Rispetto a dieci anni fa, l’asset class ha avuto un forte sviluppo. E ha portato portato a una maggiore segmentazione dell’offerta di prodotti e delle strategie gestionali
Luca Anzola, head of Multimanager and Advisory di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
La corsa ai mercati privati non si ferma. Da asset class riservata per anni a fondi pensione ed endowments o altri grandi investitori istituzionali, oggi sta diventando una componente sempre più rilevante anche per la clientela private e (in parte) retail. A confermarlo è Luca Anzola, head of Multimanager and Advisory di Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, che sottolinea come l’interesse crescente sia legato soprattutto al bisogno di diversificazione. “L’attenzione sempre maggiore agli alternativi nasce dall’esigenza di inserire nei portafogli degli elementi di diversificazione dei tradizionali driver di rischio-rendimento”, spiega Anzola. “Queste caratteristiche, in passato attenzionate solamente dai grandi investitori istituzionali, sono state gradualmente valutate anche dagli individui”.
Negli ultimi dieci anni l’offerta si è ampliata notevolmente. “Rispetto a una decina di anni fa, quando come Fideuram siamo partiti con un’offerta strutturata sui mercati privati per la clientela private, l’asset class ha avuto una forte crescita”, sottolinea. “Siamo passati da un mercato quasi esclusivamente frequentato dai grandi investitori istituzionali a uno più diversificato come customer base. Questo ha portato a una maggiore segmentazione dell’offerta di prodotti e delle relative strategie gestionali”. La conseguenza è stata l’emergere di strumenti innovativi, come i fondi evergreen, che hanno ridotto la complessità delle tradizionali capital calls. “La crescita di interesse questi strumenti ha aperto in modo importante i private market a un numero maggiore di potenziali investitori, con i pro e i contro del caso”, afferma Anzola. Tuttavia, l’esperto mette in guardia dal rischio di una democratizzazione eccessiva: “Per poter funzionare adeguatamente, un investimento alternativo necessita di molti anni. È inevitabile che fattori strutturali, come il tempo e la complessità delle strategie, mantengano queste operazioni prevalentemente nell’orbita della clientela private ed istituzionale”.
La selezione resta cruciale
Il successo di un portafoglio nei mercati privati dipende soprattutto dalla qualità dei gestori. “E’ un fattore importante, in termini di esperienza e team di investimento, fondamentale nella valutazione”, ribadisce Anzola. Per questo Fideuram adotta processi di due diligence dedicati, valutazioni su team, governance, track record, nonché un monitoraggio continuo tramite reportistica e comitati investitori. “Il nostro processo di screening, due diligence, valutazione e monitoraggio è dedicato e differente rispetto a quello adottato sui mercati liquidi. Anche le persone che lo seguono hanno numerosi anni di esperienza nel settore”. Nei fondi evergreen, aggiunge, “la gestione della liquidità sta assumendo un ruolo sempre più rilevante, con attenzione a politiche di sottoscrizione e rimborso, uso di strumenti liquidi e diversificazione del portafoglio e della clientela”.
Tra le aree più dinamiche spicca il private credit, sempre più utilizzato nei veicoli evergreen. “Vediamo una crescita importante delle soluzioni di investimento dedicate, anche perché sono spesso ritenute più appetibili per la gestione di veicoli evergreen”, osserva Anzola.
Sul fronte private equity, invece, “le strategie di secondario, sia LP che GP led, sono quelle che attualmente offrono le opportunità più interessanti, grazie anche alla crescita dei continuation funds”. Non mancano i buoni risultati nel mid market: “gli investimenti diretti nelle aziende del mid market stanno dando buoni risultati”, conferma. Ma non tutto corre. “Assistiamo anche a un rallentamento delle strategie di uscita sulle grandi operazioni, anche a causa di una contrazione dell’attività di IPO”. Uno sguardo al lungo termine porta infine ad un settore chiave: le infrastrutture. “Ritengo che quello delle infrastrutture sia un tema particolarmente interessante, in cui i capitali privati saranno il partner strategico più importante per sostenere i governi nella realizzazione dei vari impegni di crescita e sviluppo futuri”, conclude Anzola.
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