2 min
Scalable Capital: il 77% degli asset è investito in exchange traded fund, la quota più alta nella UE. E il 90% dei piani di accumulo è costruito su questi strumenti. Nei prossimi dodici mesi si prevedono circa 1,2 milioni di nuovi clienti (+50%)
Non è solo un fenomeno generazionale, ma un vero cambiamento strutturale del modo di allocare e gestire il risparmio. Gli exchange traded fund hanno ormai conquistato gli italiani, tanto che il nostro Paese si colloca tra i principali mercati europei per livello di adozione. I numeri parlano chiaro: sugli asset complessivi, circa due terzi è allocato in ETF e il 90% dei piani di accumulo è costruito su questi strumenti. Il quadro emerge dall’ultima analisi di Scalable Capital, che ha messo sotto esame il comportamento di oltre un milione di clienti. Uno studio quale emerge un’evoluzione delle preferenze di investimento verso soluzioni caratterizzate da diversificazione e costi contenuti, insieme a una crescente attenzione alla costruzione di valore nel lungo periodo.
📰 Leggi anche “ETP, raccolta globale a 212 mld trainata dagli USA“
Italia prima in Europa
Con il 77% degli asset investiti in ETF, l’Italia registra quindi la più alta incidenza in Europa e supera non solo gli altri principali mercati come Francia (62%) e Spagna (60%) ma anche benchmark di riferimento per eccellenza: la Germania, che vanta per questi strumenti un 68% di incidenza sul totale. Il trend conferma dunque la crescente centralità delle soluzioni passive nella costruzione dei portafogli retail ed è destinato ad accelerare ulteriormente: per i prossimi 12 mesi il report People & Money di BlackRock stima infatti l’ingresso sul mercato nostrano di altri 1,2 milioni di nuovi investitori, pari a una crescita del 50% rispetto ai livelli attuali.
Gli ETF piacciono anche agli over 65
I dati di Scalable Capital confermano poi come la diffusione di questi prodotti non sia più un fenomeno generazionale: anche tra gli investitori over 65 la quota di portafoglio allocata supera infatti il 60%. Se infatti a a registrare la maggiore adozione è ancora la fascia 25-34 anni (76%), lo studio sottolinea come l’evidente cambiamento strutturale nei comportamenti di investimento non conosca età.
📰 Leggi anche “ETF, attivi al 20% degli AuM nel 2030 e sempre più digitale“
Più attenzione alla gestione del rischio
All’interno del comparto prevalgono gli ETF ampiamente diversificati, che rappresentano l’83% degli investimenti, a testimonianza di una crescente attenzione alla gestione del rischio e alla costruzione di portafogli resilienti nel tempo. Questo approccio si riflette anche nella diffusione dei piani di accumulo, utilizzati da un investitore su due, con un impiego medio mensile di circa 490 euro. Per gli esperti, si sta insomma consolidando il passaggio da una logica di investimento tattico a strategie disciplinate e orientate al lungo termine.
Il ruolo della previdenza complementare
“Gli exchange traded fund sono diventati il punto di riferimento per l’investimento retail in Europa grazie alla loro capacità di offrire accesso trasparente ed efficiente ai mercati globali”, osserva il country manager Italia di Scalable Capital Alessandro Saldutti. Per questo, a suo parere, non deve stupire se la Germania abbia scelto di includere ETF e fondi nella riforma del proprio sistema di previdenza complementare per favorire una maggiore esposizione ai mercati. “Questa evoluzione rappresenta un passaggio chiave per il sistema europeo del risparmio”, conclude, “contribuendo a rafforzare la capacità di generare valore nel lungo periodo e sostenere la crescita dell’economia reale”.
📍Per approfondire vai al Cornerstone ETF
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.