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L’Equilibrium survey di Nuveen: nei prossimi cinque anni oltre la metà incrementerà la quota in portafoglio dal 5% al 15%. Infrastrutture private, credito privato e private equity i segmenti preferiti
I private markets si confermano in cima alla lista dei desideri degli istituzionali. Più di quattro su cinque (81%) puntano infatti ad aumentare l’esposizione a questa asset class nei prossimi cinque anni, con oltre la metà (51%) che intende incrementare la quota dedicata gli investimenti privati nei propri portafogli dal 5% al 15%. È quanto emerge dall’Equilibrium survey di Nuveen, che ogni anno raccoglie le opinioni dei maggiori investitori a livello mondiale, analizzando come l’evoluzione delle prospettive sui mercati, la geopolitica e il clima stiano influenzando le decisioni di asset allocation.
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Infrastrutture, credito privato e private equity i preferiti
L’indagine ha coinvolto 800 istituzioni di 30 Paesi, tra fondi pensione e sovrani, assicurazioni, fondazioni e banche centrali, per un totale di quasi 17 miliardi di dollari di asset in gestione. Ne emerge che le infrastrutture private, il credito privato e il private equity saranno le scelte preferite nei prossimi due anni. Ben il 43% prevede infatti di aumentare gli investimenti nei primi due segmenti, mentre il 42% punterà sul terzo. “La portata e la rapidità del capitale istituzionale che fluisce nei mercati privati continuano a essere significative”, sottolinea Harriet Steel, global head of Institutional Distribution di Nuveen. Secondo l’esperta, gli investitori stanno sfruttando appieno la potente combinazione di benefici offerti da questa asset class: diversificazione dall’incertezza dei mercati pubblici, maggiore generazione di reddito e potenziale di rendimenti corretti per il rischio più elevati. “Con le nuove tecnologie che rendono più efficiente l’integrazione degli investimenti nei mercati privati nei portafogli esistenti, ci aspettiamo che questo cambiamento strutturale acceleri”, afferma.
Parola d’ordine: diversificare
Sebbene la diversificazione sia emersa come un vantaggio cruciale dei portafogli nei mercati privati, quasi la metà (46%) degli intervistati concorda sul fatto che diversificare la propria allocazione nel credito alternativo sarà una delle principali priorità nei prossimi cinque anni. Le principali scelte di investimento all’interno del reddito fisso privato includono corporate private investment grade (44%), private debt infrastrutturale investment grade (44%) e private asset-backed securities (ABS) (40%). Quasi la metà (46%) ha poi intenzione di aggiungere uno o due nuovi tipi di investimenti in credito alternativo nei prossimi due anni, mentre il 15% intende aggiungerne tre o più. Non solo. Gli investitori cercano diversificazione anche al di fuori dei mercati sviluppati. Tra chi prevede di incrementare le allocazioni al reddito fisso pubblico al di sotto dell’investment grade, il 48% intende accrescere le esposizioni al debito dei mercati emergenti, rispetto al 27% dell’anno scorso.
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