Secondo l’Osservatorio Sottoscrittori di Assogestioni, la quota di clienti under 40 è salita al 15% del totale. Merito del 2024, in cui sono stati coinvolti 350mila giovani in più sul milione e mezzo di nuovi aderenti. Ma tra investimento medio e carenza di donne, il gap con l’estero resta. Ecco le ricetta di Arca Fondi SGR per sanarlo
Nonostante una stagione storica carica di incognite come quella che stiamo vivendo, il risparmio gestito italiano sembra fare nuovi passi nella direzione di colmare uno dei grandi gap che ancora lo separa da quello degli altri Paesi: lo scarso coinvolgimento dei giovani. È quanto emerge dall’ultima edizione dell’Osservatorio Sottoscrittori, l’indagine annuale con cui Assogestioni fa il punto sul mercato dei fondi comuni e sulla partecipazione del pubblico retail all’industria. Lo studio, presentato lo scorso luglio presso la sede dell’Associazione che riunisce gli asset manager attivi nella Penisola, ha infatti evidenziato come il 23% del milione e mezzo di nuovi clienti con cui il comparto ha archiviato il 2024 sia rappresentato da under 35. Un dato positivo, perché porta la rappresentanza totale delle nuove generazioni al 15% dal tot% dell’anno prima, ma sotto il quale si celano ancora alcuni nodi da non sottovalutare: capacità di investimento e adesione delle donne in primis. E se in tanti addetti ai lavori citano reddito e problemi culturali come fattori su cui intervenire per risolvere il problema, per Arca Fondi SGR è anche una questione di offerta. Pac e target date alcune delle soluzioni individuate da Riccardo Ceretti, responsabile della società per le aree Direzione Innovazione e Dati e Sviluppo Prodotti.
Riccardo Morassut, Senior Research Analyst Assogestioni
La ricerca ha innanzitutto restituito l’istantanea di un comparto in salute. “Il campione analizzato rappresenta la quasi totalità dei fondi italiani nel 2024 per un controvalore di 226 miliardi di euro”, afferma il Senior Research Analyst di Assogestioni Riccardo Morassut. Che aggiunge: “Computando anche i 255 miliardi di prodotti esteri, il patrimonio monitorato arriva a toccare i 481 miliardi e a rappresentare il 79% dell’universo in esame”. Un dato che corrisponde a 11,6 milioni di sottoscrittori, quasi invariati rispetto agli 11,5 milioni del 2022, nonostante si trascinino i postumi di uno dei periodi più difficili di sempre per i mercati finanziari globali. Ed è proprio in questa esatta cornice che vanno inquadrati i dati sulla partecipazione dei giovani. Se è infatti vero che l’età media degli investitori si è attestata a 61 anni e che i Baby Boomers rappresentano ancora il 41% dell’utenza, con un’incidenza del 58% sulla ricchezza totale, gli under 35 guadagnano terreno: costituiscono infatti il 15% dei sottoscrittori totali, sebbene a fronte di un patrimonio complessivo che continua a non superare il 6% delle masse. Una rincorsa che trapela anche dalla composizione del milione e mezzo di nuovi investitori conquistati, con il 23% che appartiene proprio a queste due generazioni, e dai dati sull’investimento medio: pur distante dai 62mila euro delle categorie anagrafiche maggiormente rappresentate, in un anno è salito da 13mila a 14mila euro per i Gen Z e da 21mila a 24mila euro per i Millenials.
Ma il gap con gli USA resta
Alessandro Rota, Direttore Ufficio Studi Assogestioni
Ma il confronto con il mercato USA, reso possibile dalla scelta di inserire i dati dell’Investment Company Institute, evidenzia quanto resti da fare per coinvolgere davvero le nuove leve. “Non solo l’età media del pubblico americano è di 54 anni ma il tasso di partecipazione si attesta al 35% per la Gen Z e al 49% per i Millennials contro i nostri 7% e 13%”, ha evidenziato Alessandro Rota, direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni, sottolineando come i coetanei d’Oltreoceano abbiano più disponibilità e inizino prima a investire. Gli ha fatto eco Morassut, secondo cui l’ammontare di risorse detenute dai senior rende fondamentali per le società di gestione e per l’intero settore tematiche quali la longevità e il passaggio generazionale della ricchezza.
Un mix di fattori
Secondo Riccardo Ceretti, responsabile di Arca Fondi SGR per le aree Direzione Innovazione e Dati e Sviluppo Prodotti, il risultato è il combinato disposto di molteplici fattori …
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