Il dirigente sostituisce Jose Minaya alla guida dell’asset manager di TIAA. Presenza internazionale e spinta sul mercato assicurativo-previdenziale i capisaldi della sua strategia. “Ma rafforzeremo anche la leadership nel reddito fisso”
Cambio ai vertici in casa Nuveen. L’investment manager di TIAA con 1.200 miliardi di dollari di patrimonio in gestione ha annunciato che Jose Minaya sarà sostituito nel ruolo di amministratore delegato da William Huffman. Il dirigente, che presidierà anche l’Executive Leadership Team della società e siederà nel comitato esecutivo della casa madre, si prepara così a dare il suo imprinting alla strategia aziendale. Una linea che prevede maggiore internalizzazione e forte spinta sul mercato assicurativo-previdenziale.
Già ceo di Northern Trust Global Investments Limited, il top manager vanta un’esperienza trentennale nel settore del risparmio gestito e nei 16 anni che l’hanno visto tra le fila di Nuveen ha occupato i più svariati ruoli. Di recente, ad esempio, ha presieduto il consiglio d’amministrazione dell’Asset Management ed è stato responsabile delle divisione Equities and Fixed Income: una posizione che lo ha visto alla testa di un team con un patrimonio in gestione per oltre mille miliardi di dollari tra azioni, obbligazioni e multi-asset. A lui si devono anche molte delle acquisizioni o integrazioni di associate che hanno contribuito ad ampliare il perimetro della casa di gestione: da FAF Advisors, l’ex divisione di gestione patrimoniale di U.S. Bank, a Greenworks Lending e AM.
Da 800 a 1.200 miliardi
In qualità di membro dell’Executive Leadership Team della società, altro incarico che svolge da diverso tempo, Huffman è stato in prima linea nell’evoluzione di Nuveen ma il suo merito più grande è forse quello di aver fatto lievitare le masse in gestione del gruppo: dagli 800 miliardi di dollari del 2014, anno in cui TIAA ha acquisito la società, il patrimonio è infatti aumentato del 50% e si è così portato sui 1.200 miliardi di oggi. “La costante dedizione di Huffman ai migliori interessi dei clienti e all’avanzamento della strategia ha avuto un impatto significativo sull’attività e sulla cultura della nostra azienda”, ha infatti dichiarato la ceo della casa madre Thasunda Brown Duckett, che ha sottolineato il grande contributo dato in particolare all’innovazione.
Dal canto suo, Huffman si è detto convinto che Nuveen rafforzerà ulteriormente la posizione di leader dimercato nel reddito fisso. “Le nostre divisioni wealth e istituzionali ci aiuteranno a offrire le migliori competenze sui mercati pubblici e alternativi ma investiremo anche in segmenti cruciali come quello assicurativo e previdenziale”, ha dichiarato. Tra gli obiettivi del suo mandato, anche una maggiore presenza internazionale: “Ci consentirà di servire i clienti in modi nuovi, partendo sempre dalle solide fondamenta della nostra attività diversificata e stabile”.
Closing previsto per fine 2026. Poste le basi per un colosso globale dell’asset management da circa 2.500 miliardi di dollari di masse in gestione. Ma lo storico gestore britannico manterrà il suo marchio. Obiettivo dell’operazione: consolidare la presenza globale
Indagine Bsp: diversificazione e rendimenti spingono la domanda, con il debito infrastrutturale in testa. E ai gestori si chiedono più varietà nella gamma di prodotti, nell’esposizione geografica e nella strutturazione dei fondi
Nuveen: il 96% investe in opportunità legate all'intelligenza artificiale. Atri due i megatrend chiave: transizione energetica e deglobalizzazione. Le tensioni geopolitiche spingono la diversificazione settoriale e geografica
Afflussi in crescita del 17,8% e massimo storico per i consulenti censiti da Assoreti. A trainare è il risparmio gestito, con fondi e soluzioni assicurative protagonisti. Dicembre segna il miglior mese di sempre. Tofanelli: “Advisory sempre più punto di riferimento”
Il ceo della banca presenta il nuovo piano industriale: più commissioni, sinergie tra divisioni e spinta sul modello Fideuram in Europa. Nel mirino lo sviluppo della consulenza, con tecnologia come leva chiave. Obiettivo 11,5 miliardi di utile in cinque anni e 50 miliardi agli azionisti. E niente risiko in Italia
Studio Excellence Consulting: tra il 2019 e il 2024 la raccolta indiretta è salita, mentre il valore estratto per euro di asset si è ridotto. A soffrire maggiormente gli istituti più piccoli. Ecco perché
S&P Global Ratings conferma una view neutra sul settore: alternativi meglio posizionati, tradizionali in difficoltà sui flussi e wealth più resilienti. Partnership, private credit e retailizzazione a fare da traino. Ma al prezzo di maggiore complessità operativa e normativa
La Mappa Assogestioni fotografa un mese positivo: afflussi per 8,4 miliardi e masse a quota 2.628 miliardi. Merito dei fondi obbligazionari e delle gestioni di portafoglio istituzionali
HANetf: masse in gestione su del 40%. Gli strumenti attivi a un soffio da quota 100 miliardi, balzo anche per gli options-based. Intanto aumenta la competizione tra gli emittenti
Secondo il manager, le nuove architetture di distribuzione giocheranno un ruolo chiave nel riportare il retail italiano sui fondi esteri. Target maturity, soluzioni multi-asset a ingresso graduale e mercati privati i driver della raccolta futura. Ma sui processi interni la rivoluzione si chiama IA
Iscriviti per ricevere gratis il magazine FocusRisparmio