Carabetta (Trade Republic): “La nostra scommessa? Il futuro del risparmio italiano”
Democratizzazione, educazione finanziaria, pensioni: ecco perché la fintech di Berlino parla soprattutto ai 30enni italiani
3 min
Le sfide macroeconomiche e il cambiamento dei canali di exit stanno ridisegnando le regole del gioco nel mondo del private equity. In un contesto dove la crescita si conquista sui fondamentali e non più sui multipli, la selettività degli operatori e la qualità delle strategie emergono come discriminanti decisive. Lo spiega Alberto Salato, head of Client Group – Italy di Neuberger Berman, gruppo statunitense con oltre 515 miliardi di dollari (al 31 marzo) in gestione globale e una lunga esperienza nei mercati privati.
📰 Leggi anche “Mercati privati, S&P: la normativa spingerà la crescita“
La prima trasformazione riguarda le condizioni macro: i tassi non sono più a zero, circostanza che rende più difficile giustificare certi business plan e i livelli di leva finanziaria. Si è inoltre raffreddato il principale canale di exit, ovvero la quotazione. Negli Stati Uniti, negli ultimi dieci anni, le aziende che hanno scelto il delisting sono infatti quasi il doppio rispetto a quelle che hanno deciso di fare una Ipo: questo riduce l’appeal della Borsa come sbocco e cambia la logica di costruzione del valore.
Bisogna tornare al mestiere originario: selezionare aziende solide, con buoni prodotti e prospettive, ma anche lavorare sull’efficienza operativa e manageriale. Questo contesto favorisce manager specializzati, capaci di generare valore oltre i grandi deal globali. La dispersione tra primo quartile e i restanti gestori si allarga e la capacità di accedere a operazioni di qualità diventa un fattore cruciale. Chi ha storia e relazioni nel mercato, come noi, con oltre trent’anni di attività, diventa allora un prestatore di capitale strategico.
📰 Leggi anche “Impact investing, private equity per generare alpha“
Il mercato si è evoluto anche dal punto di vista tecnico. Ad esempio, oggi siamo spesso coinvolti in operazioni di underwriting: affianchiamo il general partner prima che l’operazione sia conclusa, rendendoci parte attiva nel processo. Anche il secondario ha cambiato volto: non sono più solo i limited partner (LP) a cercare liquidità, ma anche i general partner (GP) che vogliono prolungare il possesso di asset strategici. È qui che entrano in gioco i continuation fund: strumenti per mantenere in portafoglio le migliori aziende, redistribuendo il valore tra vecchi e nuovi investitori.
Il mercato sta diventando più profondo e accessibile. Esistono strategie su mezzanino, evergreen e soluzioni semi-liquide pensate per un pubblico più ampio e che comprende anche la clientela privata. Ciò dimostra che, nonostante un contesto sfidante, il private equity continua ad attrarre capitali. La chiave è costruire prodotti diversificati, coerenti con i bisogni reali degli investitori, non più legati a orizzonti rigidi di sei-otto anni.
📰 Leggi anche “Mercati privati, retail prima fonte di raccolta entro il 2027“
Vediamo molto potenziale in tre aree: il private equity specializzato per regione o settore, il secondario e le infrastrutture. Quest’ultimo rappresenta un megatrend globale, ma richiede capitale davvero paziente. Le strategie secondarie permettono invece un accesso al mercato più rapido e selettivo, con operazioni che valorizzano i fondamentali. Noi, ad esempio, selezioniamo meno del 5% dei deal che analizziamo. E possiamo farlo perché abbiamo team globali e una rete capillare costruita nel tempo.
Ricevuto un deal, facciamo un’analisi ex novo interna e indipendente da quella fornita dal proponente. La confrontiamo quindi con i dati a nostra disposizione e decidiamo se procedere. Se c’è discrepanza, non investiamo. Questa metodologia rigorosa ci consente di mantenere una qualità elevata. Ogni anno investiamo oltre 4 miliardi di dollari nei private markets, con una struttura dedicata e rapporti consolidati. La reputazione è un asset strategico: permette di essere presenti sulle migliori operazioni, anche in tempi stretti.
Vuoi ricevere ogni mattina le notizie di FocusRisparmio? Iscriviti alla newsletter
Registrati sul sito, entra nell’area riservata e richiedila selezionando la voce “Voglio ricevere la newsletter” nella sezione “I MIEI SERVIZI”.
