I PMI segnalano che a maggio l’attività è cresciuta al ritmo più veloce da un anno. Generali rivede al rialzo le stime di crescita dell’Area: +0,8% nel 2024. E l’inflazione nei servizi scenderà
Lo spauracchiorecessione non tormenta più l’Eurozona. Dopo che il PMI manifatturiero di maggio ha mostrato come la lunga flessione dell’attività industriale potrebbe essersi finalmente invertita, anche il responso dell’indice sui servizi permette di guardare al secondo trimestre con ottimismo. L’attività delle imprese europee è infatti cresciuta al ritmo più rapido da un anno proprio grazie al terziario la cui espansione ha più che compensato la flessione del manifatturiero e mostrato anche un allentamento della pressione sui prezzi.
Il terziario sostiene l’Eurozona. L’inflazione rallenta
L’indice Hcob PMI composito, che consiste in una media ponderata dei due indicatori, è salito dai 51,7 punti di aprile a 52,2 e ha così toccato il valore più alto da maggio 2023. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con le attese di 52,3 punti, a riprova del trend mensile positivo partito a inizio 2024. Anche l’indice del terziario è rimasto saldamente in fase di espansione, pur flettendo a 53,2 dal massimo di undici mesi toccato in aprile (53,3) e a fronte di una previsione stabile degli analisti.
Cyrus de la Rubia, capo economista di Hamburg Commercial Bank
“Lo spettro della recessione sembra essere scomparso grazie al settore dei servizi”, ha commentato Cyrus de la Rubia. Che ha aggiunto: “In Germania si può adesso parlare di un andamento al rialzo mentre l’attività in Italia è rimasta solida e la già forte situazione della Spagna ha riportato nuovi miglioramenti”. Solo la Francia ha indicato un calo ed è lievemente scivolata in territorio negativo ma l’esperto crede che “sarà proprio il terziario a incanalare l’Eurozona verso una crescita positiva durante questo secondo trimestre”.In particolare, sottolinea il report di Hcob, sono state le condizioni più forti della domanda a sostenere i maggiori volumi di produzione e di assunzioni. E la fiducia delle aziende è migliorata per la settima volta nel corso degli ultimi otto mesi. I dati mostrano inoltre un rallentamento del tasso d’inflazione sia nei prezzi di acquisto sia in quelli di vendita, che comunque restano al di sopra delle rispettive medie pre-pandemiche.
Bene Germania, Italia e Spagna. Soffre la Francia
Guardando ai singoli Paesi, in Germania l’attività dei servizi è aumentata al ritmo più sostenuto dell’ultimo anno: l’indice è infatti salito a 54,2 punti dai precedenti 53,2, mantenendosi per il terzo mese consecutivo sopra la soglia che separa crescita e contrazione. Un dato che vale al PMI composito il punteggio di 52,4 e rappresenta il record annuale.Bene anche l’Italia, dove il comparto si è espanso per il quinto mese consecutivo e ha compensato la debolezza del manifatturiero: la lettura finale è di 54,2 punti, in leggero calo dai 54,3 di aprile ma ancora sopra i 50 punti, e porta la metrica composita da 52,6 a 52,3. “L’espansione sembra avere una base solida ed è probabile che continui ad andare avanti”, ha commentato l’analista di Hcob Tariq Kamal Chaudhry. Risultati incoraggianti si scorgono anche in Spagna, dove il terziario è cresciuto è salito a 56,9 da 56,2 e ha fatto di maggio non solo il nono mese di fila oltre i 50 punti ma anche quello con la lettura più alta da aprile 2023. Soffre invece la Francia, che ha subito una contrazione leggermente superiore alle prime stime. Qui il PMI dei servizi è infatti sceso da 51,3 a 49,3 punti, tornando in area contrazione.
Generali alza le stime di crescita per Eurolandia: +0,8%
Martin Wolburg, senior economist di Generali Investments
Visto il superamento della recessione manifatturiera globale e l’aumento del reddito reale, in casa Generali Investments sono convinti che il ritmo dell’espansione sorprendentemente forte registrato dal blocco nel primo trimestre verrà mantenuto. Martin Wolburg, senior economist della casa, spiega infatti come la società abbia alzato le previsioni di crescita per il 2024 allo 0,8% dallo 0,6%. “Si tratta di un dato al di sopra del 5% attorno alla quale si è costruito l’attuale consenso”, afferma l’esperto, che intravede anche un’attenuazione della pressione dei prezzi. “Il taglio BCE di giugno sarà l’inizio di un ciclo d’allentamento e i mercati non prezzano a sufficienza l’entità delle future sforbiciate ai tassi”, sottolinea.
Anche de la Rubia sottolinea come i componenti del PMI relativi ai prezzi per il terziario indichino un leggero rallentamento delle pressioni inflazionistiche, rendendo più probabile un allentamento della stretta monetaria come esito della riunione giovedì. A suo avviso, si tratta di un trend evidente sia dai costi sia dai prezzi di vendita e Christine Lagarde dovrebbe farlo presente esplicitamente in conferenza stampa. “Gli indici non danno comunque ancora via libera, poiché sono stranamente alti in questo contesto economico piuttosto debole”, conclude.
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