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Tra consapevolezza ancora bassa sul tema e un rapporto ambivalente con la tecnologia, emerge l’urgenza di un nuovo approccio culturale e finanziario alla pianificazione del futuro. I risultati dell’indagine InnovAge di Invesco e la loro rilevanza per costruire portafogli a prova di futuro
La popolazione europea (e non solo) sta invecchiando rapidamente, ma la percezione collettiva della longevità resta sorprendentemente debole. Secondo InnovAge, indagine condotta da Invesco con Eumetra, solo il 3% degli italiani ritiene che la società sia pronta ad affrontare le implicazioni di una vita sempre più lunga. Eppure, il tema è cruciale: qualità della vita e durata devono essere considerate insieme, in un contesto che richiede consapevolezza così come personalizzazione e strumenti finanziari adeguati. A questo si aggiunge il ruolo dell’innovazione, vista spesso come un’imposizione più che come un’opportunità. FocusRisparmio ne ha parlato con Frank Di Crocco, acting head of Italy Distribution di Invesco.

Che cosa ci dice nel dettaglio la ricerca InnovAge sulla percezione della longevità da parte degli italiani?
La ricerca mostra chiaramente come la longevità sia un concetto ancora poco interiorizzato. Nonostante oltre il 60% delle persone intervistate riconosca che la qualità della vita è più importante della sua durata, questa consapevolezza non si traduce in comportamenti concreti. Si parla poco di longevità e, quando lo si fa, è in modo generico e superficiale. L’attenzione resta concentrata su aspetti percepiti come più urgenti: lavoro, salute e situazione economica. Questo è coerente con il contesto sociopolitico e con le priorità quotidiane, ma rischia di farci arrivare impreparati a un cambiamento strutturale della società. La longevità non può essere considerata una variabile accessoria: è una forza trasversale che incide su tutto, dalla pianificazione finanziaria fino al benessere mentale …

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