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La piattaforma del Gruppo Ifigest lancia in Italia la prima offerta diretta di fondi alternativi, integrando quattro gestori globali, e inaugura un nuovo standard per la fruibilità dei mercati privati
Adesso basterà un clic per investire nei mercati privati. Fundstore, la piattaforma del Gruppo bancario Ifigest, ha appena lanciato in Italia la prima offerta di fondi Eltif, disponibili in modalità diretta e completamente digitale. Gianni Bizzarri, presidente di Ifigest, lo dice senza esitazioni in occasione della conferenza stampa di presentazione: “Gli Eltif 2.0 cambieranno molto lo scenario dell’investimento. In Italia i mercati privati non hanno mai avuto uno sviluppo significativo, ma ora qualcosa sta accelerando in modo evidente”. Guardando ai dati, la spinta appare inequivocabile. “La crescita partita durante la pandemia si è consolidata, e secondo le stime si passerà da un trilione di esposizione nel 2024 a 3,3 trilioni nel 2030. Parliamo esclusivamente di investitori retail, non istituzionali: una massa che sta rapidamente diventando determinante”. La revisione normativa ha infatti agito su leve decisive: abbassamento delle soglie di ingresso, incremento della flessibilità dei veicoli evergreen, nuove finestre di liquidità e maggiore chiarezza sui criteri di diversificazione. “Prima i private markets erano riservati a chi aveva capitali molto elevati”, osserva Bizzarri. “Oggi si può investire a partire da mille euro. È un cambiamento che apre la porta a una platea fino a ieri esclusa”. In questo contesto, l’Italia rappresenta un caso peculiare: il 95% della raccolta Eltif è già riconducibile a investitori individuali, ma mancava finora un canale digitale capace di razionalizzare e democratizzare l’accesso.
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Un mix di offerta
È qui che si colloca la scelta di Fundstore. La piattaforma presenta un catalogo di oltre 8mila fondi, 150 case di gestione e diversi servizi integrati, dai portafogli modello alle gestioni patrimoniali, fino a un conto remunerato collegato. L’estensione dell’offerta agli Eltif nasce come evoluzione naturale dell’architettura open e della vocazione multi-gestore. “Diventiamo la prima piattaforma italiana a offrire questi prodotti direttamente ai retail investors, in modalità autonoma e disintermediata”, annuncia Edoardo Bizzarri, head of Business Development di Fundstore. La selezione si basa su una matrice che incrocia holding period minimo e soglia di investimento. Due assi, quattro quadranti, quattro prodotti, presentati alla stampa dagli stessi asset manager, Gian Marco Castellani (BlackRock Italia), Paolo Proli (Amundi SGR), Karim Leguel (J.P. Morgan Asset Management), Alessandro Raspa (Apollo).
Concretamente si va dall’Eltif di Amundi (articolo 8, ingresso da 1.000 euro, nessun lock-up, finestre trimestrali) al fondo MAG di BlackRock (soglia da 10.000 euro, primo rimborso nel 2027), passando per l’Eltif di J.P. Morgan (approccio multi-asset diversificato, soglia minima di 5.000 euro) a quello di Apollo (specializzato nel private debt, con cedola mensile). “Gli Eltif sono prodotti complessi”, spiega Bizzarri. “Per questo abbiamo costruito un catalogo che permetta di coprire un ampio ventaglio di esigenze, mantenendo alta la leggibilità per l’investitore che si muove in modo autonomo”. Tutti i fondi selezionati adottano strutture evergreen, presentano finestre predefinite di sottoscrizione e rimborso e si collocano su livelli commissionali competitivi rispetto agli standard internazionali.

Un Eltif anche per la pianificazione finanziaria
Dal punto di vista strategico, l’interesse verso questa asset class non è riconducibile solo alla ricerca di rendimento. Gli investitori stanno cercando fonti decorrelate in una fase di mercati quotati molto tirati. “La correlazione storica tra public markets e private markets oscilla tra 0,5 e 0,6” ricorda il presidente Gianni Bizzarri. “È una caratteristica preziosa per chi vuole costruire portafogli più resilienti, soprattutto in una fase in cui gli indici azionari hanno raggiunto livelli molto elevati”. Il potenziale universo investibile è ampio: l’88% delle aziende europee con ricavi oltre i 100 milioni non è quotato, e l’Italia (con la sua struttura produttiva basata sulle piccole e medie imprese) rappresenta uno dei mercati più naturalmente affini a questa dinamica. Ecco perché nel medio-lungo termine, gli Eltif potrebbero diventare strumenti centrali anche nella pianificazione finanziaria. “Sono veicoli ideali per un PAC, o addirittura per una strategia previdenziale”, sostiene Bizzarri. “Un investitore giovane che inizia ad accumulare gradualmente sui private markets potrebbe ottenere, nel lungo periodo, risultati superiori rispetto a quelli degli strumenti obbligatori tradizionali, che raramente superano l’inflazione”.
L’iniziativa di Fundstore arriva in un momento in cui il mercato europeo degli Eltif è atteso triplicare entro il 2027, come indica uno studio di Scope Explorer. Il fatto che l’Italia sia già il secondo mercato europeo dopo la Francia e che la domanda sia quasi interamente retail sottolinea l’urgenza di modelli distributivi capaci di disintermediare, semplificare e rendere scalabile l’accesso. “Con gli Eltif su Fundstore”, conclude Edoardo Bizzarri, “scriviamo una nuova pagina per il retail investing italiano. L’obiettivo è portare i mercati privati dentro un’esperienza digitale che sia trasparente, regolamentata e costruita per accompagnare gli investitori nelle loro scelte di lungo termine”.
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