Asset allocation, come sfruttare la giapponizzazione dell’economia
“Attualmente sovrappesiamo l’investment grade, l’high yield, il bond e il dividend carry”. La view di Unigestion
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La popolazione mondiale sta invecchiando, con un conseguente aumento delle opportunità di investimento in questo trend secolare, in particolare su settori come healthcare, finanziario e beni di consumo. Dalla spinta sui brand dei baby boomer all’eHealth, passando per la maggiore attenzione a uno stile di vita sano, ecco quali sono le tendenze che guideranno le occasioni di investimento per chi vuole puntare sulla golden age, come spiega Henk Grootveld, co-PM of Golden Age e head of Global Trends investing di Lombard Odier IM.
I principali settori sono: l’healthcare, finanziario e i due segmenti dei beni di consumo. Per quanto riguarda le opportunità di investimento, queste vengono identificate tramite cinque trend che, a causa dell’invecchiamento della popolazione, si manifesteranno nei prossimo decennio e negli anni a venire:
Brand dei baby boomer: ci sarà una crescita esponenziale del numero di appartenenti alla generazione di baby boomer che hanno a disposizione tempo e denaro da spendere. Inoltre, questa generazione è caratterizzata da un’elevata fedeltà verso i brand;
Fondi pensione: poiché i governi non riescono più ad erogare (tutte) le pensioni, aprire un fondo pensione è diventata una consuetudine;
eHealth: il connubio tra pazienti connessi e tool digitali trasformerà il settore sanitario e porterà a un incremento di efficienza ed efficacia, riducendo al contempo i costi;
Stile di vita sano: le prevenzione basata su uno stile di vita attivo, accompagnato da una dieta sana e da una maggiore cura diventeranno i nuovi standard;
Aspettativa di vita più lunga: l’aspettativa di vita continuerà ad allungarsi grazie a nuove scoperte e tecnologie in grado di curare un maggior numero di malattie e sarà possibile sostituire parti del corpo mal funzionanti.
Da inizio anno ad oggi il fondo ha riportato performance superiori del 3,5% rispetto al mercato in generale. È un risultato notevole, in quanto – a causa del tema dell’invecchiamento della popolazione – nell’universo investibile non è presente nessuno dei titoli FAANG che presentano sempre delle solide performance. Tuttavia, grazie al nostro focus per l’eHealth, ovvero la digitalizzazione del sistema sanitario e alla transizione dei baby boomer verso uno stile di vita sano, siamo stati ampiamente in grado di bilanciare la situazione. Inoltre, siamo riusciti a selezionare alcune delle piattaforme pensionistiche che presentano un elevato potenziale di crescita.
Al momento (alla data del 20/7/2020, ndr), la nostra maggior esposizione è rappresentata dalla aziende del comparto eHealth (24%), siamo poco investiti negli istituti di previdenza (17%). Rispetto all’indice globale, il fondo è sottopesato in Nord America, fattore che viene però compensato da una maggiore esposizione in Europa e in Asia. Le azioni del nostro fondo offrono mediamente una crescita più elevata (sia in termini di vendite che di utili) con una migliore redditività (ROE) e una più forte generazione di free cash flow, fattore che si traduce in un leggero premio per i multipli di mercato. Tuttavia questo premio è decisamente inferiore rispetto alla crescita aggiuntiva, quindi anche se il fondo non può essere considerato un value classico, lo riteniamo comunque economico.
Il COVID-19 ha rappresentato la spinta di cui il settore sanitario piuttosto conservatore aveva bisogno per abbracciare finalmente la digitalizzazione ed entrare nel 21° secolo, l’era del digitale. Siamo molto ottimisti sul potenziale di crescita delle aziende che offrono strumenti e servizi digitali al settore sanitario per renderlo più efficiente, migliorare l’efficacia dei trattamenti e ridurre i costi. Quindi si tratta di un sistema sanitario migliora ma dai costi ridotti. Nella top 10 delle nostre partecipazioni che abbiamo pubblicato troviamo nomi come Iqvia e Nuance Communication, due aziende che si adattano bene al tema della eHealth. Inoltre riteniamo che la pandemia abbia fatto emergere nei baby boomer la necessità di apportare modifiche alla propria abitazione e, di conseguenza, ci piacciono nomi come Lowe’s, mentre Anta Sports, azienda cinese di abbigliamento sportivo si adatta bene al nostro tema di uno stile di vita più sano.
La pandemia agisce da catalizzatore e accelera tendenze preesistenti nella società che però sono ancora agli albori. La più importante è rappresentata dalla rinnovata sensazione che la salute sia la nostra unica vera ricchezza. Attraverso il lockdown, i governi e le società hanno chiaramente dato priorità alla salute rispetto alla crescita del Pil. Ci aspettiamo che i trend nascenti che puntano a migliorare la salute pubblica in generale a costi potenzialmente inferiori godranno di forti venti di coda nel prossimo decennio e l’eHealth ne è un chiaro esempio.
Questi trend comprendono un incremento esponenziale dell’eHealth: connettività, data sharing e monitoraggio tramite app sono diventati degli strumenti essenziali durante la crisi innescata dal coronavirus, quindi ci aspettiamo che il settore sanitario diventi più digitale e connesso in tempi brevi.
Inoltre, come già menzionato c’è l’aspetto della maggiore attenzione alla vita salutare. considerando che la maggior parte delle vittime del coronavirus presentavano patologie pregresse, stimiamo che non sarà più socialmente accettabile avere un scarsa cura della propria salute. Dopo la pandemia di COVID-19, l’obesità sarà sullo stesso piano del vizio del fumo e i governi inizieranno a tassare sempre più gli elementi di uno stile di vita non salutare.
Va menzionato anche il cambiamento delle abitudini di consumo: sempre più esponenti della generazione dei baby boomer avrà timore di stare tra la folla e ci penserà due volte prima di prenotare una crociera, comprare i biglietti per un concerto o decidere di risiedere in una RSA. Al contrario, sembra che i baby boomer preferiscono sempre più passare del tempo di qualità nel comfort delle loro case e, proprio in questo senso, stanno indirizzando la propria ricchezza.
Infine, vedremo un maggior intervento dei governi: i governi richiederanno la localizzazione della produzione delle forniture mediche più importanti e spingeranno per investimenti per la prevenzione e assistenza primaria piuttosto che nei segmenti di nicchia. Nonostante ci sia stata una diminuzione del carico burocratico in ambito normativo al fine di accelerare lo sviluppo e la produzione di un vaccino per il coronavirus, i potenziali di prezzo saranno molto limitati. Il business model dell’industria farmaceutica cambierà e i margini hanno raggiunto il picco.
