Crolla il Pil dell’Italia: -4,7%. Mai così male (ma meglio di Francia e Spagna)
Non si salva nessun settore. Conte: “Se il virus persiste, Pil 2020 a -10,4%”. Record negativo anche per l’Eurozona, con Parigi a -5,8% e Madrid a -5,2%
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L’Europa viaggia spedita verso la madre di tutte le recessioni e l’Italia guida il corteo in seconda posizione. Le nuove stime nere arrivano oggi dalla Commissione Europea che, nelle previsioni economiche di primavera, fissa la contrazione del Pil 2020 per l’Eurozona al 7,7% e per l’Ue al 7,4%. Un dato drammatico che neppure lo slancio annunciato per il 2021, rispettivamente +6,3% e +6,1%, riesce a mitigare, soprattutto se si pensa che rispetto a quanto previsto in autunno i numeri sono stati rivisti al ribasso di circa 9 punti.
“I dati in tempo reale indicano che l’attività economica in Europa è crollata a una velocità inedita nelle ultime settimane, e le misure di contenimento messe in campo dai Paesi membri a metà marzo per rispondere alla crisi hanno messo l’economia in uno stato di ibernazione”, scrivono i tecnici di Bruxelles, aggiungendo che vista la gravita di questo shock a livello mondiale senza precedenti, “è ora abbastanza chiaro che l’Ue sia entrata nella più profonda recessione economica della sua storia”.
Terrificanti i numeri dell’Italia, che manca la maglia nera Ue per una posizione. Nel 2020 il nostro Pese registrerà un calo del Pil del 9,5%, con un deficit pari all’11% e un debito che schizzerà al 159% a causa delle misure a sostegno dell’economia. Per la Commissione, l’anno prossimo i numeri miglioreranno, ma non così tanto da far tirare un sospiro di sollievo, visto che il deficit calerà al 5,5%, mentre il debito pubblico scenderà al 153,5% “principalmente per dinamiche del Pil”. L’avanzo primario di Roma, fanno notare gli economisti Ue, sarà “negativo per la seconda volta dall’adozione dell’euro, pesando fortemente sul debito nel 2020”.
“Il lockdown ha messo un brusco freno ai consumi privati”, ma si prevede un altrettanto “brusco rimbalzo nella seconda metà del 2020”, scrive la Commissione. “Misure di sostegno al reddito e bassa inflazione dovrebbero sostenere le spese delle famiglie, tuttavia solo parzialmente a causa del graduale allentamento delle misure di contenimento”. Inoltre, “in pieno crollo di domanda, drenaggio dei flussi di cassa e elevata incertezza, le imprese probabilmente ridurranno la spesa per investimenti, mentre misure come il sostegno alla liquidità dovrebbero limitare il numero di fallimenti”. A causa del contrarsi dei mercati, l’export italiano avrà un “calo sostanziale” delle esportazioni, con “il turismo tra i settori più colpiti”. Nel 2021, invece, ”le esportazioni dovrebbero riprendere in linea con il commercio globale”.
Se Roma piange, Atene non ride e hanno poco da scherzare anche tutti gli altri. Sarà infatti la Grecia, tra i Paesi Ue, a registrare il maggiore crollo del Pil con una flessione del 9,7%. Al terzo posto la Spagna (-9,4%) mentre la Francia registrerà il quinto maggior calo (-8,2%). La Germania dovrebbe invece cavarsela con una flessione del 6,5% classificandosi 18ma nell’Ue ma mettendo a segno la peggiore recessione dal Dopoguerra. Sarà invece la Polonia (-4,3%) a subire il danno minore.
Secondo le previsioni di Bruxelles, il Pil dell’Unione tornerà a salire nel 2021 a patto che le misure di contenimento verranno gradualmente tolte, che a quel punto la pandemia rimanga sotto controllo e che “le misure fiscali e monetarie senza precedenti messe in campo dagli Stati membri e dall’Ue abbiano effetto nell’attenuare l’impatto economico immediato della crisi, nonché limitare i danni permanenti al tessuto economico”.
Ma a far paura è anche il dato sulla disoccupazione. “La pandemia avrà un grave impatto sul mercato del lavoro”, si legge nel report. Particolarmente vulnerabili i Paesi “con un’alta proporzione di contratti a breve termine e in cui una grande fetta della forza lavoro dipende dal turismo”, affermano i tecnici, specificando che per l’Eurozona la disoccupazione crescerà dal 7,5% del 2019 al 9,6% nel 2020, per poi calare all’8,6% nel 2021. Nell’Ue, salirà dal 6,7% dello scorso anno al 9% nel 2020, e calerà al 7,9% nel 2021.
E dopo la terapia intensiva, la convalescenza non sarà uguale per tutti.”Sia la recessione che la ripresa saranno disomogenee. I dati aggregati a livello europeo nascondono considerevoli differenze fra Paesi”, ha spiegato il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, presentando le previsioni.
Differenze che ci vedono ancora dalla parte dei peggiori. “Tra i Paesi più grandi, l’Italia è stata colpita per prima e con più forza, con le misure di contenimento che ora cominciano ad essere rimosse gradualmente, l’economia comincerà la ripresa dalla seconda metà del 2020. Ciononostante, si prevede che la ripresa italiana prenderà più tempo che negli altri Paesi”, ha aggiunto Gentiloni.
