Michael Graham, head of US High Yield di AXA IM: “Il comparto offre rendimenti interessanti, specialmente se confrontato con altri asset come le azioni”. E sul fondo della società: “Preferiamo aziende che offrono servizi essenziali ai clienti e che risultano difficili da sostituire”
Michael Graham, head of US High Yield di Axa Investment Managers
In una recente intervista a FocusRisparmio, Pietro Martorella, head of Core Client Group di AXA Investment Managers, affermava che il 2025 sarebbe stato all’insegna dell’high yield, in quanto solida alternativa a un’azionario destinato a incertezza e volatilità. “Alcune strategie d’investimento in high yield di AXA IM presentano un profilo di rischio-rendimento più interessanti dell’azionario tout court” affermava il manager. Michael Graham, head of US High Yield dell’asset manager, gli fa eco confermando la visione della società che sul settore si posiziona con un fondo dedicato, l’AXA IM US Dynamic High Yield. Tra i comparti economici maggiormente investiti: servizi, tecnologia e media.
Partiamo da Donald Trump. Come la nuova amministrazione USA influenzi la crescita economica degli Stati Uniti. Quali sono le sue previsioni nel medio-lungo periodo?
Questa è una domanda molto comune, non solo negli Stati Uniti ma anche a livello internazionale. Credo che ci sia molta incertezza a livello politico, e questo avrà impatti diversi sui vari settori economici. Stiamo analizzando attentamente le aziende che dipendono in modo significativo dai pagamenti governativi, valutando come potrebbero essere influenzate. Un altro elemento rilevante è il cosiddetto “esperimento Doge”, che potrebbe avere ripercussioni su alcune società. L’incertezza rappresenta un problema per molte aziende, ma d’altro canto, negli Stati Uniti si registra un forte slancio negli investimenti, legato in parte all’amministrazione Trump e in parte al settore tecnologico e all’intelligenza artificiale. Si prevede che ingenti budget verranno destinati alle infrastrutture, ai data center e alle telecomunicazioni, generando un impatto positivo sull’economia statunitense.
Perché ritiene che sia importante investire negli Stati Uniti oggi e in particolare utilizzando l’angolo dell’obbligazionario ad alto rendimento? Quali opportunità offre il settore?
Nel mercato high-yield statunitense, il principale fattore di attrattività è il reddito elevato. Questo segmento offre rendimenti interessanti, specialmente se confrontato con altri asset come le azioni. Molti analisti stanno riducendo le previsioni di rendimento per il mercato azionario dopo il forte rialzo degli ultimi cinque anni. Se consideriamo che i rendimenti azionari potrebbero ridursi a valori a singola cifra alta, il mercato high-yield, con un rendimento superiore al 7%, diventa un’opzione interessante. A differenza delle azioni, gli investimenti high-yield si basano su obbligazioni con obblighi contrattuali di pagamento, il che garantisce una maggiore certezza di rendimento. La chiave è selezionare aziende che siano in grado di sopravvivere, continuando a pagare le cedole e rimborsare le obbligazioni alla scadenza. In questo modo, il rendimento complessivo è più stabile e meno volatile rispetto al mercato azionario.
Parliamo del fondo AXA IM US Dynamic High Yield. Quali sono gli aspetti fondamentali che gli investitori dovrebbero conoscere?
Sono tre gli elementi chiave. Vantaggi competitivi nella selezione dei titoli: il fondo si concentra su emittenti di piccole e medie dimensioni, evitando le grandi società che si trovano in molti altri fondi generici. Approccio mirato nel segmento high-yield: investendo in obbligazioni con rating più basso (B e CCC), è necessario un approccio più selettivo e concentrato per evitare default e mantenere un flusso di reddito elevato. Diversificazione e mitigazione del rischio: un approccio passivo nell’investimento in CCC comporta rischi elevati, come la perdita del vantaggio di rendimento a causa dei default. Con un portafoglio più mirato, è possibile evitare molte di queste problematiche e ottenere rendimenti più stabili.
Una parte significativa degli investimenti del fondo riguarda la tecnologia. Che ruolo gioca l’IA in questa esposizione?
Abbiamo una sovraponderazione strutturale nel settore software. Le aziende in cui investiamo hanno superato la fase di venture capital e generano EBITDA e flussi di cassa reali. Inoltre, hanno già investito ingenti somme nello sviluppo del software e vantano tassi di fidelizzazione superiori al 95%. Preferiamo società che offrono servizi essenziali ai clienti e che risultano difficili da sostituire. Queste realtà risultano spesso più sicure rispetto a società con bilanci solidi ma operativamente più instabili o cicliche.
Molti analisti prevedono che la Fed non taglierà i tassi per l’intero 2025 a causa dell’inflazione e dei dazi. Qual è la sua opinione? Quali le conseguenze per il mercato high-yield?
Crediamo che il mercato spesso interpreti erroneamente le mosse della Fed, oscillando da un’ipotesi all’altra. Il nostro focus è individuare aziende solide che possano rimborsare il loro debito, piuttosto che speculare sulle mosse della Fed. Attualmente gli investitori stanno scontando una riduzione dei tassi più contenuta rispetto a quanto previsto in passato. Non ci aspettiamo ulteriori rialzi, ma è importante considerare che una ripresa dell’inflazione e dei tassi potrebbe mettere in difficoltà le società più deboli. Tuttavia, non è il nostro scenario base, né quello prevalente nel mercato.
In sintesi, quali sono le sue previsioni per il settore nei prossimi mesi?
Gli Stati Uniti offrono un contesto economico dinamico e incerto, ma il mercato high-yield risulta relativamente stabile e prevedibile. Le previsioni sui tassi di default rimangono basse, anche negli scenari peggiori, e il mercato dovrebbe offrire a garantire un rendimento costante. L’high-yield USA è un’ottima opzione per generare reddito e attendere l’evoluzione dello scenario economico. Se osserviamo le performance recenti, vediamo come l’equity sia stata altamente volatile a causa di fattori come i dazi e l’intelligenza artificiale mentre l’high-yield ha registrato un rendimento stabile. Un ulteriore elemento da considerare è questo settore risulta meno esposto alle tensioni commerciali globali rispetto ad altri, poiché molte delle aziende coinvolte operano sul mercato domestico. Questo ha contribuito a garantirgli stabilità nelle ultime settimane.
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