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Consob: nel primo semestre 2025 il controvalore degli strumenti finanziari detenuti è salito del 3,7% grazie ad azioni, fondi e titoli di Stato. Cresce anche il patrimonio. Utili in calo per Sgr e Sim
Semestre positivo per gli intermediari finanziari. La prima metà del 2025 passa infatti in archivio con un record del valore complessivo degli strumenti finanziari nei portafogli e nei depositi, che ha toccato quota 4.220 miliardi di euro, mettendo a segno una crescita del 3,7% rispetto ai 4.068 miliardi di fine 2024. Si tratta della cifra più alta dal 2010, cioè da quando Consob ha avviato le rilevazioni. A tracciare il bilancio è appunto il consueto bollettino statistico dell’Authority dedicato all’analisi delle società vigiliate, da cui emergono anche un aumento del patrimonio gestito e un calo degli utili di Sgr e Sim.
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In aumento anche le attività legate ai servizi d’investimento
La prima parte di quest’anno segnala dunque che la crescita del volume di strumenti finanziari nei portafogli e nei depositi detenuti presso gli intermediari vigilati sta proseguendo. E rivela un deciso cambio di rotta degli investitori italiani, che ora preferiscono sempre di più prodotti in grado di garantire buoni rendimenti. A far da traino sono stati infatti soprattutto titoli di capitale italiani, aumentati del 6,2%, titoli di Stato tricolori (+3,2%) e fondi di investimento (+3%). Nel periodo gennaio-giugno sono poi aumentate anche le attività legate ai servizi d’investimento. In particolare, rispetto al primo semestre dell’anno scorso, sono saliti la negoziazione in conto proprio (+24,8%) e il collocamento di strumenti finanziari (+11,8%) ma anche l’esecuzione di ordini (+6,8%). In forte allungo pure i premi lordi dei prodotti assicurativi a contenuto finanziario (+24,2%), spinti dalle polizze unit linked (+26,1%). Risultano, invece, in lieve flessione la ricezione e la trasmissione di ordini (-3%).
Patrimonio su a 1.641 miliardi
L’andamento positivo del semestre, sottolinea la nota Consob, ha interessato anche il patrimonio gestito dagli intermediari vigilati. Questo a fine giugno è salito a 1.641 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto a dicembre 2024. L’incremento è stato sostenuto dalle gestioni patrimoniali individuali (+1,4%) e dai fondi aperti di diritto italiano (+1,7%), che nel primo semestre hanno registrato una raccolta complessiva di 8,6 miliardi. In particolare, la spinta è arrivata dai comparti obbligazionari (+10,6 miliardi) e monetari (+1,9 miliardi), che hanno compensato i deflussi registrati dalle altre linee.
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Utili in calo per Sgr e Sim
A fronte di un generale aumento del volume delle attività, per Sgr e Sim il semestre si chiude però con utili in discesa. Le prime si sono fermate a 823 milioni, facendo segnare un calo di 31 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento delle commissioni nette (85 milioni) non è infatti riuscito a compensare la crescita dei costi operativi (41,1 milioni) e delle imposte (9,3 milioni). Stesso discorso per le Sim: l’utile netto di 54,4 milioni risulta in calo di circa 7 milioni, sempre per l’incremento dei costi operativi (+19,3 milioni) e per la riduzione delle commissioni nette (-1,6 milioni). In ogni caso, conclude la Consob, “per le Sgr il quadro resta complessivamente solido mentre per le Sim gli indici di bilancio indicano un profilo di efficienza e redditività più variabile e meno favorevole”.
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