Banche a sconto, la discesa delle valutazioni spinge il risiko
Banche tradizionali e private alla prova dei ratio e in attesa del ritorno ai dividendi. I numeri da considerare e le cedole previste
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Non un grande matrimonio, per ora, piuttosto una buona acquisizione nell’ambito del wealth management. Alberto Nagel, ceo di Mediobanca, si sbottona sui progetti futuri della merchant bank più famosa d’Italia e infiamma il Natale del risparmio gestito italiano. “Mediobanca avrà una solida traiettoria di crescita e redditività anche nel 2021 nonostante l’impatto di Covid. È ben posizionata per sfruttare le tendenze strutturali come la crescita nel wealth management, la maggiore penetrazione del credito al consumo e l’attività corporate nei settori in fase di consolidamento”, ha detto il manager nel corso di una tavola rotonda con Bloomberg, escludendo invece di poter prendere parte, se non come advisor, al consolidamento in atto fra le banche italiane.
“Siamo un club esclusivo riservato a pochi e ci piacerebbe mantenerlo così com’è. Possiamo fare una grande operazione di M&A in Italia nella distribuzione del wealth management per accelerare la crescita, il maggior problema è la disponibilità di asset”, ha confermato poi Nagel, che può vantare per Mediobanca parametri di solidità ai massimi storici (Cet1 al 16,2% al 30 settembre scorso).
In effetti non è un mistero che Piazzetta Cuccia si stia muovendo da tempo in questa direzione, con Banca Generali in cima alla lista dei desideri. In più occasioni, la merchant bank ha fatto sapere di essere pronta a vendere parte della sua quota, pari al 13%, in Generali per finanziare una grande acquisizione. Solo che, appunto, mancano le possibili spose: Mediolanum, Fineco e Banca Generali, che potrebbero rispondere a questa strategia, non sono in vendita. “Abbiamo relazioni molto buone con Generali ma la tempistica non ha funzionato. Ci siamo resi conto che era una combinazione forte dal punto di vista industriale ma mancava di condizioni finanziarie convincenti per entrambi”, ha raccontato Nagel riguardo lo sfumato accordo con Trieste.
In attesa di una grande operazione, quindi, Piazzetta Cuccia non esclude di rafforzarsi con operazioni di minor entità nel consumer banking o con opportunità nel wealth management nel caso di uscita dal mercato di operatori esteri, come già accaduto nel 2015 con Barclays. Ad ogni modo, anche in assenza di crescita esterna, Nagel prevede di aumentare la propria capacità distributiva nella gestione patrimoniale del 50% fino al 2023, attraverso l’assunzione di consulenti finanziari, private e investment banker: “Questo porterà a un’elevata crescita a una o due cifre dei ricavi nel wealth”, ha assicurato.
Inevitabile che le parole del ceo di Mediobanca avessero ripercussioni su Piazza Affari. Al giro di boa, con un indice generale che sale di appena mezzo punto, tutto il comparto del gestito è in evidenza, Banca Mediolanum, Banca Generali e Azimut in primis. Piazzetta Cuccia sale dell’1%, mentre tra gli asset manager spicca il +2,3% di Banca Generali.
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