La decarbonizzazione passa dall’idrogeno
L'idrogeno è la fonte energetica del futuro. E prenderà il sopravvento nel corso di un decennio. Per cavalcarne l'ascesa si può puntare su titolo come Air Liquide, Linde e Snam
2,30 min
L’autunno dei piani industriali di molte utility si è appena concluso. E tra chi ha aggiornato la strategy e chi ha fatto chiarezza in concomitanza con la diffusione dei conti del terzo trimestre c’è un grande comun denominatore: l’idrogeno. Da Enel a Snam passando per Terna, Eni, Saipem, ma anche A2a e Acea, tutte le big dell’energia hanno, seppur con tempi e capillarità diverse, introdotto l’idrogeno tra le fonti chiave della strategia futura. Una nuova corsa a posizionarsi sul mercato in vista di uno sviluppo a lungo termine che al momento vede Snam tra i leader italiani.
“È necessario cambiare radicalmente il proprio business model: per questo sono stati approvati piani a lunga scadenza che vedono l’idrogeno sempre più presente e piani di investimenti pluriennali che supporteranno la sua introduzione, transizione e integrazione nell’attuale sistema energetico”, commenta Massimiliano Mazza, Head of Energy, Utilities, Services di Capgemini in Italia spiegando che “a supporto di questi piani servono nuove competenze industriali e la creazione di nuove infrastrutture, su mercati regolati e non regolati: sia dal punto di vista industriale, sia dal punto di vista finanziario”. Per questo, “le partnership e le collaborazioni-integrazioni tra utility sono e saranno essenziali per sostenere e accelerare i business plan”.
Non a caso, i vari big player stanno stringendo sulle collaborazioni. Snam nel suo nuovo piano al 2024 ha apertamente detto che si sta alleando con Eni, Enel, Terna e le Fs. Player con cui Snam intende portare avanti lo sviluppo dei progetti chiave: idrogeno ed energia verde.
Sul tema dell’idrogeno tra i grandi player italiani “non c’è competizione”, ma “c’è dialogo”, ha commentato di recente l’ad di Eni Claudio Descalzi. Per esempio Eni, che collabora già con Maire Tecnimont, Snam, A2a e Saipem ha stretto (mercoledì 2 dicembre) un’alleanza anche con Enel . I due gruppi stanno lavorando insieme per sviluppare progetti di idrogeno verde attraverso elettrolizzatori alimentati da energia rinnovabile. Gli impianti – gli elettrolizzatori utilizzano l’elettricità per ricavare l’idrogeno dall’acqua – “saranno posizionati nelle vicinanze di due delle raffinerie Eni presso cui l’idrogeno verde possa rappresentare la migliore opzione di decarbonizzazione. Ciascuno dei due progetti pilota includerà un elettrolizzatore di circa 10 Megawatt e si prevede che entrambi inizino a generare idrogeno verde entro il 2022-2023”, spiega il gruppo in una nota.
Come conferma Fatih Birol, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA), l’idrogeno verde è “pronto per il suo grande momento”: di questo dimostrano di essere consapevoli moltissime aziende, che si stanno organizzando per meglio cogliere le opportunità di questa fonte sostenibile. “È necessario sottolineare però che l’iniziativa privata porterà i migliori risultati solo se potrà operare all’interno di un contesto regolatorio solido, chiaro e favorevole, a livello nazionale e internazionale. Se l’Unione Europea sembra già fornire una direzione chiara, è altrettanto fondamentale che i singoli Stati si dotino di un quadro normativo incentivante, coadiuvando il lavoro delle imprese e le partnership capaci di creare valore aggiunto innovazione e condivisione dei risultati”, conclude Capgemini.
“Mi aspetto che arriveranno degli incentivi per convertire chi oggi consuma carbone per passare all’idrogeno” ha detto presentando la strategy l’ad di Snam, Marco Alverà. “In Germania non ci sarà distinzione tra idrogeno blu e idrogeno verde e lo stesso farà l’Inghilterra. A livello di produzione sarà incentivato in Italia e in Europa soprattutto l’idrogeno verde mentre a livello di industria sarà incentivato l’idrogeno, diciamo quello di qualsiasi colore”.
Incentivi forse fondamentali visto che, come sottolinea S&P Global Ratings in un recente report, “ci sono ancora grandi ostacoli a uno sviluppo su vasta scala dell’idrogeno pulito, tra cui la scarsa competitività dei costi, la tecnologia ancora immatura, il supporto regolamentare insufficiente, l’incertezza sulle dinamiche future della domanda e la mancanza di infrastrutture per la produzione”. Secondo l’agenzia, “la tecnologia dell’idrogeno pulito trasformerà in modo significativo il mercato europeo dell’energia o avrà un impatto dirompente sui modelli di business delle utility dopo il 2025”.
.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter!
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.