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Per l’Osservatorio di Sara Assicurazioni, un connazionale su due è fiducioso sul futuro. Il 28% guarda a soluzioni assicurative o previdenziali per accrescere il proprio capitale. Una tendenza legata ai timori, con l’inflazione che resta in testa
Prudenti sì, come impone del resto il quadro economico ed internazionale di oggi, ma con lo sguardo che non manca di rivolgersi al futuro. È questo il ritratto del rapporto tra italiani e risparmio che emerge dall’ultima ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni. Nel guardare al proprio futuro economico, circa un connazionale su due (46%) si dichiara infatti ottimista e fiducioso contro appena un 35% che vede un po’ di incertezza e solo il 19% pessimista. Una fotografia che fa il paio con quanto emerso al Salone del Risparmio 2025 dalla presentazione del Sesto Rapporto Assogestioni-Censis.
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Benessere della famiglia la priorità. Ma i prezzi fanno paura
Nel dettaglio dello studio, emerge come le principali preoccupazioni siano tre: l’inflazione e i rincari, sui quali si sofferma l’attenzione del 40% dei sondati, le retribuzioni (34%) e l’indisponibilità di risorse economiche nel breve termine (21%). Quanto invece agli obiettivi di risparmio e investimento, il primo posto è occupato dalla volontà di assicurare un futuro sereno alla propria famiglia e ai figli (28%) mentre i gradini più bassi del podio vanno rispettivamente all’esigenza di fronteggiare difficoltà economiche del presente (17%) e al desiderio di incrementare il proprio tenore di vita (17%). Un ulteriore 14% del campione dichiara invece una finalità di prevenzione, costruendo un capitale per proteggersi da eventuali imprevisti.
Assicurazioni e previdenza nel mirino. Ma serve una guida
Tra le forme di investimento cui guarderebbero gli italiani per incrementare il proprio capitale, le più considerate sono le soluzioni assicurative e previdenziali: questi prodotti raccolgono infatti intorno a loro il 28% del consenso, collocandosi ampiamente davanti al mattone (14%) e ai titoli del mercato finanziario (8%). Dalla ricerca di Sara è però emerso come su questi ambiti vi sia nel Paese un significativo desiderio di informazione, tanto che il 39% del campione si dice propenso a restare aggiornato anche tramite i social network. Quando si tratta invece di valutare nella pratica le decisioni di investimento, si conferma fondamentale il ruolo dei consulenti professionisti (28%) mentre banca e familiari seguono a lunga distanza: rispettivamente 16% e 17%. “La nostra ricerca evidenzia una buona propensione a investire nel proprio futuro”, ha detto il direttore di Sara Vita Emiliano De Salazar, che ha sottolineato la chiara preferenza per prodotti che garantiscano sicurezza (40%) e rendimenti (31%). “Le polizze rappresentano un’opportunità per far crescere il patrimonio in modo vantaggioso e coerente con gli obiettivi o gli orizzonti temporali di ciascuno”, ha aggiunto. Poi ha concluso: “Anche il welfare aziendale può giocare un ruolo chiave e, non a caso, quasi otto cittadini su dieci apprezzerebbero l’inserimento di questi prodotti tra i benefit offerti dal proprio datore di lavoro”.
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