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Nella nuova puntata di Big Talk, ospite in studio il ceo Finecobank. L’ad si focalizza sul risiko bancario, sui rischi che corre il mercato italiano e su come si sta evolvendo la consulenza finanziaria del Paese
Nella terza stagione di Big Talk, passa dagli studi di FR|Vision un altro volto del mondo finanziario e del risparmio gestito: Alessandro Foti, amministratore delegato di Finecobank. Venticinque anni alla guida della società hanno portato la sua visione a plasmare in maniera organica la struttura e la strategia di Fineco.

La storia di Fineco
Laureato alla Bocconi, Foti ha iniziato la carriera in IBM e Montedison, dove ha maturato competenze finanziarie e tecnologiche, elementi poi fondanti per la crescita di Fineco. Il passaggio decisivo avviene nel 1999 con il lancio del brokeraggio online, in anticipo sulla digitalizzazione del settore. Ma è nel 2003 che prende forma il modello ibrido: piattaforma digitale e consulenza umana. “All’epoca sembrava una follia. Oggi è uno standard”, ricorda Foti, sottolineando come le tecnologie siano divenute un alleato strategico per i consulenti.
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Sguardo al risiko bancario
Fineco oggi è una delle poche public company italiane senza azionista di riferimento. “Il nostro capitale è interamente flottante e in mano a investitori istituzionali. Questo ci rende teoricamente scalabili, ma è il mercato a decidere”, afferma il ceo. Nessun interesse, però, a partecipare attivamente al risiko bancario: “Cresciamo organicamente con oltre 10 miliardi di raccolta annua. Acquisire significherebbe rallentarci”. Nel 2024 la banca ha raddoppiato utili e ricavi rispetto a tre anni prima, confermando un modello basato su efficienza, trasparenza e top solution su un’unica piattaforma. “Per noi gli affari vanno fatti in due. Non abbiamo mai speculato sulla asimmetria informativa del cliente”, precisa Foti.
Consulenza e tecnologia
Sul fronte della consulenza, Fineco ha introdotto già nel 2008 il modello fee-only, anticipando i trend globali. “Pagare per la consulenza era impensabile in Italia. Ora è un’esigenza per la clientela più evoluta e trasparente”. E guardando al ricambio generazionale, Foti è convinto: “I nuovi investitori cercheranno soluzioni semplici, efficienti e senza conflitti”. Infine, l’innovazione resta centrale: Fineco sviluppa internamente gran parte della tecnologia che utilizza. “Scriviamo i codici sorgenti: questo ci rende più flessibili e ci consente di cogliere meglio le opportunità digitali”.
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