L’Head of Distribution Italia di Fidelity International spiega come gli investitori possono costruire portafogli più efficienti in una fase complessa per i mercati: diversificazione, selezione attiva e strumenti dinamici come gli step-in
Natale Borra, head of Distribution Italia di Fidelity International
La volatilità è tornata e non accenna a diminuire. “I nostri clienti si mantengono tranquilli”, afferma Natale Borra, Head of Distribution Italia di Fidelity International, che evidenzia come i portafogli più attivi, bilanciati e costruiti su fondamentali solidi abbiano mostrato buona tenuta anche nei momenti di rotazione più violenta. “Chi ci ha seguito sulla diversificazione lontano dalla tecnologia più cara e su portafogli core con focus sul dividendo sostenibile, oggi affronta l’incertezza con maggiore serenità”.
“La nostra identità di gestore fondamentale, con focus sullo stock-picking, ci ha permesso di non rincorrere il mercato nel 2024 sui temi più cari. I nostri portafogli core-dividend hanno fatto in media +18% lo scorso anno, non così lontano quindi dai mercati azionari internazionali che, trainati dalla tecnologia, hanno chiuso a +25% e in questo primo trimestre dell’anno stanno addirittura registrando una performance positiva di ben il 5% con mercati in genere negativi e l’indice tecnologico che fa segnare addirittura un -10%”, fa notare Borra. Anche sul fronte obbligazionario, la scelta di concentrarsi sul corporate investment grade con duration intorno ai quattro anni e mezzo ha garantito buona tenuta rispetto ai movimenti negativi sulla parte lunga della curva, sottolinea Borra. “Il nostro DNA non è quello delle chiamate sui tassi, ma quello di chi studia le aziende e lavora sulla selezione di titoli corporate qualità”.
Borra rimarca anche come l’approccio qualitativo alla selezione dei titoli consente di evitare gli errori più comuni nelle fasi di mercato caratterizzate da eccessi o da aspettative distorte. “Abbiamo preferito restare disciplinati, anche a costo di rinunciare a parte del rialzo. Questo ha pagato nella nuova fase di volatilità”.
La storica preferenza italiana per il debito pubblico e la cedola resta forte, ma secondo Borra inizia a mostrare limiti evidenti in termini reali. “L’inflazione, anche se in calo, resterà più alta per via delle inefficienze produttive e delle tensioni geopolitiche. Guardare solo al rendimento nominale di un BTP, oggi, è una visione di breve termine”. La proposta di Fidelity si concentra su strumenti step-in: “Si parte da un portafoglio 100% bond corporate investment grade con rendimento interessante, intorno al 4,3% in euro, per poi passare gradualmente a un’esposizione azionaria fino al 50%”.
Il valore aggiunto viene dalla qualità delle azioni selezionate: “Il portafoglio di atterraggio è composto da strategie income con titoli solidi, comprati al giusto prezzo. In dieci anni, le nostre strategie income hanno dimostrato di avere drawdown inferiori del 20%-30% rispetto a una gestione passiva nei momenti di mercato più difficili”. L’approccio step-in consente inoltre una transizione graduale e meno netta per l’investitore retail, permettendo di affrontare con maggiore consapevolezza il passaggio verso l’investimento azionario.
Gestione attiva in un contesto di maggiore dispersione
“In un contesto di grande dispersione, come quello attuale, la gestione attiva può esprimere tutto il suo potenziale. Il nostro lavoro non è costruire portafogli top-down, ma fare oltre 19.000 visite aziendali l’anno, selezionare singoli titoli e comprarli al giusto prezzo”, sottolinea Borra. La strategia è opposta a quella dei prodotti indicizzati: “Comprare un indice oggi significa spesso esporsi eccessivamente a pochi nomi, come la tecnologia americana e i Magnifici 7”.
Fidelity punta invece su selezione attiva e strategie che evitano le sovraesposizioni indesiderate. “Anche in portafogli tematici come il Global Technology abbiamo evitato titoli con multipli troppo elevati, privilegiando la disciplina nell’acquisto”. L’obiettivo è quello di generare alfa anche nelle fasi più complesse dei mercati, sfruttando la maggiore dispersione per identificare opportunità a lungo termine. “La qualità della selezione fa la differenza, soprattutto quando la direzione dei mercati non è più univoca”, afferma.
Un altro tema centrale per l’Head of Distribution Italia di Fidelity International è quello della longevità. “La fase di decumulo oggi richiede una quota di portafoglio ancora investita in equity, per non rischiare di sopravvivere ai propri risparmi. Questo è un cambiamento culturale che va accompagnato da strumenti adatti e da strategie basate sulla qualità”.
L’invecchiamento della popolazione e la crescente importanza della Silver Economy richiedono soluzioni capaci di bilanciare sicurezza e rendimento. La view di Fidelity prevede di ripensare l’allocazione tra asset anche nelle fasi più mature del ciclo di vita finanziaria. “La logica che vuole l’equity confinata alla sola fase di accumulo va superata. Anche nella fase di decumulo, una componente azionaria ben costruita può assicurare rendimento reale nel tempo”. L’obiettivo è aiutare gli investitori a superare un’eccessiva avversione al rischio e costruendo allo stesso tempo portafogli resilienti anche nelle fasi più complesse dei mercati.
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