati dagli Stati Uniti, hanno beneficiato di politiche monetarie e fiscali relativamente stabili, offrendo rendimenti gustosi in settori come la tecnologia e l’intelligenza artificiale. “Gli investitori che hanno saputo adattarsi rapidamente alle dinamiche macro e settoriali hanno trovato opportunità significative, dimostrando come una visione prospettica e una gestione attenta possano fare la differenza in periodi complessi e sfidanti”, concludono.
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