Green bond, i migliori fondi per rendimento risk-adjusted a uno e tre anni
La tendenza è recente, ma l’industria non ha tardato ad offrire ai risparmiatori veicoli per investire in un settore promettente sfruttando i benefici della diversificazione
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Considerati fino a poco tempo fa un investimento di nicchia, oggi il mercato degli impact bond sta conoscendo una fase di popolarità senza precedenti fra gli investitori. “Oggi l’asset class è maturata sino a diventare una valida aggiunta ai portafogli degli investitori”, spiega a FocusRisparmio Joshua Kendall, head of responsible investments (research and stewardship) di Insight Investment, ed ha “una propria dignità autonoma. Le emissioni hanno conosciuto un picco nel 2020, guidate in parte dalla necessità di rispondere alla pandemia del Covid19”.
Sono i green bond a dominare il mercato impact, rappresentando il 53% delle emissioni nel 2020. Tuttavia, spiega l’esperto, una categoria che di recente si è particolarmente distinta è quella dei social bond, grazie a una crescita vertiginosa: il valore delle emissioni è aumentato di nove volte in un anno, dai 19 miliari di dollari del 2019 sino a 161 miliardi di dollari.
Ma non è tutto oro ciò che luccica. “Ampie parti del mercato impact bond presentano ancora livelli bassi di trasparenza”, dice Kendall, che aggiunge: “Sui 286 titoli definiti a impatto positivo che abbiamo sottoposto a rating dal 2017 a oggi, è preoccupante appurare che solo il 34% risponde a tutti i nostri requisiti perché possano essere classificati come degli autentici impact bond”.
Se un tempo gli impact bond erano considerati un investimento di nicchia, oggi l’asset class è maturata sino a diventare una valida aggiunta ai portafogli degli investitori, con una propria dignità autonoma. Le emissioni hanno conosciuto un picco nel 2020, guidate in parte dalla necessità di rispondere alla pandemia del Covid19. La forza principale che ha guidato questa crescita è stata la domanda da parte degli investitori, che a sua volta spinge governi e società a mantenere la promessa di offrire investimenti che abbiano un impatto positivo sulla società.
Ampie parti del mercato impact bond presentano ancora livelli bassi di trasparenza, il che permette l’“impact washing” – il fenomeno per cui un emittente dichiara falsamente di essere focalizzato sul conseguimento di un impatto sociale positivo, senza però avere alcuna intenzione di dimostrare quale sia l’impatto effettivamente conseguito. Questo a sua volta determina delle sfide quando si vogliono confrontare le emissioni e anche in termini di reportistica sui cosiddetti impact bond. Anche se ci sono degli standard e delle cornici di riferimento comunemente utilizzate, come appunto i Green Bond Principles della International Capital Market Association (ICMA), questi non rappresentano dei prerequisiti formali per le emissioni – e coprono soltanto una porzione dell’universo. Allo stesso modo, la mancanza di reportistica coerente rende difficile per gli investitori identificare se i proventi dei bond siano utilizzati nel modo in cui sono stati pubblicizzati, o se siano “impact” soltanto nel nome. Per gestire gli obiettivi di sostenibilità per i nostri clienti, Insight analizza gli impact bond utilizzando una cornice proprietaria. Abbiamo trovato alcuni disallineamenti nel modo in cui gli investimenti sociali vengono definiti, il che pone dei problemi di integrità nel misurare gli obiettivi per gli investitori. Man mano che l’universo degli impact bond si espande, questi problemi non potranno che sommarsi. Sui 286 titoli definiti “a impatto positivo” che abbiamo sottoposto a rating dal 2017 a oggi, è preoccupante appurare che solo il 34% risponde a tutti i nostri requisiti perché possano essere classificati come degli autentici impact bond. Al contrario, il 16% ha ricevuto un semaforo rosso da Insight, il che significa che non hanno soddisfatto affatto i criteri, mentre il restante 50% si è guadagnato un semaforo arancione, a segnalare delle debolezze nell’aderenza alle misure di classificazione impact.
Gli investitori nel reddito fisso possono valutare direttamente la portata con cui le loro azioni riescono a influenzare la struttura delle nuove emissioni: le aziende possono essere recettive all’engagement, alle relazioni dirette con gli obbligazionisti, al loro feedback. Inoltre, per gli investitori istituzionali come i fondi pensione, la natura degli investimenti nel reddito fisso richiede una gestione di lungo termine dei temi della sostenibilità. Questo crea un’opportunità significativa per incorporare gli obiettivi impact all’interno dei mandati nel reddito fisso.
Sono i green bond a dominare il mercato impact, rappresentando il 53% delle emissioni nel 2020. Tuttavia, una categoria che di recente si è particolarmente distinta è quella dei social bond, grazie a una crescita vertiginosa: il valore delle emissioni è aumentato di nove volte in un anno, dai 19 miliari di dollari del 2019 sino a 161 miliardi di dollari, spinto soprattutto dalla lotta globale al Covid19. Nel marzo del 2020, la International Capital Market Association (ICMA), che pubblica i Social Bond Principles per promuovere l’integrità nel mercato dei social bond, ha evidenziato l’importanza di questa asset class come risposta alla pandemia, offrendo ulteriori linee guida per identificare i progetti sociali idonei, che oggi includono la ricerca medica, le soluzioni sanitarie relative al Coronavirus, lo sviluppo di vaccini e gli investimenti negli strumenti medici. Molto probabilmente, la maggior varietà di progetti idonei ad essere finanziati tramite social bond incoraggerà gli emittenti ad essere più attivi in questo segmento. Inoltre, la diversificazione degli emittenti potrebbe evolvere in un modo simile a quanto è già accaduto nel mercato dei green bond, dove gli enti sovranazionali hanno guidato la domanda nei primi anni, per essere poi seguiti da altre tipologie di investitori, man mano che un numero crescente di emittenti sviluppava soluzioni in grado di affrontare le tematiche sociali e offrire al tempo stesso rendimenti validi.
I nuovi standard Eu sui green bond e la tassonomia Eu dovrebbe introdurre una maggiore standardizzazione di mercato e dare accesso a informazioni più complete che saranno genuinamente importanti per gli investitori. Per gli emittenti, l’allineamento con i Green Bond Principles dell’ICMA, insieme a una verifica esterna da parte terza, aiuterà a prevenire che vi siano casi di impact washing. Sino a che non verranno applicati degli standard in modo più formale, sarà vitale per gli investitori affidarsi a chi è in grado di condurre un’appropriata due diligence, per evitare di cadere vittima del rischio di impact washing.
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