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Prevista una leggera frenata nel secondo semestre rispetto al primo. Hyperscaler e finanza strutturata in testa. Intanto il picco delle scadenze del debito speculativo si è spostato al 2031
Nonostante una leggera frenata attesa nel secondo semestre, le emissioni obbligazionarie globali sono destinate a chiudere il 2026 in aumento di circa l’8%, a quota 11.200 miliardi di dollari. È la stima aggiornata di S&P Global Ratings, secondo cui a far da traino saranno ancora gli hyperscaler e la finanza strutturata. L’agenzia ha poi rivisto le sue previsioni anche in merito al picco delle scadenze obbligazionarie corporate non finanziarie con rating speculativo, posticipandolo dal 2029 al 2031.
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Emissioni in frenata nel secondo semestre
Secondo gli esperti dell’agenzia di rating, la de-escalation del conflitto in Medio Oriente nel secondo trimestre, insieme al protrarsi delle ingenti emissioni da parte degli hyperscaler, ha sostenuto una crescita globale da inizio anno dell’11%. Nel primo semestre il totale delle emissioni si è attestato a 5.960 miliardi di dollari, con tutti i comparti in aumento. In particolare è spiccata la ripresa della finanza strutturata, che ha registrato un aumento del 25% a 857 miliardi di dollari, seguita dal corporate non finanziario (+19%). Per S&P, questo trend dovrebbe moderarsi nella seconda parte dell’anno, a causa dell’incertezza sui prezzi dell’energia, ma resta comunque alla base della revisione al rialzo delle stime rispetto ai report di gennaio e aprile. Il merito è della resilienza delle economie e di un sentiment di mercato superiore alle attese, confermato anche a luglio dopo la ripresa degli scontri tra USA e Iran.
Hyperscaler e tech in testa
Nel secondo semestre, a trainare la crescita del comparto corporate non finanziario, atteso in aumento del 12% rispetto al 2025, dovrebbero essere soprattutto le emissioni legate all’intelligenza artificiale. Gli hyperscaler e le aziende collegate, come Nvidia, hanno emesso circa 225 miliardi di dollari di obbligazioni nel primo semestre, quasi dieci volte il dato dello stesso periodo 2025. L’agenzia USA stima ora che il settore possa arrivare a circa 400 miliardi nell’intero anno, a fronte di investimenti in capex per circa 800 miliardi di dollari. Anche la crescita delle emissioni non finanziarie in generale, al di fuori di questo ristretto gruppo di emittenti, rimane piuttosto solida (all’11,4%). Mentre il più ampio segmento high-tech sta guidando la carica con oltre il doppio dei livelli di emissione dello scorso anno.
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Bene la finanza strutturata
Restano comunque robusti anche dati e previsioni degli altri comparti. In particolare, le emissioni di finanza strutturata dovrebbero espandersi del 15% nell’anno, dopo un primo semestre a 857 miliardi di dollari (+25% annuo). La finanza pubblica statunitense è invece vista in crescita del 5% e quella internazionale, ancora dominata dalla Cina, di un ulteriore 5%. Più contenuta la crescita attesa per i servizi finanziari, al 3%, un comparto storicamente più sensibile alla volatilità di mercato.
Rischi al ribasso
S&P segnala tuttavia alcuni rischi al ribasso. Il cessate il fuoco in Medio Oriente si è infatti rivelato di breve durata, con il conflitto tornato a intensificarsi a luglio, e i mercati iniziano a mostrare segni di stanchezza di fronte alle ripetute emissioni di grande entità da parte degli hyperscaler. “La combinazione di questi fattori potrebbe indebolire la domanda di debito nel corso dell’anno”, avvertono quindi gli analisti.
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Il picco delle scadenze speculative slitta al 2031
Inoltre, in un secondo report, l’agenzia ha analizzato il tema delle scadenze del debito. L’anno di maggiore concentrazione di quelle obbligazionarie corporate non finanziarie con rating speculativo è stato posticipato al 2031: un consistente slittamento rispetto alle stime di aprile, che indicavano il 2029, e di gennaio (2028). Il boom di nuove emissioni nel primo semestre 2026, legato soprattutto alla raccolta per lo sviluppo delle infrastrutture AI e il digitale, ha infatti incrementato il volume delle scadenze delle società non finanziarie nel 2031 a livello globale, mentre la costante attività di rifinanziamento ha nel frattempo alleggerito il muro del debito fino al 2029. Pur giudicando più gestibili le scadenze di breve termine, S&P avverte le sfide all’orizzonte non mancano: nel 2028, infatti, il debito con rating ‘B-‘ o inferiore in scadenza salirà a 268,8 miliardi di dollari, concentrato soprattutto negli Stati Uniti e nei settori sanità, high technology e media-intrattenimento.
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