Grazie a una regolamentazione solida, questi strumenti si affermano come soluzioni complementari a quelli fisici. Ma, per Amundi, i vantaggi sono anche altri: dall’accesso agevolato a indici difficilmente replicabili a specifiche esposizioni di mercato, ecco quando usarli può avere senso
Ilaria Pisani, Head of ETF, Indexing & Smart Beta Sales di Amundi SGR
Gli ETF sintetici non sono più una nicchia tecnica per investitori esperti, ma una componente sempre più centrale nell’universo della gestione passiva. In un mercato in cui efficienza, semplicità di utilizzo e diversificazione sono parole d’ordine, questi strumenti sono sempre più riconosciuti come alternativa — o meglio, complemento — agli ETF fisici tradizionali. A spiegarlo è Ilaria Pisani, Head of ETF & Indexing Sales di Amundi SGR, secondo cui la regolamentazione europea ha reso la replica sintetica “più solida e trasparente”, aprendo nuove possibilità per accedere in modo efficiente a mercati complessi o difficilmente replicabili.
Gli ETF stanno cambiando il modo di investire. In questo contesto, quale ruolo giocano gli ETF sintetici?
Sono una parte fondamentale dell’ecosistema europeo degli exchange trade funds, anche se meno conosciuti rispetto a quelli a replica fisica. Si tratta di strumenti che, invece di detenere direttamente i titoli sottostanti, replicano la performance di un indice tramite derivati: in genere swap total return con una o più controparti. Questa struttura è oggi molto più solida e trasparente di quanto non fosse in passato. Nell’ultimo decennio il framework europeo relativo alla replica sintetica è stato migliorato attraverso una maggiore attenzione normativa (in particolare la direttiva EMIR, che ha rafforzato in modo significativo la gestione del rischio e la collateralizzazione) e l’adozione di best practice da parte degli emittenti di ETF sintetici Di conseguenza, gli ETF sintetici rappresentano ormai una soluzione efficiente per accedere a mercati o indici in cui la replica fisica risulta meno pratica o performante.
In quali contesti la replica sintetica può essere più vantaggiosa rispetto a quella fisica?
Gli ETF sintetici offrono un vantaggio competitivo quando l’indice di riferimento è ampio, complesso o difficile da replicare direttamente. Un esempio viene dai mercati emergenti, dove l’accesso è spesso limitato da vincoli operativi ma anche costi di replica elevati e restrizioni per gli investitori stranieri. In tutti questi casi, l’utilizzo di swap consente di ottenere un’esposizione fedele e senza dover affrontare le complessità di negoziazione locale. Un altro esempio è fornito dall’azionarioUSA: mentre la tassazione dei dividendi può penalizzare gli ETF fisici, il trattamento fiscale più efficiente permette alle controparti dello swap di trasferire quasi il 100% dei dividendi agli ETF sintetici, migliorando così la performance netta a beneficio degli investitori finali. Anche per i mercati europei, caratterizzati da costi di negoziazione elevati, la replica sintetica può infine risultare più competitiva.
Quali sono invece i principali rischi e come vengono gestiti?
Il rischio principale è che la banca con cui si stipula lo swap non rispetti i propri impegni. Tuttavia, le normative europee (UCITS ed EMIR) richiedono misure rigorose di mitigazione del rischio, in particolare nel contesto del rischio di controparte. Inoltre, gli emittenti di ETF possono adottare misure aggiuntive per assicurare che gli ETF sintetici operino in un contesto di gestione del rischio solido. Amundi, in particolare, adotta un modello multi-controparte basato su un rigoroso processo di selezione delle controparti, ed un meccanismo di reset giornaliero per raggiungere un rischio di controparte giornaliero prossimo allo zero.
Inoltre, gli investitori beneficiano di un elevato livello di trasparenza, in particolare grazie alla pubblicazione di informazioni e dati sui siti web degli emittenti.
Quindi gli ETF sintetici possono sostituire quelli fisici?
Non direi ‛sostituire’, ma ‛completare’. Gli ETF sintetici sono strumenti complementari a quelli fisici e il loro utilizzo dipende dalle esigenze dell’investitore così come dal contesto di riferimento. Per i mercati liquidi e facilmente accessibili, la replica fisica resta la soluzione più semplice. Ma per indici complessi o specifici, la variante sintetica può offrire un accesso più efficiente e competitivo. Quando precisione e trasparenza costituiscono elementi chiave, questa tipologia di strumenti offre una risorsa preziosa per costruire portafogli ben diversificati e capaci di cogliere le opportunità globali.
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