Sondaggio Assiom Forex: Borse attese in rialzo da qui a sei mesi. La BCE taglierà altre quattro volte, ma la cautela della Fed peserà sull’euro. Lo spread BTP-Bund? Sotto quota 150
Listini ancora in accelerazione, con buone opportunità da cogliere su entrambe le sponde dell’Atlantico. E poi altri quattro tagli dei tassi da parte della BCE, euro più debole e spread BTP-Bund sotto quota 150 punti. È questo, in estrema sintesi, ciò che si aspettano dai primi mesi del 2025 gli operatori dei mercati finanziari. Lo rivela il sondaggio di dicembre condotto da Assiom Forex fra i suoi associati, che mostra un generale aumento dell’ottimismo.
“Gli operatori sembrerebbero considerare il 2025 come un anno positivo considerate le politiche accomodanti delle banche centrali che potrebbero aiutare il rally delle big tech USA a rafforzarsi ulteriormente”, spiega il presidente dell’associazione, Massimo Mocio. Aggiungendo che lo sguardo degli intervistati va però oltre gli Stati Uniti. “L’Europa è considerata un buon obiettivo di acquisto, in parte per la natura ciclica dei settori predominanti all’interno dei suoi indici azionari (favoriti quando le condizioni finanziarie globali si allentano) e in parte per colmare il divario di valutazione con gli USA”.
Borse, il 40% prevede il segno più
Quanto alle Borse, quindi, il sentiment della rilevazione condotta in collaborazione con Il Sole 24Ore Radiocor appare decisamente migliorato. Il 41% degli intervistati, rispetto al 35% di novembre, ritiene infatti che i listini possano mettere a segno nuovi guadagni nella prima parte del 2025. Più nel dettaglio, il 40% degli operatori indica rialzi tra il 3% e il 10%, el’1% degli addetti ai lavori prevede forti guadagni (oltre il 10%). Solo il 38% vede le Borse stabili con oscillazioni tra +3% e -3%, mentre scende al 21%, dal precedente 28%, la quota di quanti si aspettano un calo tra -3% e -10%.
Passando alla BCE, dopo i quattro tagli del 2024 (pari a una riduzione di 100 punti base) che hanno portato il tasso di riferimento al 3%, gli operatori di Assiom Forex si aspettano per il 2025 che questo percorso di riduzione del costo del denaro continui con altre quattro sforbiciate complessive. E la maggioranza degli intervistati, pari al 51%, prevede un tasso finale al 2% quest’anno, mentre uno su quattro (26%) lo indica al 2,25% e il 22% all’1,75%. Solo l’1% punta su tassi all’1,5%.
Euro in calo sul dollaro
La Federal Reserve sarà invece più cauta, e la diversa velocità di riduzione del costo del denaro con l’Eurozona porta a prevedere un rafforzamento del dollaro nei prossimi mesi. Il 42% degli operatori, rispetto al 38% di novembre, si aspetta infatti un indebolimento della moneta unica, che a inizio 2025 ha già registrato un nuovo minimo. Per il 23%, in linea con la percentuale precedente, l’euro invece si rafforzerà, ma nessuno indica un forte apprezzamento, che a novembre era atteso dal 9% degli intervistati. Infine, il 35% (dal 37% del mese prima) scommette sul mantenimento dell’attuale rapporto di forze tra le due valute. “Cresce leggermente la quota di chi ritiene che la moneta unica possa perdere qualche posizione nei confronti del dollaro nei prossimi mesi, riflettendo il consensus dei mercati nei confronti delle politiche della Fed”, spiega Mocio. Un movimento, a suo parere, alimentato dalla percezione che Powell ridurrà i tassi in misura inferiore a quanto inizialmente previsto, sostenendo ulteriormente la forza del biglietto verde.
Infine, aumenta tra gli addetti ai lavori la fiducia sullo spread tra BTP e Bund. Secondo l’87% (dal 75% di novembre) il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi non salirà sopra i 150 punti. Più nel dettaglio, il 78% (dal 68%) indica uno spread fra 100-150 punti base e il 9% (dal 7%) una riduzione fra 50 e 100. Si riduce poi al 13% (dal 25%) la quota di chi si aspetta un aumento fra 150-200 punti.
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