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Nel suo primo discorso da Presidente di Assogestioni, la Ceo di Eurizon parla di un settore resiliente e traccia le direttrici per mettere i 33 mila miliardi di euro affidati all’industria europea a servizio della collettività. “Capitale paziente, innovazione longevità” la ricetta. Giorgetti: “Gestito baluardo contro le avversità”
Momenti complessi richiedono visione e la capacità di programmare. E in una stagione storica come quella che stiamo vivendo, dove la volatilità rappresenta la cifra dominante tanto nella politica internazionale quanto sui mercati, il risparmio gestito è chiamato a rivendicare il proprio ruolo di motore del Paese per aiutare gli investitori a guardare oltre le nubi dei tassi di interesse o della geopolitica. È quanto emerso nella conferenza plenaria che ha inaugurato il Salone del Risparmio 2025, l’evento ideato da Assogestioni che diventato punto di riferimento per l’industria dell’asset management. Un appuntamento che ha offerto a oltre 1.600 presenti il Sala Gold la possibilità di ascoltare il primo discorso programmatico del nuovo Presidente dell’Associazione, Maria Luisa Gota, e l’intervento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Il risparmio torna al centro
A dare ufficialmente il via ai lavori è stato proprio il collegamento di Giorgetti, che ha ribadito il ruolo centrale dell’industria per il supporto allo sviluppo dell’Italia. “In una stagione storica di profonda trasformazione dei rapporti politici ed economici”, ha detto il titolare del MeF, “il risparmio conferma il suo storico ruolo di baluardo della collettività per far fronte a eventi inattesi”. Ma se è vero che la propensione al risparmio degli italiani è salita del 9% nel 2024, come ribadito dal ministro stesso, la vera sfida per istituzioni e industria dell’asset management è ora quella di trasformarla in propensione per gli investimenti. Tra le priorità individuate dal numero uno del Tesoro per raggiungere questo scopo ci sono rafforzare la solidità dei conti pubblici, risolvere criticità del sistema finanziario europeo come i delisting o il sottodimensionamento dei mercati azionari e fare in modo che la SIU rappresenti davvero un cambio di paradigma. Il tutto senza l’importanza di promuovere la previdenza complementare per garantire la sostenibilità del sistema pensionistico italiano attraverso “migliori meccanismi adesione, incentivi, stimoli a soluzioni di investimetno più efficienti”. Quanto alla competitività del Vecchio Continente rispetto alle tante sfide offerte dallo scenario internazionale, a partire dalle misure introdotte dal presidente americano Donald Trump, Giorgetti ha fatto riferimento all’importanza di una regolamentazione che punti all’armonizzazione e al ruolo sempre più centrale di un sistema dei pagamenti unificato. “Le politiche USA non solo commerciali o fiscali ma anche e soprattutto monetarie”, ha detto il capo del Tesoro, “serve quindi sforzo sui servizi di pagamento al dettaglio e in particolare sull’attuazione dell’euro digitale”.

Una “miniera d’oro” da mettere a frutto
È stata poi la volta di Gota, che ha ribadito come il settore abbia saputo dimostrarsi resiliente anche in un contesto dominato da incertezze e tensioni internazionali. “Il 2024 ha registrato una raccolta netta di 33 miliardi e un patrimonio superiore ai 2.500 miliardi di euro”, ha precisato, “con un trend che sta proseguendo anche in questo inizio d’anno”. Quanto invece al presente e soprattutto al futuro del settore, la numero uno di Assogestioni ha spiegato come a catalizzare l’attenzione sia l’evoluzione del quadro globale tra incognite come i dazi e le tante guerre ancora in corso. Ed è proprio rispetto a queste sfide che, per la ceo di Eurizon, diviene ancor più fondamentale valorizzare quella “miniera d’oro” rappresentata dal risparmio: 2.500 miliardi di euro gestiti in Italia e ben 33mila complessivi a livello europeo. Uno sforzo interpretato dall’Associazione nel senso di accompagnare i cittadini verso forme di investimento più evolute e di aiutarli a vincere l’appiattimento sul breve termine segnalato di recente dal Quinto Rapporto Assogestioni-Censis: “I flussi ci dicono che oltre 1.500 miliardi di euro di liquidità giacciono sui conti correnti degli italiani mentre persistono un sotto-investimento strutturale nell’azionario e un’elevata avversione al rischio finanziario”. L’attuale fase non deve dunque trasformarsi in un’occasione persa e, per evitare che ciò accada, la ricetta fornita da Gota è chiara: “Promuovere la cultura finanziaria, riorientare l’offerta verso prodotti previdenziali innovativi coerenti con la maggiore longevità, accogliere l’innovazione e la digitalizzazione sia come innovazioni di processo sia come temi di investimento, portare il pubblico a superare gradualmente l’eccessiva prudenza attraverso una presenza sui mercati paziente ma risoluta”. I giovani, in particolare, sono sempre di più l’obiettivo di questo proposito. Specie alla luce di una transizione demografica che promette di dare nuova forma alla società.

SIU e consolidamento gli altri motori della crescita
Alla panoramica fatta da Gota sui driver per lo sviluppo dell’industria nei prossimi anni non poteva mancare la normativa, in particolare quella Savings and Investments Union che promette di rimuovere le barriere nazionali e armonizzare i prodotti ma anche promuovere la transizione sostenibile e canalizzare il risparmio privato verso l’economia reale europea. “Il programma di alto livello c’è”, ha detto la Presidente, “ma occorre attuarlo e fare in modo che le 22 azioni pubblicate lo scorso 19 marzo diventino un vero piano di lavoro per i prossimi anni”. “Come Associazione”, ha aggiunto, “ci impegniamo a dare il nostro contributo anche portando avanti idee concrete come i PIR europei o forme innovative di collaborazione tra pubblico e privato”. Un tema che si incrocia con quello del consolidamento, definito da Gota come passaggio destinato a rendere il settore “ancora più forte e competitivo alla scala globale” ma a patto che “l’integrazione sia effettiva e permetta davvero di effettuare quelle economie di scala che ne costituiscono il principale obiettivo.” “La nostra industria sta attraversando una fase di profondo cambiamento alla quale si affianca l’impegno per una transizione sostenibile che non può essere messa in discussione”, ha aggiunto, concludendo con l’appello per “una regolamentazione che sia davvero alleata del mercato”.
Formazione e CMU: l’agenda dei Vicepresidenti
La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda che ha visto Andrea Ragaini, presidente di Aipb, e Alessandro Foti, vicepresidente di Assoreti, confrontarsi sul futuro dell’industria con i tre Vicepresidenti di Assogestioni: Giovanni Sandri, Cinzia Tagliabue e Carlo Trabattoni. Dal dialogo è emerso come una delle priorità sia abbattere quei nazionalismi che ci portano a essere disuniti e a non promuovere adeguatamente il risparmio. Dal punto di vista normativo, servono invece meno regole e l’impegno a rimuovere gli ostacoli che ancora limitano l’accesso al più grande mercato del mondo per quanto riguarda il gestito. La conversazione ha poi virato sull’importanza di capire da cosa nasca l’eccessiva prudenza che gli italiani continuano a mostrare nei confronti degli investimenti e come aiutarli a sfruttare le occasioni offerte da un mercato in continua evoluzione. Tre, nello specifico, i driver evidenziati dai Vicepresidenti per raggiungere questo obiettivo: comunicazione, formazione dei professionisti e armonizzazione del mercato europeo dei capitali. L’ultimo tema affrontato è stato quello della democratizzazione dei mercati privati, un fenomeno che si sta imponendo negli ultimi anni nell’industria del risparmio gestito e degli investimenti. A questo proposito è stato messo in luce l’importanza di sviluppare prodotti pensati anche per un pubblico retail, abbracciare l’innovazione tecnologica nei modelli di servizio e costruire sinergie con i mercati pubblici come avvenuto in passato tra gestione attiva e gestione passiva.

Largo all’‘Homo SAIpiens’
A impreziosire ulteriormente la conferenza di apertura è intervenuto anche Jesús Cochegrús, speaker internazionale specializzato sui temi dell’innovazione e dell’engagement con all’attivo più di 400 conferenze in 24 Paesi. Nel suo discorso, l’esperto ha puntato l’attenzione sulla necessità per gli attori dell’industria di cambiare prospettiva e introdurre processi di coinvolgimento che sappiano sfruttare tecnologia e meccanismi di gamification per intercettare nuove generazioni di clienti senza sacrificare il fattore umano. “In un mondo in cui gli smartphone hanno rivoluzionato i comportamenti dei consumatori”, ha spiegato, “l’intelligenza artificiale sta guidando la prossima grande trasformazione”. L’emergere del cosiddetto ‘Homo SAIpiens’, cioè di essere umani potenziati dall’uso di algoritmi, impone cioè alle aziende di ripensare le strategie di coinvolgimento per entrare in relazione sia con i clienti sia con i loro assistenti intelligenti. “Questo cambiamento ridefinirà anche i settori della finanza e del risparmio”, ha evidenziato, “dove consulenti basati sull’IA e interazioni digitali diventeranno la norma”. Poi ha concluso: “Le imprese che sapranno comprendere questa evoluzione e adattarsi a un mondo di interazioni IA-to-IA saranno i veri protagonisti del futuro”.

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